Assassinio psichiatra a Bari oggi.. ne parliamo?

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La tragica notizia, battuta dalle agenzie stamattina, dell'omicidio della Collega Barese Paola Labriola ad opera di un suo paziente all'interno del Centro di Salute Mentale dove lo stava visitando ripropone dramamticamente il tema della pericolosita' e delle norme di sicurezza per il personale che tragicamente tornano di attualita' sempre EX POST E MAI EX ANTE e soprattutto senza mai approdare a protocolli definiti e attuati.

Ecco uno dei link alla notizia.

La vittima Paola Labriola

Parliamone credo sia importante... la rete e' il mezzo per mettere a fattor comune opinioni esperienze proposte in termini comunitari e collaborativi

ScusateMENO TAGLI alla SALUTE MENTALE,
Più AGENZIE aperte sulle 24 ORE per il DISAGIO !
RESTIAMO UMANI

http://www.medicitalia.it/manlio.converti/news/3982/La-Morte-ci-fa-Crudeli

Due Colleghe sono morte all'improvviso in modo violento durante lo svolgimento dei loro compiti, una addirittura al di fuori dell'orario di lavoro, per la sua sindore samaritana, entrambe per mano di sciroccati, tossicomani e delnquenti.

Le conseguenze della loro morte è stata invece devastante a livello sociale a causa del rimbombo dei mass.media e della mediocrità dei commentatori, che in un caso hanno abusato del luogo comune sulla violenza e pericolosità sociale dei pazienti psicotici, mentre nel secondo caso hanno dato la stura alla solita retorica contro i migranti.

Le rettifiche sul caso della Collega psichiatra, uccisa barbaramente da un tossicomane, non ha moderato affatto le critiche feroci che si sono abbattute anche da parte di associazioni sindacali mediche come la Aipsimed o la Anaao, che hanno richiesto, come sempre la RIDUZIONE degli spazi di contatto sul territorio e la reductio ad unum, quindi agli Ospedali Psichiatrici delle attività nel merito.

Sul bollettino ENPAM di questo mese (o meglio trimestre) il marito psicologo della Collega psichiatra chiarisce invece molto bene il desiderio della stessa vittima di lavorare con PIU' PERSONALE (medici, infermieri, psicologi, sociologi, assistenti sociali) e con altre agenzie del territorio oggi assenti o solo ambulatoriali (SERT; servizio adolescenti, servisio migranti, servizio geriatrico, ma anche Comune e Associazioni e Cooperative sociali). Il marito ancora evidentemente ferito dal dramma personale ha chiarito che è PER I PAZIENTI e per I LORO DIRITTI che la moglie ogni giorno lavorava anche fuori orario.

Se le leggi nazionali non cambieranno per i migranti, a causa della pressione di ipocriti leghisti che grazie alla Bossi-Fini, ma anche Turco-Napolitano, si garantiscono SCHIAVI nelle campagne, nelle case, nelle industrie ma anche per le strade per attività sessuali con uomini, donne o transessuali migranti, e se forse non cambieranno neanche per la Salute Mentale a causa dell'inerzia di questo Governo, che alla Sanità chiede solo tagli, sicuramente l'effetto per i sofferenti psichici è già in atto in modo grave e limitativo.

Sono aumentati infatti gli atti di razzismo dentro e fuori le mura domestiche e le tensioni INGIUSTIFICATE gaicchè il criterio della Pericolosità Sociale si basa sul falso pregiudizio CARTESIANO e BERKLEYEANA che la Persona non sia responsabile quando la Mente sia alterata.

Gli studi sulla Pericolosità Sociale sostengono che il rischio di omicidio in generale diminuiisce in tutta Italia da decenni per tutta la popolazione e gli studi europei ed americani dimostrano che quella specifica da parte di sofferenti psichici è al massimo il doppio solo se questi non vengono curati affatto. Gli stessi studi spiegano che invece i tossicodipendenti causano in proporzione otto volte di più aggressioni di vario tipo e soprattutto omicidi.

A parte che potrenmo declinare con il termine di "femminicidio" entrambi i reati commessi, ma la chiusura anche del mio centro di salute mentale per aprire un niuovo reparto ha prodotto solo un aumento del carico lavorativo per tutti i colleghi (due servizi e metà personale), e l'aumento di ricoveri COSTOSI a carico del SSN in regime di TSO ma più spesso anche nelle cliniche PRIVATE (private anche del diritto alla socialità ed all'appartenenza alla civilità).

Le critiche di AIPSIMED, ANAAO e non so quanti altri enti associativi medici rappresentano un'AGGRESSIONE DIFFAMATORIA e RAZZISTA nei confronti dei sofferenti psichici ingiustamente accusati di REATI COMMESSI DA ALTRI ( e nel caso della Collega psichiatra da parte di un tossicomane abbandonato da ogni altra agenzia del territorio ).

PRETENDIAMO l'AUMENTO dei CENTRI DI SALUTE MENTALE, la CHIUSURA dei MANICOMI PRIVATI, l'AUMENTO del PERSONALE dei CSM, l'AUMENTO delle agenzie ASL e di altre Istituzioni sulle 24 ore !!!

PRETENDIAMO anche le SCUSE e la RETTIFICA da parte delle organizzazioni mediche che DIFFAMANO i sofferenti psichici e la MEMORIA della Collega morta sul campo per COLPA dell'ASSENZA di RISORSE UMANE e di una POLITICA dei TAGLI che è la vera ASSASSINA che ha armato il tossicomane a sua volta abbandonato dallo stato italiano!

Ed eccoci ancora di fronte al dilemma, ma la pazzia esiste ed e' rischio di violenza che va limitata negli spazi oppure e' una problematica che appartiene al terreno del sociale e nel tempi e' stata e viene affrontata con gli strumenti che culture e contingenze mettono a disposizione?
State attenti voi psichiatri, mi dice un amico, avete anche voi bisogno dello spray al peperoncino, come le donne indifese di notte!
E forse ha ragione, il rischio c'e': nell'incontro con l'altro, a cui non siamo forse piu' preparati e pensiamo sia l'incontro con un organismo biologico da regolare nell'attivita' dei neurotrasmettitori.
Per accorgerci poi, di fronte al dramma, che e' alla fine di tutto è l'incontro tra due esseri umani, con tutto cio' che ne puo' scaturire di positivo e di negativo.
Un incontro a cui non siamo forse piu' preparati e sentiamo il peso della delega che ci viene data da una societa' che non sa piu' come affrontarli, dipendenze, emarginazioni, devianze, e ci riduce a pattumiera della societa': senza neppure darci gli strumenti, perlomeno, per fare la raccolta differenziata.
Credo che troppo venga chiesto alla psichiatria, e troppo abbiamo accettato di affrontare da soli, a volte per presunzione, a volte per ignoranza, a volte per opportunismo, a volte per spavalderia.
Un minuto di silenzio, di fronte al dolore, penso proprio che possa essere utile prima di ricominciare.

Segnalo un altro contributo sul tema pubblicato sulla rivista a firma di Luigi Benevelli...
http://www.psychiatryonline.it/node/4514

Carlo Gozio ha pubblicato un articolo che contiene i primi commenti pubblicati sul web sulla tragedia...

http://www.psychiatryonline.it/node/4513

Soffro per la morte della collega, il secondo caso in trent'anni, sempre là dove sono ridotte le risorse proprie dei Csm. I mass media e sindacalismi pelosi stanno invece creando un caso ridicolo, trattasi di femminicidio? Omicidio di un tossicomane? Invece è diventata un'arma contro i diritti dei sofferenti psichici, con richieste manicomiali da parte di un'opinione pubblica tele.dipendente! Cosa dovrebbero dire benzinai o tabaccai? Non sono più a rischio ginecologi e pediatri? L'Anaao ha già bollato i Csm come 'dispersione' delle risorse e chiesto la reductio ad hospedes: un paradosso! È proprio la chiusura dei centri di salute mentale a causare aumento del disagio psichiatrico ed aumento di reclusioni invalidanti per Tso e in cliniche esose e manicomiali, con aumento della spesa del SSN! Il caso poi non sussiste. Non esistendo politiche sociali, nè centri adeguati per altre devianze sociali, i Csm sono diventati l'unico baluardo e capro espiatorio per ogni problema sociale, a danno dell'utenza psichiatrica stessa, sia per riduzione delle risorse, così disperse, sia per l'aggravarsi dello Stigma! APRIRE I CSM SULLE 24 ORE ma anche i SERT ed altre agenzie per le emergenze sociali sulle 24 ore è l'unica soluzione UMANA e MEDICA. Stiamo andando invece incontro ad uno stato di polizia ed alla creazione di nuovi LAGER!

La vicenda della psichiatra uccisa a Bari riapre due vecchie questioni, quella della pericolosità sociale del "malato di mente" e quella del problema della sicurezza dei tecnici nei luoghi di "cura". Sulla prima, quello che non si vuol capire è che un episodio del genere sarebbe potuto accadere in un qualsiasi luogo della città, perché esso non riguarda il problema della follia o della "devianza", ma riguarda il problema di un'indigenza sociale, di una povertà delle risorse territoriali, di un impoverimento dei tessuti urbani che è lo specchio di una crisi drammatica dei luoghi del vivere quotidiano e conseguentemente degli "attori" di questo scenario sociale. Crisi della collettività sempre più rifugiata dietro le tapparelle di un individualismo esasperato, che lascia solo chiunque è fuori dal gioco produttivo. Sulla seconda io credo che la questione non stia tanto nel livello di sicurezza che si debba pretendere per gli operatori, perché se la sicurezza è il metro con cui misuriamo l'agire quotidiano nei servizi, significa che la paura e l'insicurezza sono le unità di misura di questa azione e di questi servizi . Una paura ed una insicurezza che fanno dell'imprevedibilità del gesto, del "folle gesto" gli unici riferimenti di un esercizio di controllo preventivo della "devianza" (cioè di ciò che è considerato "naturalmente" pericoloso). Fermo restando che ognuno di noi, in qualunque momento, può rimanere vittima della violenza dell'abbandono, dell'emarginazione, della tossicodipendenza, della perdita di un lavoro e del degrado sociale in cui ci troviamo, rimane il problema di definire questa indigenza per quella che è, senza coperture ideologiche. Senza che torni ad essere quell'oggetto "incomprensibilmente pericoloso" che ognuno di noi ripone nel cassetto ogni qualvolta accadono episodi di questo tipo. Con buona pace della nostra coscienza e dell'indignazione che proviamo di fronte alla perdita di una vita sacrificata sull'altare di quella stessa violenza che facciamo finta di non vedere e che ci riguarda tutti

Esprimo tutto il mio cordoglio per i familiari della collega scomparsa.
Da sempre penso che ogni lavoro ha i suoi rischi e quello dello psichiatra è un lavoro con rischi.
I rischi però sono talvolta prevedibili, per esempio quelli che si corrono in SPDC con utenti ormai "sporchi", dove il disturbo mentale è associato spessissimo a tossicodipendenza e delinquenza. Ma dalle nostre parti (provincia Latina) non è mai stato stilato un protocollo di intervento con le FFOO ed i Comuni, finalizzato a chiarire gli ambiti di intervento di ciascuna categoria professionale, nonostante più volte richiesti!
e se tutto ciò non si realizza in un ambiente con rischiosità altamente prevedibile, figuriamoci se si prenderà mai qualche precauzione in ambiti diversi (comunità, CSM).
Con la negazione della malattia mentale, effettuata agli inizi di questa "rivoluzione culturale" abbiamo dato una sponda incredibile a chi si è sempre disinteressato dei nostri problemi! Siamo stati "confusi" nelle dichiarazioni d'intenti, divisi tra varie "fazioni" ideologiche, approssimativi negli interventi spesso neanche adeguatamente spiegati all'utenza. Le nostre strutture sono piene di operatori trovatisi in Psichiatria "per caso", senza adeguata preparazione e spesso nulla è stato fatto per preparrli a posteriori.
Siamo un pò come è il nostro Paese, una Armata Brancaleone che è stata mandata alle "Crociate", come l'Armir!
La storia si ripete. Date le premesse, finora ci è andata fin troppo bene.

Saltando a piè pari le consuete osservazioni mediatiche sulla pericolosità del malato psichiatrico che inonderanno i notiziari e gli approfondimenti (??) giornalistici, e nell'attesa di conoscere i numerosi perché che credo ogni operatore del settore desidera conoscere sulla vicenda in questione per poterla giudicare, resta il dolore di una perdita: la fotografia esprime molti dei commenti positivi sulla persona rilasciati alla stampa da chi la conosceva, e questo infortunio professionale non è solo un evento la cui probabilità è a tutti certamente nota, ma è anche simbolo dell'eterna lotta tra il conosciuto e l'ignoto, vero dilemma di una scienza che per certi versi è anche arte.


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