INTERVISTA A MASSIMO DI GIANNANTONIO....psichiatria al femminile 2

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18 settembre, 2012 - 17:22

FOTO INTERVISTATO
Si e’ accorto come da un po’ di anni a questa parte la psichiatria e’ fondamentalmente declinata al femminile, vale a dire che le scuole di specializzazione sono piene di donne e carenti di uomini, secondo Lei come mai questo accade?
Accade perche’ si assiste ad una progressiva emancipazione del ruolo femminile nella societa’ italiana e conseguentemente c’e’ una grossa apertura dell’accesso alle professioni mediche e non mediche delle femmine ed in tal modo vi e’, quindi, la possibilita’ di avere un numero piu’ ampio di ragazze iscritte alla scuola di specializzazione in psichiatria la quale non presenta all’interno della facolta’ di medicina quei blocchi storici che riguardano specializzazioni maggiormente caratterizzate in senso maschile, quali la chirurgia, la neurochirurgia, l’ortopedia. Di fatto, nell’accesso alle classi dirigenti mediche delle femmine, la psichiatria trova una sua origine in quanto non e’ storicamente fuori dal tributo possibile.

Secondo Lei, perche’ questo riguarda proprio la psichiatria, come mai c’e’ questo grande successo, questa forte passione delle donne per la nostra disciplina?
Io tendo a negarlo questo, come valore che abbia una qualche rilevanza statistica, poiche’ se noi andiamo a vedere qual e’ il numero delle femmine iscritte in generale a tutte le scuole di specializzazione mediche, vedremo che il numero delle donne in psichiatria e’ assolutamente sovrapponibile a quello di tante altre specializzazioni.

Allora presto avremo una classe medica fatta di donne, dal momento che nella nostra Clinica abbiamo un rapporto donne-uomini di 5:1!
Questo non e’ un problema. Se andate a vedere qual e’ il livello, per esempio, delle donne elette negli organismi politici rappresentativi delle nazioni del Nord Europa, vi accorgerete che vi sono delle nazioni dove questo livello sfiora il 50%. Poi, come uno comincia a prendere un’autostrada e va verso il posto dove aumenta il calore, dove aumenta il sole, a quel punto uno vede diminuire le donne ed aumentare i maschi, purtroppo la vicinanza all’Islam e’ un fatto geografico.

Si potrebbe pertanto dedurre che anche la SIP sia una societa’ islamica, in quanto il direttivo prossimo in elezione prevede, se verra’ eletto, solo due donne. Come se Lo spiega?
Me lo spiego per la storica tradizione dei meccanismi elettivi all’interno della SIP. Evidentemente le donne, alle quali e’ stata data la possibilita’ di costituire un raggruppamento femminile e di essere presenti nelle Direzioni Regionali e nelle Sezioni Speciali, di fatto poi ancora non accedono, e per mancanza di coordinamento, e per mancanza di facilitazione dell’ingresso agli organismi direttivi, non approfittano del loro aumentato peso specifico numerico nei numeri inclusi nella specialita’.

Ecco, secondo Lei in futuro noi avremo anche una SIP declinata al femminile, nel senso che anche la presenza in termini di rappresentativita’ sara’ a favore delle donne? Lei lo vede come un destino ineluttabile?
Assolutamente no, perche’, come ho detto, noi siamo una nazione mediterranea e quindi occorre vedere a quale grado di latitudine e di longitudine ci troviamo rispetto al baricentro del Mediterraneo, non credo pertanto che negli anni immediatamente futuri avremo un bilanciamento di tipo nord europeo, ma avremo piuttosto una conservazione di tipo mediterraneo.

Il Suo personale parere, invece, sulla presenza a livello dirigenziale delle colleghe, al di la’ dell’aspetto mediterraneo - che, lo capisco, e’ molto sincero da parte Sua - Lo riterrebbe opportuno, ossia vedrebbe bene una direzione massiccia delle donne all’interno di vari ambiti della psichiatria a livelli apicali, compreso il direttivo della SIP?
E’ una cosa troppo seria per lasciarla allo spontaneismo e alla direzione, come dire, priva di coordinamento; con questo intendo dire che una classe dirigente si seleziona rispetto alla propria capacita’ di proposta ed alla capacita’ che ha di realizzare questa proposta, per cui delle due una: o le donne diventano autonomamente capaci di organizzarsi e realizzare le loro proposte, oppure questo coinvolgimento teleguidato, telepilotato, in qualche modo a dispensare, che dovrebbe venire dall’alto e dai maschi, lo vedo un’operazione artificiosa, artificiale, priva assolutamente di fondamenti reali. Quindi io non so dire che cosa avverra’, certamente quello che accadra’ dipende esclusivamente dalla capacita’ organizzativa delle femmine stesse.

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