ISIS E LE STRAGI DI PARIGI

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La rivista ha pubblicato dopo i tragici eventi del 13 novembre 2015 a Parigi diversi contributi e rifressioni sul tema.

Li riporto in ordine di pubblicazione sulla rivista:

PAOLO PELOSO: IL VALORE DEL SANGUE. Un pensiero alle stragi terroriste del 12 e 13 novembre

SARANTIS THANOPULOS: TERRORISTI, NECROFILI E SCIACALLI

MASSIMO RECALCATI: Uccidere in nome della Legge di Dio

CORRADO DE ROSA: Psicologia dello Stato Islamico 

Spero davvero che si voglia provare ad approfondire un tema che ci tocca tutti partecipando attivamente al dibattito on line

Lo stato di coscienza delle bombe umane.

Qual'e' lo stato di coscienza di una persona che attacca a mano armata un concerto uccide più persone possibile e poi si fa esplodere per aumentare le morti?
Nel libro di Bifo Heroes troviamo una interessante analisi di queste situazioni:
Il 20 luglio 2012 al Cinema Aurora nel Colorado mentre proiettavano il cavaliere oscuro-il ritorno James Holmes travestito come tanti altri spettatori, come un personaggio del film, come Joker il cattivo, apre il fuoco ed uccide 12 persone e ne ferisce 58. Gli spettatori all'inizio non capiscono di cosa si tratta, pensano sia una trovata pubblicitaria.
Anche al Bataclan a Parigi, all'inizio i partecipanti al concerto pensavano si trattasse di una azione scenica e non di un attacco.
Anders Behring Breivik ha programmato il suo attacco il 23 luglio 2011 uccidendo 77 persone perché si ritiene "salvatore del cristianesimo".
Il 24 marzo 2015 Andreas Lubitz trascina nella sua morte 150 persone che si trovano sull'airbus A-320 di cui è secondo pilota perché è depresso.
Secondo me, queste tre persone al momento in cui hanno realizzato il loro piano si trovavano certamente in uno stato di coscienza modificato che possiamo definire come uno stato di transe.
La transe di Holmes sembra essere molto simile ad una transe di possessione. Il personaggio Joker si è totalmente impadronito dell'ideale dell'io di Holmes. Breivik sembra avere avuto più una sorta ti transe sciamanica, una modificazione della coscienza che gli ha permesso di " vedere" che cosa stava succedendo e come si poteva fermare "l'infezione spirituale".
Lubitz si è caricato il peso dell'angelo sterminatore, identificandosi con lui in una transe apocalittica.
Tuttavia, questi stati modificati di coscienza, sono avvenuti in soggetti senza un apparente contatto con un gruppo e meno che mai con "maestri" di cui sarebbero stati adepti.Si tratta di transe individuali.
Il gruppo di Parigi, come gli altri gruppi che agiscono in medio oriente quotidianamente, sembrano invece essere legati ad un " maestro" o ad un insieme di maestri, da un vincolo molto forte simile a quello descritto nel passato per Ḥasan-i Ṣabbāḥ conosciuto anche come il " Veglio della Montagna" che dalla fortezza di Alamut inviava gli adepti della setta al-Hašīšiyyūn ad assassinare nelle moschee o in luoghi simbolici i suoi nemici ed i nemici degli ismaeliti nizariti.Si dice che gli "assassini" ubbidissero agli ordini fino a suicidarsi solo per un cenno del maestro. Questo tipo di legame a a che vedere con la forma di transe che Georges Lapassade chiama dispotica.
Per passare da una transe individuale ad una collettiva e' necessario il potere dispotico.
Dice Lapassade nel saggio sulla Transe:

"Perché la transe si collettivizzasse, è stato necessario l’intervento attivo di un potere organizzatore. Questo potere si è dovuto impadronire della transe, farsene carico, organizzarla al fine di servirsene e farla servire al potere costituito"

Quindi gli eventi di Parigi ci mostrano l'emersione di un " esercito di sonnambuli" come ci hanno descritto i Wu Ming nel loro romanzo.
Si tratta di persone condizionate ad agire secondo un vincolo ipnotico potentissimo da un potere costituito che se ne serve per i suoi fini.
Non sarà facile sciogliere quel vincolo, certamente,se c'è un senso in questa analisi, e' necessario partire dal potere del despota e renderlo inoffensivo. Bisogna decostituire quel potere e non e' solo un problema militare.
Non so se i " sonnambuli" si possono liberare dalla loro possessione a partire da nuovi vincoli orizzontali.Temo che l'induzione dello stato modificato dovuto ad un ordine sia quasi impossibile da contrastare. Ma, credo qui si giochi l'importanza ed il senso di appartenenza alla cultura della libertà.
Penso non sia sufficiente l'idea, e' necessaria una pratica di cambiamento nelle periferie europee, un forte contrasto non solo alle prediche ma anche alle pratiche del fondamentalismo che investono in programmi sociali e non solo nelle parole.
La nascita e lo sviluppo di vincoli sociali liberi che favoriscano la circolazione degli affetti e dei sentimenti. La costruzione progressiva di una comunità che viene.

Bibliografia:

Franco Bifo Berardi. Heroes. Baldini & Castoldi 2015
Henri Corbin. Storia della filosofia islamica. Adelphi 1991
Georges Lapassade. Saggio sulla transe.Feltrinelli 1977 Wu Ming. L'armata dei sonnambuli. Einaudi 2014
Giorgio Agamben. La comunità che viene. Einaudi 1990

Ho apprezzato molto il tuo intervento, anche perché mi ha richiamato alla mente un ragionamento che qualche anno fa avevamo tentato di sviluppare (Psicoterapia e scienze umane, XLI, 2007, 2, 171-190) rifacendoci allo stato di coscienza attribuito da Dostoëvskij a Raskolnikov al momento del primo omicidio, alla vicenda de "Le mani sporche" di Sartre e al concetto di "sentimento del valore dell'altro" foirmulato da Callieri, con due colleghi sull'ipotesi che, per commettere l'omicidio, sia necessario avere già soppresso l'altro (o gli altri) nel proprio mondo interno. Mi permetto di segnalartelo perché il rapporto con il tuo ragionamento sulla relazione tra trance e strage, su cui mi trovo molto d'accordo, mi pare possa essere fecondo. Paolo Peloso

LA TRAGEDIA E IL SILENZIO

Ieri l'amico Francesco Bollorino mi ha sollecitato a scrivere qualcosa su Isis e sull'attuale situazione di angoscia che ci attraversa. Rispondo soltanto oggi, rammaricandomi per il ritardo, perché i tempi della vita e quelli dei social network non sempre, fortunatamente, coincidono. Sapendo di dare una delusione all'amico e collega, devo dire con franchezza che, sul tema, preferirei rimanere in silenzio. Ciò che abbiamo di fronte è troppo grande e inquietante per essere esorcizzato con analisi più o meno brillanti e lucide, che mi danno la sensazione di essere per due volte un bersaglio, nel mirino di due opposti killer: la Vendetta da un lato, e ciò che potremmo chiamare con grandissima e ingenerosa approssimazione, l'Invidia.
Ogni analisi sentita in questi giorni mi ricorda che sono colpevole: colpevole di appartenere a una civiltà ingiusta, prevaricatrice e assassina. E, ciò che è peggio, mi provoca la sensazione che in queste osservazioni ci sia molto di assolutamente vero. D'altro canto, mi sento anche nel mirino di un altro killer, psicotico e assassino, quello che ha deciso di identificarsi con un Dio che vuole la morte della mia anima, che detesta il sorriso, la libertà, la creatività, il piacere, il sesso, la musica, la speranza, la gioia. Di fronte al primo dei due killer potrei fare, forse, un atto di contrizione e un tentativo di conciliazione, ammesso che serva. Di fronte a questo secondo, io non ho nulla da dire, che non sia già detto, risaputo, esaurito. In psicoanalisi, l'unico strumento utile dinanzi all'impensabile è un attento silenzio. Io attendo, fiducioso, una luce.

Gianni ha pubblicato questo commento anche sul suo profilo su FACEBOOK. Vorrei sottolineare rigrazialdolo che la differenza essenziale tra un SOCIAL e un SITO WEB è LA PERMANENZA del contenuto che NON SCIVOLA in basso finendo nel dimenticato (spesso troppo spesso sostituito dalla nuoava emozione del momento) facendo sì che lo scambio resti e possa davvero essere aggiornato nel tempo e con maggiore consapevolezza.
Contnuo a sperare che senza sollecitazioni in tanti tra i tanti utenti registrati della rivista seguano il suo esempio alla ricerca di un sapere condiviso e dialogico ragione prima per la quale lo SPAZIO FORUM è stato pensato e creato in Psychiatry on line Italia

Posso solo dire quanto segue.
L'immagine dell'uroboro, il serpente che mangia la propria coda, mi appare qui concretizzata.
https://www.facebook.com/luigidimaio/videos/931106053592608/?fref=nf
Lo dico con Crozza.
Prendere coscienza di come avvenga questo continuo giro a vuoto è già un primo passo, un movimento che non può essere collettivo ma individuale. Per cominciare... Il "taglio" alchemico della testa è il secondo.


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