Editoriale
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di Francesco Bollorino

Bread & Roses - Pane e Rose: è possibile un'altra politica?

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9 ottobre, 2017 - 07:41
di Francesco Bollorino
The worker must have bread, but she must have roses, too.”

 

Vi è una bellissima canzone che si intitola “Bread and Roses” (“Pane e Rose”) e che fa riferimento ad uno sciopero a Lawrence nel Massachusetts nel 1912 (succede tutto negli USA: 1 maggio e bandiera rossa di Chicago, 8 marzo…) dove questo slogan, pronunciato dalla sindacalista e partigiana dei diritti femminili Rose Schneiderman, divenne il motto della manifestazione e, in seguito, titolo di una poesia poi musicata e spesso ascoltata in tanti film, l’ultimo, a mia memoria, l’inglese “Pride” nel 2014.


 

In questi giorni in cui tanto si parla del degrado in cui sembrano essere precipitate le nostre città tra rimbalzi di responsabilità, scarsezza di mezzi, inerzia della politica e cavillosità burocratiche mi è tornata in mente prepotentemente questa vicenda e soprattutto la canzone che ho riascoltato con grande emozione.

Ecco io credo che davvero noi abbiamo bisogno di Pane e Rose e di una politica che li sappia coniugare, per essere percettibilmente la Buona Politica che tutti vorremmo vedere e sentire come nostra, in quanto ci rappresenta pienamente.

Pane e Rose: è possibile tenere insieme la necessità dello sviluppo o del recupero di produttività con la qualità della vita e il rispetto del territorio e di chi ci vive?

Pane e Rose: è possibile pensare una città come un essere vivente che va nutrito ma pure ben vestito per fare bella figura?

Pane e Rose: siamo sicuri, ma proprio sicuri che una città ben arredata e accogliente non sia anche una attrattiva turistica maggiore?

Pane e Rose: una Buona Politica è anche Buon Senso e siamo così sicuri che le proteste siano sempre e solo pretestuose o che, a volte, val la pena ascoltarle e dar loro la priorità che meritano?

Pane e Rose: non possiamo però come cittadini chiamarci sempre fuori. Partecipazione vuol dire non delegare ma chiedere e ottenere di essere coinvolti ed essere coinvolti vuol dire, anche, rimboccarsi le maniche e ottenere, regalando del tempo magari poco ma di molti, di essere parte attiva nel processo e non solo provazione simbolica. In altre parole non serve andare a pulire una strada ma serve creare un circuito virtuoso stabile tra istituzioni e persone alla ricerca di percorsi condivisi e collaborativi volti al bene comune e alla partecipazione attiva vera.

Pane e Rose: mi aspetto risposte e non assordante silenzio…

 

 

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