PSICOANALISI ETICA
Tra clinica, arte e contemporaneità
di Annalisa Piergallini

COVID-19: È IL TUO MOMENTO DICK!

Share this
28 marzo, 2020 - 18:38
di Annalisa Piergallini
Come cambia il padrone? Quando lo vedi è già troppo tardi.
Dipende in quanti lo vediamo.
A che serve sapere?
“A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?” (Don Milani)
Tutto cambia meno il padrone.
“Tutto deve cambiare perché tutto rimanga com’è” (cit. libera di Tomasi di Lampedusa)
 
Il futuro lo abbiamo già vissuto. La fantascienza ci ha raccontato abbastanza.
L’errore è stato solo di chiamarla fantascienza.
Mesi fa ascoltavo Radio3 e discutevano se l’horror fosse il genere che meglio descrive la contemporaneità.
No, non lo è. Ora, purtroppo, ne ho la certezza. Solo la fantascienza ci parla davvero.
L’eterno Poe e Orwell, “1984”, la sua divina commedia, che da divina volse al virtuale.
Guardiamoci ora. Appesi alla rete come mosche. Ne cogliamo tutto il suo potere, la nostra impotenza. Ne cogliamo tutti i limiti. La solitudine della carne. La distanza di entrarsi nelle case, brindare e sentire che non ci siamo.
Non ci siamo mai stati, col corpo, nel piccì. Questo non vuol dire che non ci siamo dentro fino al collo.
Guardiamoci ora, il grande fratello sembra occupare tutti i posti, anche quello che ci tiene in piedi.
Come nel romanzo geniale, ‘O Brian, il rivoluzionario, lavorava per lui, il dittatore, quello schermo che non si poteva spegnere mai, che non si può spegnere mai.
Quello schermo, nato nella mente di Orwell nel 1948 (ha invertito le ultime due cifre, nel titolo), 72 anni dopo si manifesta e dice: io sono il vostro padrone. In realtà è una macchina, che però ha un padrone.
La bellissima serie tv inglese “Black mirror” ha dato pieno sviluppo a questa invenzione e non solo. Per non parlare di “The last man on earth”.
Prima di tutto quello che viviamo ora c’era, e probabilmente c’è, una Petizione on line per salvare le api, che rischiano l’estinzione. ‘Le api non producono solo miele.’ E spiegazione su cosa fanno le api con il loro andare di fiore in fiore e le conseguenze per l’ambiente se smettessero di farlo. Come siamo arrivati fino a qua?! Dove c’è bisogno di raccogliere firme per salvare una specie animale e bisogna pure spiegare perché è speciale. Dick ora non sembra più –solo- uno scrittore di fantascienza èh?! 
Non siamo sprofondati in “Un oscuro scrutare”?
Negli anni ’90 tutti mi parlavano di Dick, ma nessuno mi parlava mai delle pecore elettriche, tutti sembravano troppo presi dagli androidi.
Nessuno nemmeno io tantomeno io allora avevo guardato in faccia le pecore elettriche di Dick.
Nel film dal titolo da botteghino, che anch’io ho amato tanto, Blade Runner, nemmeno c’erano le pecore elettriche. Censura e chirurgica. Certo il film è più famoso, ma il libro di Dick si chiama proprio: Ma gli androidi sognano le pecore elettriche?
Nel libro, gli animali sono quasi tutti estinti, solo i privilegiati possono averne uno, così i poveri, ma non poverissimi, se li comprano elettriche: pecore, mucche, topolini.
Ecco ciò che di tremendo ci rivela questo scrittore americano che tutti amano.
Qualunque sia il canale su cui il diavolo conduca i suoi densi liquidi avvelenati di melma blu… non è che il sintomo a frenarci, o la castrazione, la parte che si deve scegliere, cedendo qualcosa.
“E scegliersi la parte dietro la linea Gotica”
In una guerra bisogna combattere. O almeno resistere. Aspettando la liberazione.
“Ubik”, altro meraviglioso romanzo di Dick, ci dà anche la soluzione… tra le righe perché è così che parla, non solo la fantascienza, ma la scrittura… Non è andare indietro, ma “indietro tutta”!
Non è mai troppo tardi
Riprendiamoci tutto

 

 

> Lascia un commento



Totale visualizzazioni: 406