MANICOMI ADDIO: solo 82 pazienti ancora ricoverati (2 luglio 2000)

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1 ottobre, 2012 - 12:46

 

(da IL MATTINO di Napoli del 2 luglio 2000)

di Anna Maria Asprone


Smantellamento dei manicomi: siamo vicini all'ora zero. È' stataquasi ultimata in tutta Italia l'operazione di dismissione dei pazientipsichiatrici che, in base ad un programma avviato nel '95, dovevano esseretrasferiti dalle vecchie strutture psichiatriche a nuove e più moderneresidenze assistenziali.

A decretare ufficialmente la fine imminente del vecchio sistema èstata una relazione che il ministero della Sanità ha inviato inquesti giorni in Parlamento dalla quale risulta che, alla data del 31 marzo2000, degli 11.783 pazienti ricoverati nel '96 negli ospedali psichiatricine restavano ricoverati solo 81 dislocati in due strutture.

A Napoli il «record»negativo di pazienti ancora in attesadi sistemazione. Sono infatti 72 (48 psichiatrici e 24 non, ma questa suddivisionenon convince molto gli addetti ai lavori) i malati ancora in degenza al«Leonardo Bianchi». Gli altri 9 sono invece ospiti del «Libertini»di Lecce.

Secondo il ministero la mancata chiusura sarebbe stata causata da unritardo della disponibilità delle strutture di destinazione. Dopola chiusura del manicomi, negli ultimi 3 anni, 361 pazienti (pari al 3,1%del totale) sono tornati a casa. La quota più grande, e cioè10.459 pazienti (88,8%) sono stati inseriti invece in strutture residenzialie 881(7,5%) sono deceduti.

Abruzzo, Sicilia e Sardegna sono le regioni che hanno fatto tornarepiù pazienti a casa. Ma per quello che riguarda le strutture residenziali,che, ammette il ministero, «costituiscono il luogo di destinazioneelettivo» la regione più "brava è stata la Calabria,l'unica in grado di assicurare un posto per ogni suo assistito.

Oltre al «Bianchi» l'altra struttura destinata all'assistenzapsichiatrica a Napoli era il«Frullane, che è stata definitivamentechiusa nell'agosto del'99. I 18 pazienti che vi erano ancora ricoveratisono stati trasferiti in una residenza del Comune.

Per il Bianchi la chiusura prevista per dicembre '96 è slittatadi anno in anno per poi arenarsi. «E non si capisce davvero il perché- spiega il noto psichiatra Sergio Piro - se si considera tutto l'impegnoe la disponibilità che l'amministrazione ha profuso per il raggiungimento di quest'obiettivo».

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