Geopolitica per gente bucolica - Il bue che dà del cornuto all’asino

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4 settembre, 2022 - 07:50
Gli “Atlantici”? Si, proprio loro! Quelli del “Patto” sedicente “difensivo” del 1949. L’Europa sconfitta e distrutta della seconda guerra mondiale, assoggettata e succube della politica USA ex “gendarme del mondo”, ora in grande affanno, soprattutto nel pacifico, vanno ripetendo a pappagallo che il putrido Putin, usa impropriamente alimenti ed energie primarie come armi geopolitiche! Così, il losco figuro pantagruelico, affama i poveri affamati dell’Africa, congela i miseri infreddoliti della parte del pianeta che non è russo, strangola la produzione di quelli che vogliono produrre, come l’industria tedesca, che deve riaprire i bacini della Saar e della Ruhr.

 

Perfino i mitici soffiatori di vetro di Venezia, dovranno chiudere le loro preziose botteghe di Murano, smettere di soffiare e trattenere il loro artistico fiato per mancanza del gas russo ... e, sapete chi lo ha chiuso? Il reietto Putin che, non solo non lo “regala” come fanno tutti i buoni democratici dell’area “dollaro”, ma pretende il pagamento in “rubli” come al tempo degli “Zar”, lui che è un semplice ex-agente segreto (anche se Capo del KGB), neppure “comunista”, perchè ha distrutto la perfida “URSS” alias “Sovetskaya Rossiya Sovetskij Sojuz”. Il totem del male da additare all’insulto - durante i gloriosi tempi della “Cortina di ferro” - della melassa occidentale dei benpensanti e timorati di Dio, quello cattolico apostolico romano di Don Camillo, naturalmente!

 

Ho visto manifesti di propaganda più espliciti di un trafiletto di “Fortebraccio” [01] su “l’Unità” di una volta, il giornale fondato da Antonio Gramsci. Da bambino decenne, in piena seconda guerra mondiale, m’incuriosivano gli strumenti propagandistici di tutti i regimi, sui quali facevano da battistrada il Minculpop” nostrano e l’apparato inesauribile di “Herr Doktor” Joseph Goebbels, l’unico letterato della banda di criminali nazisti con un dottorato in belle lettere. Mi soffermavo incuriosito a studiare slogan e manifesti intimidatori come “Tacete il nemico vi ascolta!”. Stolti come “Credere Obbedire Combattere”, attizzatori d’odio tipo “Dio strameledica gl’Inglesi”, della “Perfida Albione”, s’intende. Altri ancora aggressivi “Lo Zio Sam cerca proprio te!”, oltreoceano. Elettorali e persecutori, dell’imponente milizia “scudocrociata” di Luigi Gedda capo dell’istituto Mendel “Nell’urna Dio ti vede Stalin no!”. Tanto per fare qualche piccolo esempio, così, a memoria.

 

Secondo un detto popolare “il bue che dà del cornuto all'asino” sta ad indicare la plateale miopia di due contendenti che si rinfacciano (e deridono) il medesimo difetto che non vede su se stesso, ma nell’altro. Per inciso, l'asino si accoppia fecondamente con la cavalla originando un ibrido, il mulo, mentre il cavallo con l'asina genera il bardotto, un altro ibrido. Allora, quando gli atlantisti filoamericani si riuniscono in coro per dire Putin utilizza il grano, la soia, i girasoli e il gas come “arma geopolitica”, suonano una sola campana, che tutte quelle delle parrocchie affini rintoccano all’unisono dalla mattina alla sera e le televisioni occidentali (a circuito chiuso) diffondono senza sosta.

 

Qualche volta, anche il più stupido degli Occidentali che, prima dei veti incrociati, si sedeva a un caffé del mitico Kitai-gorod di Mosca, per ordinare hamburger con abbondante salsa ketchup, Coca-Cola e patatine, poteva legittimamente chiedersi se la carne del panino e l’acqua della bevanda nera, fossero russe o della grande catena americana dei fast-food. Già, dove prelevano la loro acqua in tutto il mondo, la Coca e la Pepsi? Specie in periodi come questi di siccità terribile e liquefazione dei ghiacciai che si credevano perenni. È geopolitica, l’esportazione democratica della civiltà del jeans strappato sopra il ginocchio? Come diavolo si chiama questa globalizzazione mondiale della moda del giorno dopo, diffusa dallo “Zio Sam” (“Uncle Sam”) o chi per esso?

 

Note.

01. Si fa qui riferimento al bolognese Mario Melloni, (San Giorgio di Piano, 25 novembre 1902 – Milano, 29 giugno 1989), giornalista e politico italiano, noto anche con lo pseudonimo di Fortebraccio per i suoi celeberrimi corsivi di prima pagina su l’Unità, ne scriveva uno ogni giorno, tranne il lunedì e il periodo feriale e un articolo più lungo la domenica.

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