Psichiatria e mass media. Intervista a G. Spinetti

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18 settembre, 2012 - 18:17

 

Di seguito riportiamo l’intervista a Giuseppe Spinetti, attuale Presidente della Società Italiana di Ecologia, Psichiatria e Salute Mentale ed anche Chair della WPA Section "Ecology, Psychiatry and Mental Health" (corredata di tabelle esplicative da lui gentilmente fornite), che ha avuto luogo a Roma, presso l’Hotel Hilton in occasione del Primo Congresso Tematico SIP "Psichiatria e Mass-media".

Domanda: All’apertura del Simposio della Sezione Speciale della SIP "Ecologia, Psichiatria e Salute Mentale" tenutosi questo pomeriggio, lei ha presentato la nuova iniziativa editoriale Journal on Line "Ecology, Psychiatry & Mental Health"(www.ecopsyonline.org). Ci può innanzitutto accennare a quali sono stati i presupposti che hanno portato alla nascita della suddetta Sezione Speciale, illustrando la linea evolutiva che ha portato alla fondazione della S.I.E.P.S.M.?

Risposta: La Società Italiana di Ecologia, Psichiatria e Salute Mentale (S.I.E.P.S.M.), costituita il 26-9-1998, e successivamente riconosciuta quale Sezione Speciale della Società Italiana di Psichiatria (S.I.P.), è la filiazione a livello italiano della WPA Section "Ecology, Psychiatry and Mental Health", nata nel 1995 su proposta di Roger Montenegro; egli, nella sua introduzione alla proposta rivolta all’ Executive Committee della World Psychiatric Association, scrive:

"…. Il genere umano si trova attualmente a un punto di svolta. Il continuo danneggiamento degli ecosistemi dai quali dipendiamo per la sopravvivenza sul nostro pianeta ci ha condotto all’urgenza di pianificare una sorta di azione congiunta per raggiungere delle accettabili condizioni di vita per tutti. La conservazione e il miglioramento degli ecosistemi sono strettamente associati al miglioramento della qualità della vita e della salute…Nessuna nazione, organizzazione o gruppo può raggiungere questi obiettivi per suo conto; così non c’è altra strada che la creazione di un’alleanza mondiale al fine di arrivare a un modello di sviluppo sostenuto. La W.P.A. non può rimanere indifferente a un’alleanza mondiale o a uno sforzo congiunto per migliorare l’ambiente dove viviamo."

Così nascono le premesse per le linee-guida della Section internazionale (vedi Tab.1):

 

Tabella 1

 

Prendendo in considerazione le linee-guida elaborate dalla Conferenza Mondiale per l’Ambiente (Eco-’92), tenutasi in Rio de Janeiro nel giugno 1992, è possibile reperire molti punti di contatto tra quanto proposto dagli psichiatri promotori della Section, e recepite dalla W.P.A., e tali linee-guida (vedi Tab.3):

 

Tabella 3

I cinque punti di contatto tra gli interessi scientifici e culturali enunciati dalla W.P.A., e la difesa dell’ambiente promossa da Eco-’92 nelle sue linee-guida, sono ulteriormente dettagliati e articolati nella tabella 4:

 

Tabella 4

 

Nasce così la Section on "Ecology, Psychiatry and Mental Health" della W.P.A., che si dota rapidamente di una sua propria metodologia di lavoro. Questa include anche, ovviamente, l’organizzazione di manifestazioni scientifiche e culturali (convegni, seminari, corsi, congressi) in cui presentare dati provenienti dalle rassegne e dalle ricerche dei gruppi di studiosi. Come tutte le Section della W.P.A., anche la nostra si dà una sua propria strategia operativa, proponendo tematiche di studio e di ricerca, cercando di coinvolgere gli associati e i cultori della materia in diversificati livelli d’azione. Su questo retroterra culturale e dietro lo stimolo dell’iniziativa internazionale, nasce la S.I.E.P.S.M. che, oltre a recepire le premesse, le finalità e la metodologia operativa della Section madre, individua alcuni particolari aspetti di studio e di ricerca, coerenti con gli interessi e le peculiarità della situazione italiana.

Domanda: Mi pare che la vostra Sezione porti una particolare attenzione agli sviluppi sociali ed economici…

Risposta: La psichiatria di "radice" latina è sicuramente molto attenta a questi aspetti, e caratterizzata da una forte apertura al sociale che non sempre ritroviamo in altre realtà.

La nostra Società Scientifica accetta come Soci anche non psichiatri. Questo approccio, multidisciplinare ed integrato, risulta, diviene ovviamente uno strumento forte per il conseguimento di obiettivi e progettualità di respiro non solo, o non necessariamente, strettamente clinico o medico.

Partendo quindi dalle nostre personali esperienze abbiamo fatto significative aggiunte, delineando e precisando meglio alcuni degli oggetti della nostra ricerca: abbiamo iniziato a parlare di catastrofi naturali ed umane, prendendo le mosse anche da realtà nostre, italiane, come l’alluvione in Liguria, il terremoto in Umbria o catastrofi umane come quelle che si sono avute in Puglia rispetto alle ondate di clandestini, o la situazione che in 10 anni abbiamo visto prodursi nella vicina Jugoslavia.

E sempre partendo da forti motivazioni individuali abbiamo stabilito una serie di rapporti articolati con ONG ed Associazioni che operano nel settore ma non sono strettamente mediche, come ad esempio la Croce Rossa Italiana, l’Associazione Mondiale Educatori per la Pace, la Fédération Internazionale des Droits de l’ Homme, tanto per citarne alcune. Nuovamente partendo dalle esperienze e dalle competenze di alcuni di noi, e da quella che nel frattempo è diventata una prassi nell’ambiente psichiatrico, abbiamo inserito come costante all’interno di questo panorama la Bioetica. All’inizio, e a livello mondiale nella nostra Section, questo aspetto non c’era, era dato per sottinteso, nonostante evidentemente tutto il discorso sviluppato fosse, non potesse che essere fortemente etico: noi lo abbiamo sottolineato, evidenziato, partendo dalla forte motivazione in tal senso di tanti di noi, e soprattutto per la prestigiosa e significativa presenza nel gruppo fondatore di Michele Schiavone.

Conseguentemente, ad esempio, siamo quindi arrivati ad organizzare una serie di simposi e di attività che in Italia erano in collaborazione con la CRI: ad esempio, in Liguria, abbiamo fatto una prima, interessantissima esperienza di Master in "Peace keeping" che non a caso ha visto la convergenza della nostra Società Scientifica e della Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo come Associazioni patrocinatrici, e della Associazione Mondiale Educatori per la Pace come Associazione organizzatrice.

Tutto questo sforzo ci ha portato nel 2000 a promuovere un giornale che iniziasse a pubblicizzare tutto questo: siamo ormai al terzo anno di vita. Questa rivista, "Ecology, Psychiatry & Mental Health", è quadrimestrale, con una tiratura di 10000 copie a numero, e raggiunge tutti gli psichiatri italiani con una diffusione capillare, nonché biblioteche, associazioni scientifiche e culturali, associazioni varie. Ovviamente la rivista purtroppo è comunque rimasta limitata agli addetti ai lavori e non sarebbe potuto essere altrimenti, salvo individuare un target diverso ed aumentare a dismisura la tiratura.

Domanda: Ricordo che in occasione del Congresso tenutosi a San Marino la vostra Società si era dotata di un sito web che è diventato quindi il secondo strumento di diffusione delle vostre idee e della vostra azione a fianco della rivista cartacea…

Risposta: Sì, ciò ha permesso di rendere più facilmente accessibili tutti i nostri presupposti, le nostre idee, le linee guida e le attività che facevamo. Nel febbraio 2004 terremo a Roma il nostro Secondo Congresso Mondiale, con un titolo che raduna gli aspetti forti delle nostre attività: "Ecology, Bioethics and Mental Health: Bridge towards the Future".

Partendo dalle linee-guida iniziali della Section, che erano ancora piuttosto concise e sintetiche, siamo arrivati ad uno sviluppo più ampio e ad alcuni aspetti programmatici: i 18 punti del "Manifesto of San Marino", che sintetizzano ed illustrano gli obiettivi che intendiamo perseguire.

Domanda: E’ all’interno di questo panorama che siete arrivati al Journal on Line?

Risposta: Il Journal on line "Ecology, Psychiatry & Mental Health" rappresenta il terzo momento di pubblicizzazione delle idee e di confronto: il cartaceo già era uno strumento di diffusione; ancora più ampio, perché esteso a questo punto a tutti, lo era il sito web. Ora il terzo strumento è il Journal on Line, aperto ad ogni contributo: ci consentirà una potenzialità di interazione enorme, potendo dilatarsi senza limiti per quanto riguarda l’ accoglimento di validi contributi; questo è segno indubbio di una forte vitalità della nostra società scientifica che, ci auguriamo, potrà favorire il dibattito, aumentando una coscienza ambientale e la conoscenza sempre più diffusa delle nostre idee e di quanto produciamo.

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