EVULVANDO
Comizi d'Amore del III Millennio
di Ilaria Cerioli

A qualcuno piace caldo

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14 aprile, 2018 - 06:34
di Ilaria Cerioli
Ricordate la pubblicità della Ferrero Rocher? Quella con la signora elegante vestita in giallo, col maggiordomo pronto a rifornirla d’una piramide di cioccolatini? Diciamo che il creativo di turno sapeva bene quel che faceva, perché chiunque avesse superato d’un balzo la pubertà avrebbe immediatamente intuito quel che realmente serviva alla tanto annoiata nobildonna. E cosa dire poi dell’indimenticabile testo di Gelato al cioccolato? Forse qualcuno ha mai davvero pensato che Pupo inneggiasse alla libera assunzione di calorie?
Proprio ai “peccati di gola” vorrei oggi dedicare il mio intervento, perché non sono così sicura che alle donne piaccia poi davvero molto il “peccato di gola” per eccellenza del rapporto amoroso. Proprio quella pratica che agli amici maschietti pare esaltare invece davvero moltissimo, tanto da sentire il bisogno di raccontarmi esperienze mirabolanti, immancabilmente allusive rispetto alla soddisfazione della donna. E così c’è chi passa un quarto d’ora a descrivermi il quadretto di lei inginocchiata all’aria aperta, abbacinata e resa folle da cotanta fortuna improvvisamente cadutale in bocca. E io a pensare: «In ginocchio per quindici minuti? Osto, ma che noia…! A parte il dolore provocato dalla posizione (non è poi sempre scontato che la donna sia maestra yoga), il fastidio prodotto dal ghiaino sotto le ginocchia o l’inevitabile crampo alla mascella, davvero la possibilità di essere beccati da google heart ed essere mandati in diretta galattica alimenta l’eccitazione femminile? Boh… sarà, ma anche no…».
Da qui la curiosità della cronista emula di Bob Woodward e di Carl Bernstein, e il mio domandarmi se il praticare la fellatio piaccia davvero alle donne; e ancor meglio: siamo davvero sicure di saperla fare “come dio comanda”? In quel modo cioè unico e celestiale che sconvolge il maschio dalla radice dei capelli alla falangetta dell’alluce? Così ho messo sotto torchio gli amici e le amiche, alla ricerca di una “gola profonda” – ehm… citazione storica, che pensate… - che potesse svelare gli arcani del piacere. Come era facile immaginare sul tema i pareri sono davvero vari: se ad alcune donne viene infatti spontaneo praticare sesso orale, per altre la manovra resta ancora un tabù (un po’ come il parcheggio in retromarcia…); alcune dichiarano che lo fanno, ma solamente alla persona amata, altre affermano che in fondo è molto meno impegnativo del rapporto completo (e quindi, essendo molto meno impegnativo …). In generale il rifiuto è prodotto dal considerare la fellatio una “cosa sporca”, una pratica che la futura madre dei figli dell’ancora inconsapevole maschio col tronchetto in mano non deve esercitare. E qui si misura l’ampiezza della distanza tra il mondo maschile e quello femminile, perché se per la donna il pompino è un preliminare, per l’uomo la fellatio è già parte del rapporto sessuale. Dunque se si accetta l’idea che tutto fa parte del rapporto sessuale, allora noi donne dobbiamo comprendere che, quando si decide di assumere l’impegno occorre eseguirlo seriamente. Ad esempio, evitiamo di assaggiare il nostro compagno come se assumessimo una medicina sgradevole; al contrario, lasciamoci andare a qualche mugolio, come quando sbocconcelliamo una buona fetta di Sacher dopo un mese di alimentazione Weight Watchers. Ascoltiamo poi una volta tanto i nostri partner, che affermano decisi di amare anche la visione in quei momenti della bocca e del viso, del trucco che si disfa andando a macchiare le guance. E armiamoci di letteratura, che potrebbe farci comprendere – l’Houllebecq di Sottomissione insegna, andate e leggete care amiche – come il glande sia solo una parte del lavoro che ci attende, e che c’è anche tanto altro a cui dedicarci. Infine, come deve concludersi la corsa? Assaggiando il flusso in uscita dalla Magnum – sempre usare iperboli, mi raccomando – del vincitore oppure rifiutando l’offerta? Quel che si può dire, in modo che ascoltino anche i maschietti nostri compagni di gioco, è che, come non esiste solo una parte del corpo su cui sperimentare le gioie dell’irrigazione a broadcasting, così non c’è una sola regola nel sesso: ognuna di noi è un mondo a parte, e sempre deve comportarsi come si sente. L’importante è che ciò avvenga nel pieno rispetto di entrambi.    
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