Intervista a G. Avanzini

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27 novembre, 2012 - 20:38

(a cura di A. Repetto)
D:Professore, all'interno di un capitolo cosi affascinante quale quello delle canalopatie, quali sono i suoi principali interessi e gli studi che sta conducendo?
R: mi occupo prevalentemente di canalopatie epilettogene che si possono considerare come le ultime arrivate in questo campo, perché la prima documentazione è del 1995 con la dimostrazione della autosomal dominal nocturnal frontal lobe epilepsy, dovuta a una mutazione per il recettore dell' acetilcolina; forma di epilessia che si verifica prevalentemente di notte, con crisi molto vistose, sulla cui interpretazione fisiopatologica ci sono state diverse difficoltà, perché il canale dell'ach, che è associato al recettore muscarinico dell'ach, è poco selettivo, ci passano vari tipi di ioni e quindi capire quale è il risultato della mutazione risulta più difficile.
L'epilessia delle convulsioni neonatali benigne familiari è invece, dovuta ad una mutazione ben precisa di due diverse subunità dello stesso canale del potassio che danno luogo ad una diminuzione di funzionalità (loss of function) che permette la crisi. Da queste scoperte è risultato chiaro che questo approccio poteva dire molto. In seguito sono state scoperte le mutazioni del canale del sodio, che hanno una espressione fenotipica molto complessa, di cui si conoscono 150 mutazioni diverse ed è di queste che noi essenzialmente ci occupiamo. Attualmente il problema maggiore è associare le competenze di biologia molecolare con quelle di neurofisiologia, compito non facile, che da un punto di vista generale può sembrare meraviglioso, ma poi dal lato pratico presenta numerosi limiti.
Un altro problema importante, per il quale non abbiamo ancora trovato una soluzione efficace, è quello di verificare a quale momento dello sviluppo si rende manifesto l'effetto di questa mutazione e questo, credo, terrà occupati i ricercatori per i prossimi anni. Una mutazione che avvenga molto precocemente nel corso dello sviluppo embrionale, può portare ad un'alterazione funzionale già in epoca precoce e, siccome la strutturazione del sistema nervoso dipende dal modo in cui avvengono le connessioni, se queste avvengono tra cellule che inviano segnali sbagliati, tutto il sistema viene compromesso.
Per quanto riguarda la terapia farmacologia, si può dire che vengono usati farmaci antiepilettici che agiscono su dei canali, ma tutti questi farmaci funzionano anche su canali normali e non si è ancora in grado di sapere quanto la mutazione possa influenzare la sensibilità al farmaco. Anche questo campo sarà oggetto degli studi futuri.

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