D(e)I-SEGNI DELL’ANIMA L’uso del mandala nella cura di pazienti con disturbo del comportamento alimentare

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14 maggio, 2014 - 10:00
Autore: Anna Scelzo
Editore: Zephyro Edizioni
Anno: 2013
Pagine: 101
Costo: €15.00
Tu sei la casa e l’abitante della casa
(Testo lamaista)


 
I sogni, le fiabe, i miti, le religioni, i riti ci tramandano un patrimonio comune fatto di Grandi Immagini, espressioni più pure dei processi psichici dell'inconscio collettivo. E’ l’immaginazione attiva il canale che apre la comunicazione con gli archetipi che, così nel sogno come nell’arte, si rivelano.
Quando le energie si uniscono in modo armonioso si percorre la via verso il Sé ed affiora il grande archetipo dell’integrazione con i suoi simboli. La crescita viene mostrata attraverso una immagine costante: il Mandala inteso come l’immagine del Sé. Il mandala è uno spazio sacro (temenos), un disegno che mostra una struttura concentrica e simmetrica, in cui si ritrovano alcune forme geometriche costanti come il cerchio o il quadrato, il triangolo o l'esagono.



E' un simbolo astratto che appare alla coscienza per forza propria , “è un fatto psichico autonomo, che si distingue per una fenomenologia che si ripete sempre ed è identica in ogni luogo. E’ una specie di nucleo atomico, di cui però non conosciamo ancora l’intima struttura e l’ultimo significato” (1). Non è solo un indicatore astratto ma una energia che rappresenta la vera conoscenza sapienziale, ciò che in noi sa che cosa siamo, dove andiamo e cosa cerchiamo, il nostro centro esistenziale. Quando non camminiamo sulla via del Sé, l'inconscio ci avverte con sintomi di malattia, sofferenza e malessere.
  “ … Il Mandala è un archetipo molto importante. E’ l’archetipo dell’ordine interiore ed esprime il fatto che esiste un centro ed una periferia, che cerca di abbracciare il tutto. E’ il simbolo della totalità. Perciò, durante una terapia, quando nella psiche del paziente c’è grande disordine e caos, questo simbolo può apparire sotto forma di Mandala in sogno, o nelle fantasie o nei disegni liberi. Il Mandala compare spontaneamente come archetipo compensatorio, portando ordine, mostrando la possibilità dell’ordine…(1)
Il mandala è quindi un cosmogramma, perché manifesta l’energia superiore che muove ogni dinamica della vita e nello stesso tempo uno psicogramma, cioè un disegno che esprime la psiche così come essa è nella situazione attuale, divenendo uno strumento diagnostico, una meta e matrice.
L'incontro tra Anna Scelzo, psicologa-psicoterapeuta, membro della IAEDP (International Association of Eating Disorders Professionals, USA) ed il mandala è avvenuto circa 20 anni fa, in una libreria “sotterranea” situata negli snodi della metropolitana milanese; ed è proprio di un “mondo interno sotterraneo” che l'autrice racconta, quello di due donne, Caterina ed Isabella, entrambe affette da un disturbo del comportamento alimentare, che attraverso lo strumento del mandala, divengono capaci di rappresentare graficamente e simbolicamente il proprio vissuto.
Con il suo D(e)I-SEGNI DELL’ANIMA la Scelzo utilizza il mandala per attivare le risorse del paziente attraverso una modalità che mira ad esplorare i contenuti meno intellettualizzati che risiedono nell'inconscio e che rimandano a livelli preverbali.
L’attenzione dell’autrice è volta a dare una “forma simbolica” a quanto accade nel mondo interno dei pazienti, dal momento in cui viene diagnosticato un disturbo del comportamento alimentare, durante il lungo percorso di comprensione dei propri sintomi e di ciò che li ha innescati. Come lei stessa scrive “il punto di incontro fra contenuti coscienti ed inconsci spesso si realizza attraverso il simbolo”, un simbolo che va oltre la ricerca della “ forma perfetta” che i pazienti  affetti da disturbi del comportamento alimentare ricercano, per riportare alla forma spontanea della personalità. Il mandala rappresenta la possibilità di integrare mente e corpo (contenuto e contorno del disegno) ancor più se viene “ritualizzato” e condiviso in un campo gruppale in cui è possibile relazionarsi con un Altro che ha condiviso la medesima esperienza.
Il libro si divide in due parti. La prima parte, introduttiva, trasporta il lettore in un contesto in cui la creatività, espressa attraverso i disegni mandalici, costituisce un’esperienza vitale ed esistenziale, uno strumento per liberare una energia trasformativa che, nelle pazienti affette da disturbi del comportamento alimentare, tende ad essere “congelata” per la presenza di modalità relazionali interne tiranniche e distruttive rispetto ad un possibile movimento evolutivo.
La seconda parte, invece, è dedicata ai “segni” attraverso i quali Caterina ed Isabella svelano il loro percorso terapeutico, un percorso fatto di conflitti fra opposti e riconciliazioni, rese possibili dall’emergere del Sé al centro della loro psiche.
D(e)I-SEGNI DELL’ANIMA coinvolge il lettore attingendo alla sfera dell’immaginazione. La lettura è resa scorrevole dal ritrovare una sorta di linguaggio antico, comune ed istintivo, che attraverso il segno, diviene visibile. E’ un mondo intriso di bisogni, emozioni spesso negate e ricerca di trasformazione, quello che viene descritto, con cui é possibile entrare in risonanza grazie all’immediatezza dell’immagine; un mondo in cui l’autrice ci guida con delicatezza, rispettosa dei tempi e discreta, consentendoci di sentire una affettuosità gentile come compagna di lettura.

  1. Jung C.G- Simboli onirici del processo di individuazione in Psicologia e alchimia, Boringhieri, Torino, 1981

Nota biografica
Anna Scelzo, psicologa-psicoterapeuta, laureata in Lettere moderne e psicologia, membro dell’IAEDP (International Association of Eating Disorders Professionals, USA), si occupa, tra l’altro, di disturbi del comportamento alimentare e dipendenze sia in ambito pubblico che privato. Ha condiviso il risultato dei suoi lavori già in alcuni workshop anche a livello internazionale

 

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