INTERVISTA A L.GASK....MEDICINA DI BASE E SERVIZI PSICHIATRICI IN INGHILTERRA.

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18 settembre, 2012 - 16:26

I pazienti che necessitano di un intervento psichiatrico si rivolgono piu' volentieri al medico di base piuttosto che allo psichiatra?Ne risulta, a Suo parere, una migliore compliance?

Ritengo che vi possa essere una grande variabilità, molti pazienti si sentono stigmatizzati nel recarsi dallo psichiatra e non vogliono andarci, ma alcune persone preferiscono invece farsi seguire da uno specialista. Credo che faccia parte del lavoro del buon medico di base proprio la capacita' di capire questo e di riuscire ad individuarlo insieme al paziente, negoziandolo. Abbiamo svolto uno studio in cui abbiamo chiesto alle persone che cosa pensassero della qualita' del trattamento che ricevevano dal loro medico di base, e grande e' risultata essere la variabilita' delle risposte: alcuni si ritenevano molto soddisfatti, altri invece molto insoddisfatti; molto dipende dalle aspettative dell'individuo e dalle precedenti esperienze. Alcune persone erano estremamente soddisfatte anche di un'assistenza, che in effetti risultava essere invece di scarsa qualita', presumibilmente per il fatto che non si aspettavano niente di meglio, oppure perche' erano magari depressi e non pensavano di meritare ulteriore attenzione e tempo. Esiste pertanto una enorme variabilita'.

A parte la depressione, patologia molto comune, quali altre malattie mentali possono essere gestite in maniera soddisfacente dal medico di base?

Penso che molte delle malattie psichiatriche piu' comuni possano essere trattate in maniera soddisfacente dal medico di base, ma l'aspetto importante nel lavoro di un bravo medico di base consiste proprio nel capire che cosa sia in grado di gestire da solo e quando invece e' importante inviare il paziente allo specialista; e' quindi una questione di equilibrio.
Nella medicina di base e' sicuramente possibile trattare la depressione e l'ansia, ed e' inoltre possibile gestire problemi di alcolismo e di tossicodipendenza; quando ci si trova di fronte a soggetti con patologie di tipo psicotico piu' grave, l'abilita' del medico di base sta proprio nell'essere in grado di comprendere questi problemi ed inviare tempestivamente il paziente allo specialista. Come abbiamo ribadito anche durante la sessione plenaria, e' molto importante che il problema fisico e mentale dei soggetti psicotici o con problemi psichiatrici gravi siano gestiti in modo corretto anche a livello di medicina di base. Molto spesso in passato questo non e' avvenuto. La salute fisica del paziente con una grave patologia psichiatrica in genere e' molto scadente e viene trascurata perche' si pensa che saranno i servizi psichiatrici ad occuparsi di tutto, mentre questi pazienti spesso fumano molto, esagerano nel consumo di bevande alcoliche e muoiono molto piu' giovani. Pertanto uno dei temi che mi appassiona maggiormente al momento e' la considerazione degli aspetti medici di questi pazienti, anche a livello di medicina di base.
 

Quali effetti ha la presa in carico del paziente psichiatrico da parte del medico di base sul medico stesso, e perche' secondo Lei la malattia mentale e' stata in un certo qual modo "evitata", o non considerata, dalla medicina di base per lungo tempo?

Innanzi tutto molto e' dovuto alla struttura stessa della formazione medica universitaria. L'atteggiamento nei confronti della patologia psichiatrica si sviluppa molto presto nel corso del curriculum universitario: fino a poco tempo fa gli studenti di medicina erano esposti pochissimo alla problematica psichiatrica durante la loro formazione, inoltre i corsi di psichiatria maggiormente frequentati riguardano soprattutto le patologie gravi e spesso la conclusione e' che le persone non migliorano in quanto gli psichiatri si occupano di molte persone con patologia cronica che chiaramente raramente vanno incontro a significativi miglioramenti. Non esiste una formazione adeguata del tipo di psichiatria che veramente e' necessario conoscere a livello della medicina di base, pertanto quando poi i giovani medici si trovano a lavorare nell'ambito della medicina di base, rimangono molto delusi nel vedere quante persone siano in realta' affette da quello che loro pensavano essere solo un problema sociale. Questo accade in quanto non sono stati loro forniti i mezzi per comprendere che questi problemi sociali possono poi sboccano in patologie psichiatriche comuni, le quali, se non vengono trattate, peggiorano, mentre se sono invece trattate in maniera appropriata vanno a risolvere a monte anche i problemi sociali. Ritengo quindi che molte difficolta' in quest'ambito possano essere messe in relazione con il sistema di formazione. Si tratta inoltre, a mio parere, anche di una questione di personalita'. Alcuni medici non saranno mai interessati al problema della psichiatria, ma possiamo fare molto, a mio avviso, per modificare questa situazione, portando piu' precocemente l'attenzione sull'aspetto psichiatrico durante il periodo di formazione del medico. Anche nel nostro attuale sistema di formazione nel Regno Unito, gli studenti passano un giorno alla settimana in un contesto di medicina di base nel corso della loro carriera universitaria, in Italia le settimane sono tre; alla fine del percorso universitario, tra l'altro, i medici neolaureati frequentano per un brevissimo periodo in ospedale.
Adesso e' possibile venire a contatto con tutta una serie di problemi di medicina di base, non solo di psichiatria, ma anche di cardiologia, di gastroenterologia, tutto si impara a livello di medicina di base. Si comincia pertanto a comprendere come la medicina di base sia un luogo di apprendimento importante per i giovani, quindi bisogna mettersi nelle condizioni di saper affrontare tutte queste problematiche comuni; a livello di medicina di base si deve imparare a discernere le diverse situazioni ed il medico di base deve essere in grado di risolvere oggi i problemi di oggi, stabilendo delle priorita'. E' necessario acquisire delle competenze idonee al lavoro di medico di base, non si tratta semplicemente di "non fare lo specialista", bensi' di essere uno specialista nel campo della medicina di famiglia.

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