Disordine Immaginario
Fotografi & Fotografia: osservazioni e persuasioni
di Eleonora de Gaetani

INSTAGRAM STORIES: "Stories" perse per sempre

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22 novembre, 2016 - 11:56
di Eleonora de Gaetani
Instagram è un social network che permette di scattare foto, modificarne le caratteristiche base e applicare dei filtri, per poi pubblicarle sul profilo personale e condividerle su numerosi altri social: Twitter, Tumblr, Flickr, Facebook etc.
Le foto possono essere inviate anche in Direct, privatamente a un utente e ci si può messaggiare attraverso la chat. Instagram all'inizio presentava la peculiarità del formato quadrato cui spesso si aggiungeva, in base al filtro scelto, una cornice che ricorda vagamente lo storico formato cartaceo Polaroid a sviluppo istantaneo.
Negli ultimi aggiornamenti è stata data la possibilità di mettere un formato a piacimento, fino a un certo limite di altezza e larghezza. L’applicazione sviluppata da Kevin Systrom e Mike Krieger, è stata lanciata il 6 ottobre 2010 inizialmente disponibile solo su ios.
A ottobre 2016 è stata rilasciata l'app anche per Tablet e Pc Windows 10. Nel 2012 l'azienda è stata comprata per un miliardo di dollari da Facebook.Inc Instagram si conferma il secondo social network tra i ragazzi tra i 13 e i 17 anni seguito abbastanza da vicino da Snapchat.

Naturalmente Instagram non ha successo solo tra i ragazzi: il 28 % degli adulti che usano internet ha un profilo Instagram. Il 55% delle persone che hanno tra i 18 e i 29 anni ha usato Instagram nel 2015. Nel 2013 erano il 37%. ( fonte: http://instagramersitalia.it/instagram-19-dati-e-statistiche-utili-da-sa...). Instagram 9.0 introduce “Stories”, funzionalità che permette di pubblicare foto visibili per 24 ore. Dopodiché le fotografie vengono eliminate dalla propria storia, esattamente come succede con Snapchat.
A novembre 2016, con la versione 9.7, vengono introdotte tre nuove funzioni per Stories: la prima permette di creare video Boomerang direttamente dalla fotocamera di Instagram Stories, la seconda permette di menzionare le persone nella propria storia (scrivendo "@nomeutente"), mentre la terza (che riguarda inizialmente i soli account verificati) permette di aggiungere link alla propria storia, che verranno aperti in un browser in-app. Insomma , si incita a pubblicare tanto e sempre di più una quotidianità frammentata. Si incita a spiare ad oltranza gli amici seguiti per non perdersi nulla della loro giornata.

Ora, stòria (ant. o letter. istòria) s. f. [dal lat. historia, gr. ἱστορία, propr. «ricerca, indagine, cognizione» da una radice indoeur. da cui il gr. οἶδα «sapere» (e ἴστωρ «colui che sa») e il lat. vid- da cui vĭdēre «vedere»]. Aldilà di essere la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l'uso di fonti, cioè di documenti, testimonianze e racconti che possano trasmettere il sapere; si può intendere come il séguito di vicende, personali o relative a un fatto particolare, d’interesse circoscritto, che siano oggetto di un racconto ordinato.
24 ore di durata per un avvenimento, il nostro! E poi? Poi qualunque sia, questa storia: meraviglioso ricordo di un amore appassionato o futile momento di spensieratezza, comunque sia, domani, non ve ne rimarrà traccia. Un solo giorno per essere vista, rivista, aggiornata. Poi l’oblio più assoluto!

Certamente molte immagini prodotte con instagram sono da cestinare, pertanto la breve durata non spaventa, ma rincuora. Eppure è terrificante questo termine temporale di scadenza che pare non attribuire valore alla nostra storia, alla nostra vita che scorre dietro il mirino degli smartphone. 24 ore signori di condivisione, di presenza, di visibilità e poi scordatevi subito di ciò che avete visto, che avete fotografato, che avete vissuto, perchè non ve ne sarà traccia.
E che storia è una storia di cui non rimane traccia? La fotografia, con instagram storie, non ci regala più l’immortalità, un ricordo per sempre,un diario compagno di viaggio, ma storie a breve scadenza, da dimenticare. “Stories” perse per sempre. Funzionera?! speriamo nel tempo, quello autentico…

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