INTERVISTA A LUIGI FERRANNINI

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28 novembre, 2012 - 19:26

Sono passati esattamente 26 anni, ieri, dall�uscita della legge 180. Secondo me, allora, la psichiatria si e� curata della posizione schizoparanoide del terapista. Il problema, come tu hai detto chiaramente, e� che i sistemi curanti possono essere malati e cominciare a delirare. Io ho l�impressione che a distanza di 26 anni, ieri, siamo arrivati ad una condizione di malattia. Al di la� del principio di realta� che tu hai presentato molto bene, vale a dire qual e� l�Io sano,come mai si e� arrivati a questa situazione attuale di malattia della psichiatria in Italia?
Sicuramente sono mutate le condizioni che hanno determinato lo sviluppo di quel tipo non tanto di psichiatria di comunita� ma di quel tipo di modello organizzativo e di servizi. Sono tanti gli aspetti che andrebbero considerati, ma vorrei soffermarmi in particolar modo sugli operatori: vi e� una forte resistenza da parte loro a condurre un�analisi critica nei cambiamenti necessari nelle loro istituzioni: ciascuno si innamora della cosa che ha messo in piedi e ritiene che possa andare bene per sempre. In psichiatria dovremmo imparare davvero ad essere capaci di rimodellare i nostri servizi periodicamente, ogni 10 anni. Secondo me un servizio ha un ciclo decennale, oltre il quale e� giusto riporsi il problema del modello organizzativo, dell�equipe, anche del mix stesso di operatori, mentre vi e� una tendenza all�omeostasi del gruppo, delle istituzioni, che rende molto difficile il cambiamento ed il rimodellamento continuo.
In fondo il cardine della legge 180 e� che permette un rimodellamento e questo va ribadito. Allora, trent�anni fa, la psichiatria fu in grado di curarsi, perche� in fondo la riforma non fu dentro i manicomi. Oggi sembra invece che sia piu� difficile, sembra che siano cambiati gli psichiatri. La differenza sostanziale e� che l�istituzione non e� un luogo visibile; bastava chiamare il consiglio di quartiere, aprire la porta del reparto e stabilire un�adeguata alleanza con centinaia di persone per il superamento del manicomio. Adesso questo non e� possibile, noi dobbiamo rendere visibili i problemi ma non sono visibili le nostre istituzioni, non sono dei luoghi immediatamente intelligibili e sotto questo profilo quindi e� una battaglia, e� un lavoro molto faticoso

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