Badia Polesine

Share this
6 febbraio, 2013 - 13:00

Presentazione

L’idea di creare un laboratorio fotografico al Centro Diurno con la diretta partecipazione dei pazienti, è nata dalla collaborazione portata avanti in questi anni con la Biblioteca Civica di Badia Polesine, che gode di un’efficiente sezione fotografica e di un’ottima responsabile. Difficile da realizzare, non tanto per le implicazioni tecniche connesse ai diversi livelli operativi, quanto per la necessità d’identificare un obiettivo chiaro e di semplice comprensione per utenti e operatori.

Da un iniziale "impariamo a fotografare", sobrio ma un po’ riduttivo, l’esperienza si è trasformata in una vera e propria "alfabetizzazione visiva" che permette di entrare nel discorso di un linguaggio particolare come è quello della produzione delle immagini, acquisendo la capacità di lavorare insieme e di collaborare nella scelta delle tecniche migliori per la loro utilizzazione.

Dopo l’analisi precisa sulle immagini (per quale motivo si sceglie un soggetto piuttosto che un altro, perché una cosa si vede per prima e meglio, come viene composta l’immagine per ottenere un effetto particolare) il gruppo è passato ad un lavoro di produzione fotografica preceduto da una vera e propria formazione sulla tecnica: che cos’è una macchina fotografica, da quali parti è composta, che funzioni hanno le varie parti all’interno dell’apparecchio, come si evolve il processo di sviluppo e stampa, l’approccio con i materiali fotosensibili e con la camera oscura, forme di stampa a contatto, sviluppo di un negativo BN, ricerca su un fotogramma di particolari minimi sino al primo piano.

Oggi il gruppo-fotografia, attraverso un costante training settimanale, è in grado di produrre di volta in volta le foto di copertina del giornalino periodico del CD oltre ai diversi soggetti selezionati per la realizzazione di veri e propri quadri fotografici e foto artistiche.

Gli obiettivi del gruppo ora sono chiari; la fotografia e in particolare quella da noi espressa favorisce l’integrazione dei partecipanti al CD che lo compone, e in particolare:

  • Ognuno di loro è riuscito a trovare un proprio ruolo all’interno del lavoro da svolgere.
  • La fotografia aiuta a creare una certa distanza dal coinvolgimento emotivo dell’immagine.
  • C’è presa di coscienza del potere d’informazione
  • Viene sviluppata la creatività.
  • I membri del gruppo imparano a lavorare insieme perché la complessità del lavoro richiede la collaborazione di tutti.
  • Il CD si apre alla realtà sociale sia in senso materiale, come accesso all’edificio o all’uscita per andare in piazze, strade od altro, a fotografare, e in senso culturale come interazione con la comunità in opera.

Naturalmente gli operatori che conducono il gruppo hanno dovuto formarsi all’uso della tecnica fotografica.

Ma, come si suol dire…il gioco vale la candela!.

> Lascia un commento


Totale visualizzazioni: 755