La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT)
Recenti tendenze, prove di efficacia, utilità e limiti
di Gabriele Melli, Eleonora Stopani, Claudia Carraresi, Francesco Bulli

L’efficacia della Schema Therapy nel trattamento dei disturbi di personalità

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24 dicembre, 2013 - 12:20
di Gabriele Melli, Eleonora Stopani, Claudia Carraresi, Francesco Bulli

La Schema Therapy, una forma di psicoterapia cognitivo comportamentale per i disturbi di personalità che integra aspetti derivanti dalle terapie psicodinamiche e della Gestalt, nonché dalle teorie sull’attaccamento, è stata oggetto di uno studio randomizzato e controllato multicentrico, durato ben 5 anni e pubblicato recentemente sull’American Journal of Psychiatry.
Un totale di 323 pazienti con disturbi di personalità sono stati assegnati casualmente al trattamento con Schema Therapy o al trattamento “as usual” (in cui il terapeuta era libero di usare qualunque altro approccio ritenesse utile per il caso). I ricercatori hanno verificato come una proporzione significativamente maggiore di soggetti trattati con Schema Therapy risultasse migliorata al termine del trattamento (indipendentemente dal tipo di disturbo di personalità) rispetto a quelli sottoposti al trattamento “as usual”. I pazienti del gruppo Schema Therapy avevano meno disturbi depressivi e un funzionamento generale e sociale migliore al follow-up. Questa forma di terapia cognitivo comportamentale integrata, pertanto, è risultata più efficace degli altri trattamenti con cui è stata confrontata e ha determinato tassi di drop-out minori.
Nonostante tutti i limiti degli studi controllati di questo tipo, uno studio su un campione così ampio è certamente indicativo e non può non suscitare riflessioni. Ai lettori ogni commento.

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Commenti

Grazie x la bella notizia.Interessante per due motivi: primo perche' una ulteriore prova di efficacia di una forma di psicoterapia e' sempre importante e si aggiunge alle altre evidenze; secondo, perche' si tratta della Schema Therapy.
Personalmente ho una formazione e una pratica clinica psicodinamica, ma apprezzo molto i lavori di J.Young. Mi pare che egli testimoni come, partendo dal cognitivismo classico, lo sforzo di comprensione porti molto vicino alle posizioni della psicoanalisi contemporanea. Dalla teoria dell'Attaccamento alla Teoria delle Relazioni oggettuali interiorizzate, alla psicologia del Se'; e dalla proposta degli Schemi maladattivi Precoci a quella dei "Mode" ( e dale Realzioni di Ruolo Reciproche di Ryle) originano percorsi che vanno a fecondarsi costruttivamente e a confluire in un' visione unitaria che, a mio parere, rende sempre piu' labili le distinzioni tra Cognitivismo e Psicoanalisi, e sempre piu' possibile una formazione e un'ottica di lavoro a 360°, flessibile e declinata sul paziente


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