PRESENTAZIONE SAGGIO "ISOLE DI ORDINARIA FOLLIA"

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19 marzo, 2019 - 12:54
Autore: Marco Steiner, Gianni Berengo Gardin, Marco D’Anna, Antonio Dragonetto
Editore: MARCIANUM PRESS
Anno: 2019
Pagine: 146
Costo: €18.00
Questo libro è nato davanti al mare, il mare che separa Venezia dall’isola di San Servolo, quella dell’ex-manicomio.
Il viaggio che separa Venezia dall’isola è un vero e proprio transito, dal vociare e dal passeggiare in mezzo alle luci e ai lustrini delle maschere immobili e dei turisti frettolosi che attraversano la città si arriva al silenzio che grida negli archivi del manicomio.
Abbiamo provato a raccontare le storie dei dimenticati con parole che cercano le loro visioni e fotografie che parlano di righe d’inchiostro, fantasie, violenza e punti sospesi.
Le cartelle cliniche raccontano e descrivono l’evoluzione e il cambiamento della psichiatria nel corso del tempo, il primo “matto” è entrato a San Servolo nel 1725, nello stesso periodo i folli venivano relegati su navi senza alberi e vele e affidati al mare per essere allontanati dalla società “civile”.
La maggior parte delle “navi dei folli” finivano immerse nei flutti insieme al carico di disperati, ma certe volte, questi personaggi seminudi e urlanti, raggiungevano una costa lontana e iniziavano a vagare per le strade di paesi dove nessuno li capiva e dove a nessuno interessava da dove venissero e che fine avrebbero fatto e il loro perdersi continuava infinitamente.
Le nostre storie nascono dalle cartelle cliniche, dalle diagnosi, dalle motivazioni d’ingresso, dalle descrizioni dei pazienti, dalle possibilità o dall’impossibilità di comunicare, sono racconti che si mescolano a storie reali, ma sono anche viaggi fuori dal tempo e dallo spazio perché il modo migliore per raccontare certe storie difficili è ricercarle liberamente e fluidamente come fossero sogni, o brandelli di vaghi ricordi che sprofondano negli abissi oscuri del mare oppure si allontanano per disperdersi come polvere nel vento.
Le parole si mescolano alle immagini, imbevono d’inchiostro le fotografie e diventano un unico pensiero che scorre per liquide visioni in un continuo osmotico passaggio.
Connessioni, questa è la parola chiave, per questo motivo abbiamo provato a immaginare le storie come una serie di viaggi collegati fra loro, il primo è stato il nostro fino a San Servolo e poi c’erano quelli dei malati di mente e delle loro fantasie ingabbiate.
Il percorso della malattia mentale non è altro che un viaggio attraverso il dolore e l’incomunicabilità, ma non tutti i marinai delle navi dei folli affondarono in mare alcuni di loro si sono salvati e sono arrivati in mondi nuovi dove la loro follia non era più tale.
Questo libro è una ricerca di libertà, di parole, d’immagini e voci perché per raggiungere un’isola bisogna sempre attraversare un mare.
 

Ringrazio infinitamente Gianni Berengo Gardin e Marco D’Anna che hanno accettato di riprodurre le loro fotografie sulla carta non patinata  di un libro “non fotografico”, perché il loro occhio è parte integrante e sostanziale della visione di una certa realtà. Il Maestro Berengo ci ha donato i provini, i contatti delle pellicole, con le sue note, i tagli, gli appunti degli scatti del 1968 nei manicomi. Marco D’Anna ha ripercorso oggi quei luoghi con scatti di realismo poetico
Ringrazio Antonio Dragonetto, coordinatore dell’intero progetto, che mi ha prima guidato all’interno delle cartelle cliniche e delle patologie e poi ha saputo modulare i miei testi affinando i contenuti con le terminologie psichiatriche corrette, navigando tra le nosografie e i metodi di cura lunghi decenni.

 

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