Effetti sul sonno della melatonina (Serenerv notte) vs melatonina + farmaci ipnoinducenti

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23 settembre, 2017 - 18:21
Introduzione
 
La melatonina è un ormone secreto dall'epifisi in grado di regolare il ciclo sonno-veglia seguendo un ritmo circadiano buio-luce. Regola anche la sensibilità recettoriale di molte molecole come la serotonina, la dopamina e gli oppioidi (Cajochen C. et al., 2003).
La melatonina è utile per chi soffre di insonnia iniziale ma aiuta anche a stimolare il corretto funzionamento del sistema immunitario.
La formulazione disponibile di melatonina (2-3 mg/sera), in associazione a glicina, estratti vegetali di melissa, passiflora e camomilla, è risultata essere ben tollerata con benefici sull'addormentamento, sulla qualità del sonno, sul risveglio e sul comportamento dopo il risveglio.
 
Metodo
 
Sono stati individuati 40 pazienti (17 uomini e 23 donne) seguiti a livello ambulatoriale con problemi di insonnia (difficoltà di addormentamento, risvegli frequenti, insonnia terminale).
20 soggetti erano già in cura per disturbi d'ansia e/o depressivi che nel periodo dell'osservazione erano in buon compenso e assumevano farmaci ipnotici (benzodiazepine o antidepressivi con azione ipnotica); 20 erano al primo contatto con il servizio psichiatrico ed erano drug naive. Sono stati esclusi pazienti che soffrissero di patologie cardiache, epatiche o renali, che presentassero stato di gravidanza e avessero problemi di assunzione di sostanze d'abuso. L'intervallo di età dei soggetti era compreso tra i 25 e i 49 anni (mediana: 33 anni). Nel periodo di osservazione non è stata permessa l'assunzione di alcol.
Alla prima visita, laddove venisse riscontrato un problema di insonnia, veniva somministrata melatonina 2 mg. I soggetti venivano rivalutati dopo una settimana e dopo un mese.
Se ad una settimana dalla prima prescrizione le condizioni erano migliorate veniva confermata la dose iniziale; qualora le condizioni non fossero migliorate si aumentava il dosaggio da 2 a 3 milligrammi di melatonina.
La valutazione della qualità sonno è stata condotta attraverso il Leeds Sleep Evaluation Questionnaire (SEQ).
Il SEQ è uno strumento messo a punto nel 1980 da Parrott e Hindmarch specificamente per la valutazione sul sonno degli psicofarmaci in generale e di quelli ipnoticosedativi in particolare. E' uno strumento di autovalutazione che utilizza la tecnica analogico visuale: ad ogni domanda corrisponde un segmento orizzontale di 100 mm ai cui estremi sono collocate le due condizioni estreme relative all'aspetto indagato (ad esempio vigile/non vigile), ed il soggetto deve esprimere la sua condizione attuale rispetto a questi due estremi facendo una lineetta verticale nella posizione che a suo avviso meglio corrisponde alla sua realtà. Se il soggetto non ha notato alcuna modificazione, la lineetta sarà posta a metà del segmento e si scosterà in una direzione o nell'altra tanto più quanto maggiore è la modificazione avvertita. Il SEQ esplora 10 aspetti del sonno divisi in 4 dimensioni: addormentamento, qualità del sonno, risveglio dal sonno, comportamento dopo il risveglio. Lo strumento si è dimostrato capace di fornire, con un ragionevole grado di affidabilità e validità, importanti informazioni sui cambiamenti soggettivi del sonno e del risveglio in rapporto all'assunzione o meno di farmaci. L'autovalutazione del sonno si è dimostrata utile per la valutazione non solo dell'efficacia di farmaci sedativo-ipnotici ma anche dell'eventuale effetto sul sonno di psicofarmaci che non hanno uno specifico effetto ipnotico.
 


 
 
 
 
 
Risultati
 

Paziente nr. Punteggio SEQ a 1 settimana Punteggio SEQ a 1 mese Incremento
1 74 81 no
2 67 74 no
3 45 56 si
4 83 91 no
5 67 77 no
6 43 42 si
7 46 49 si
8 70 80 no
9 74 82 no
10 60 74 no
11 69 74 no
12 76 84 no
13 40 42 si
14 78 91 no
15 84 94 no
16 70 80 no
17 43 47 si
18 59 71 no
19 76 89 no
20 80 94 no
21 49 53 si
22 57 68 no
23 47 61 si
24 42 46 si
25 64 75 no
26 72 82 no
27 40 42 si
28 71 82 no
29 45 60 si
30 71 85 no
31 42 58 si
32 71 83 no
33 76 94 no
34 82 95 no
35 39 66 si
36 71 85 no
37 37 68 si
38 63 75 no
39 74 86 no
40 60 72 no

 
 
Discussione
 

Dai risultati emerge che nel campione di 40 pazienti a cui è stata somministrata melatonina,  34 (85%) hanno ottenuto un miglioramento generale del sonno (Ferracioli-Oda et al.,2013).
 
Pazienti drug naive.
Dei 20 pazienti drug naive, 16 di essi (80%) hanno avuto un beneficio nel sonno.
In 15 (75%) pazienti  i benefici sono stati apprezzabili già dopo la prima settimana.
Per i 5 pazienti che non hanno avuto miglioramenti dopo la prima settimana è stata incrementata la dose di melatonina da 2 a 3 mg/sera. Di questi 5, un paziente (20%) ha avuto un miglioramento ad un mese.
4 pazienti su 20 (20%) non hanno avuto miglioramento ad un mese.
Dei 16 soggetti che hanno presentato miglioramento, 15 (93,7%) hanno avuto un beneficio già dopo la prima settimana.


 
Pazienti con terapia in atto.
Dei 20 pazienti che assumevano già terapia ansiolitica/antidepressiva ipnotica , 18 di essi (90%) hanno avuto beneficio nel sonno.
In 12 (60%) pazienti i benefici sono stati apprezzabili già dopo la prima settimana.
Per gli 8 pazienti che non hanno avuto miglioramenti dopo la prima settimana è stata incrementata la dose di melatonina da 2 a 3 mg/sera. Di questi 8, 6 pazienti (75%) hanno avuto un miglioramento ad un mese.
2 pazienti su 20 (10%) non hanno avuto miglioramento ad un mese.
Dei 18 soggetti che hanno presentato miglioramento, 12 (66,6%) hanno avuto un beneficio già dopo la prima settimana.
 
Confrontando i due gruppi di pazienti, quelli che assumevano già terapia hanno risposto in percentuale maggiore (90% vs 80%) alla terapia con melatonina.
Tuttavia ad una settimana dalla prima somministrazione aveva risposto una percentuale maggiore di pazienti nel gruppo drug naive (75% vs 60%). 
Questo può suggerire un'azione “facilitante” da parte dei farmaci ansiolitici/antidepressivi nel lungo termine (un mese) nel far svolgere alla melatonina la sua azione sulla regolarizzazione del sonno. Nell'immediato (prima settimana)  l'azione della melatonina è stata più evidente nel gruppo drug naive.

Il sistema melatoninergico (epifisi) funziona in maniera indipendente rispetto al sistema GABAergico; tuttavia la percentuale di soggetti che non hanno risposto alla prima settimana bensì ad un mese (75%) nel gruppo con terapia in atto fa pensare che il sistema GABAergico influisce positivamente sul funzionamento del sistema melatoninergico. Questa differenza nella risposta potrebbe spiegare che ad un mese di distanza dalla prima somministrazione la percentuale di soggetti che sono complessivamente migliorati è maggiore per il secondo gruppo (già in trattamento) (Srinivasan et al., 2011).
In prossimi studi potrebbe essere utile aumentare la numerosità del campione andando ad investigare le variazioni all'interno delle singole dimensioni della SEQ in seguito a somministrazione di melatonina, a vari dosaggi (Mac Farlane JG, et al., 1991; Wurtman RJ et al., 1995). Inoltre potrebbe essere utile andare ad analizzare se la risposta clinica in seguito a somministrazione di melatonina nei pazienti già in trattamento differisce a seconda del farmaco che un soggetto sta già assumendo.
 
 
 
Bibliografia
 
 
Cajochen C, Krauchi K, Wirz-Justice A. Role of melatonin in the regulation of human circadian rhythms and sleep. J Neuroendocrinol 2003;15:432-7.
 
Ferracioli-Oda E, Qawasmi A, H.Bloch M (2013). Meta-Analysis: Melatonin for the treatment of primary sleep disorders. PloS ONE 8(5): e63773.
 
Srinivasan V, Brzezinsky A, Pandi-Perumal SR, Spence DW, Cardinali DP, et al. (2011). Melatonin agonists in primary insomnia and depression-associated insomnia: are they superior to sedative-hypnotics? Prog Neuropsychofarmacol Biol Psychiatry 35: 913-923.
 
Mac Farlane JG, Cleghorn JM, Brown JM, Streiner DL. The effects of exogenous melatonin on the total sleep time and daytime alertness of chronic insomniacs: a preliminary study. Biol Psychiatry 1991;30:371-6.
 
Wurtman RJ, Zhdanova I. Improvement of sleep quality by melatonin. Lancet 1995;346:1491.

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