PROGETTO PROGRES: I DATI SULLA RESIDENZIALITA' IN PSICHIATRIA (4 novembre 2000)

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1 ottobre, 2012 - 12:45

 

(dal SOLE 24 ORE SANITA del 31 ottobre-6novembre 2000)

di M.C.


La situazione dell'assistenza psichiatricaresidenziale in Italia ha registrato negli ultimi anni una crescita improvvisae numericamente consistente sia di posti letto che di strutture. E quantosi evidenzia in una prima fotografia scattata dall'Iss nell'ambito delProgetto di ricerca-intervento sulle strutture residenziali (Progres).

Nella prima fase del progetto sono statecensite singolarmente tutte le strutture pubbliche e private convenzionateo accreditate presenti sul territorio nazionale, con 4 o piùposti, escludendo dal censimento le Rsa e le case di cura neuropsichiatriche.

I risultati preliminari (maggio 2000)indicano la presenza di 1.374 strutture residenziali psichiatriche (Srp),con un numero di postistimato di 17.343, una media di 12,6per struttura.

La diffusione delle Srp, che presenta untasso nazionale di 3,02 posti per 10 mila abitanti, èdifferenziata nell'ambito delle diverse Regioni: di più in Abruzzo(7,16), Molise (6,14), Liguria (4,73), Basilicata (4,71), Umbria (4,61)e Sicilia (4,24), di meno in Valle D'Aosta (0,67), Campania (1,55), Toscana(2,15), Marche (2,22), Lazio (2,41) e Lombardia (2,66).

In due anni sono state attivate317 strutture e 6.088 posti, con una media di 19,2 posti per nuovaSrp, e la maggioranza (50,9) delle strutture è nata dopo il 1997.

Il 42,8% accoglie pazienti che non sonostati mai ricoverati in ex ospedali psichiatrici. La fascia d'etàpiù diffusa è tra 40 e 59 anni(49,2%), un terzo (32,4%)ospita in prevalenza pazienti di età inferiore a 40 anni, e il resto(18,4%) ospita prevalentemente pazienti di età superiore a 60 anni.

Nel 1999 non ha dimesso nessun ospiteil 37,3% delle Srp, mentre il 31,7% ha dimesso un massimo di due ospiti.

Circa il 75% delle strutture hanno unacopertura assistenziale 24 ore su 24 e solo il 2,3% usufruisce di un'assistenzaal bisogno.

Per quanto concerne la gestioneè effettuata per oltre la metà dei casi dai dipartimentidi salute mentale, per il 22% dal privato sociale, per il 13% dal privatoimprenditoriale, mentre l'1% ha forme di gestione mista. Il finanziamentoè direttamente del Ssn nel 78% dei casi.

M.C.

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