ZATTERE AGLI INCURABILI
Una Poesia al giorno toglie l' Analista di torno...
di Maria Ferretti

PIANTARE PALETTI

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10 luglio, 2017 - 17:49
di Maria Ferretti

Quale domanda poniamo al Signor Analista?
Dottore mi curi ! Lei mi deve curare! Lei mi deve ascoltare! Lei mi deve capire!”  
Ma capire è veramente difficile non fosse altro che ci raccontiamo sempre Semi verità .
C'è una verità al giorno, all'ora, al minuto.
Quello che mi sembra vero oggi domani non lo è più.
 Navigare in questo mare non è semplice.
Ma ci sono limiti e paletti che segnano la strada: quei bei pali conficcati nell'acqua che sostengono ponticelli o palafitte.
Casa galleggiante!
Ecco mi piace l'idea che la zattera trasporta gli incurabili in una casa galleggiante. Una casa che sta su, nonostante tutto.
Chi è un buon analista?
Chi ti fa cadere e ti prende al momento giusto , chi resiste , chi desiste..., io penso che un buon analista è ciò che rimane nonostante tutto e tutti.
 Cosa rimane dentro di noi dopo la domanda?

A proposito di domande e se chiedessimo ad uno psi che cura cos’è la poesia?
Chi meglio di Sotirios Pastakas poeta e psichiatra greco con trenta anni di lavoro nei reparti alle spalle.

In un intervista disse:
"Poesia è lingua, e come lingua crea nuove sinapsi fra le cellule nervose, i neuroni del cervello umano; dopo una poesia sconcertante il cervello umano inizia a lavorare diversamente, cambia il modo con cui vediamo il mondo e tutto ciò che ci accade. In questo modo, la poesia cambia il mondo. E poiché i neuroni e le sinapsi sono miliardi di miliardi, ci saranno sempre nuovi poeti che scuoteranno il nostro pigro cervello”.

Sotirios Pastakas è definito il poeta dello sguardo, aggiungo: sguardo fiero, sguardo greco, sguardo mediterraneo.
Un dottore che crede nel potere curativo della poesia.
Il poeta ha il compito di prendere sotto braccio la lingua e farla avanzare di mezzo passo".

Dal 1981 porta la poesia greca alla ribalta della poesia mondiale.
Lo psichiatra sostiene la poesia come espressione della propria identità ma anche come estroflessione della propria identità a favore dell'altro .
La poesia tocca, quindi esce dal dentro per poter toccare altri.
La poesia è per lui un imperativo non un bisogno di affermazione personale. Sotirios ha deciso di abbandonare la sua professione, il suo matrimonio, la sua casa a causa dei suoi versi.
Le parole ci cambiano e lui incarna il potere trasformativo della parola. Poesia come spalto di combattimento! Questo sì che è greco!
E come tale un vago ricordo a Panagulis poeta e combattente.
Mi piace questa connotazione di combattimento .
In analisi si combatte.

"La parola deve fare all’amore con le altre parole. Quel che non riusciamo ancora a comprendere nella poesia è come la nuda parola alla sua origine cioè la Parola nella poesia, non è ancora carica dell’impronta psichica e non ha nemmeno il compito della comunicazione per essere forma espressiva. La parola nella poesia è un universo che nasce in quel momento per imitare solo l’esplosione del Bing Bang. E’ una parola di questo tipo che crea universi intorno a se senza seguire nessuna istruzione per l’uso".
Poeti in analisi e analisti poeti, il confine è permeabile.

La cura sta nel linguaggio e noi analisti lo sappiamo bene, sta nella possibilità di intercettare l'altro segreto, perché, come diceva Marquez, “ognuno di noi ha tre vite una pubblica una privata e una segreta”.
La cura analitica è un linguaggio segreto, è il linguaggio più intimo e il poeta conosce benissimo questo linguaggio.
Come tale va appreso e appeso dentro come tanti abiti per ogni occasione ogni evento ogni frammento della nostra esistenza.
La vita segreta degli esseri umani è quella chiusa e barricata dietro muri di paure angosce e fantasmi.
Il muro si abbatte con l’intimità e la poesia è linguaggio intimo.
La poesia è intimità .
Dice Pastakas in un verso: “la poesia in verità vi dico non ci salverà dagli errori del presente. Ci concede consolazione e consenso per ripeterli, miei giovani fratelli in arte, sempre migliorati
Consolazione e consenso per ripeterli sempre migliorati.
Sappiamo sulla nostra pelle prima come pazienti poi come analisti quanto è dura la presa d'atto delle nostre coazioni e quanta consolazione debba svilupparsi nel nostro animo per poter accettare e poi torcere l'errore in qualcosa che possa farci andare avanti nonostante tutto.
L'aspetto consolatorio, per me, è nella risonanza nell'eco di una parola centrata che reca un sollievo come un peso che può essere distribuito.

La poesia di Sotirios Pastakas che propongo è tratta dalla sua raccolta “L'apprendimento del respiro”.

Quale risposta ?
 
Col passar del tempo e con le variazioni
del sentimento mi capita di dubitare
della tua esistenza, chiedendomi
ohimè se mai vi è stato contatto, sensazione,
se vi son stati dei sentimenti. Quando inciampi,
quando stai tremando e le cose cadono
dalle tue mani, e arrossiscono le tue orecchie
e stranamente rimbombano, sono io che ti chiamo
e ti penso aspettando un cenno,
un segno, la tua sentenza
per la mia definitiva liberazione,
la mia quotidiana condanna.
E allora sappilo, più la differisci
e più io ti penso e ti chiamo,
cosi come diminuiscono gli amici e si chiariscono
i due-tre fondamentali quesiti al punto
che non so a chi rivolgere
l’unica e sola domanda che mi tormenta

 

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Commenti

La brezza rinfrescante in un'assolata e calda giornata rinvia al mare della Grecia, terra di Sotirios Pastakas.
Tempo per una pausa. Tempo per una domanda, per la domanda. Domanda che chiede risposta. Domanda tormentosa, domanda d'amore.
La parola deve fare all'amore con le altre parole. Quale parola giunge a tanto ? Sicuramente non la parola schematizzata, sistematizzata, cristallizzata in elucubrazioni altamente teoriche. Certamente non la parola incasellata in un dispositivo di discorso preconfezionato, padronale, dove troverebbe una serie di linee-guida, dei binari, dei solchi ineludibili.
La parola deve fare all'amore con le altre parole. Forse la parola che mira al segno, ben più che al senso. La parola come afflato verso il segno d'amore.
La parole deve fare all'amore con le altre parole. Si tratta allora di una parola giocosa che ci rinvia alla parola del bimbo in età prescolare, poco normata dal legame sociale e dalle regole istituzionali ? Parola come concatenazione alluvionale, parola per pochi intimi, parola disgiunta dalla volontà di comunicare espressamente ?
La parola deve fare all'amore con le altre parole.


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