Editoriale
il punto di vista di Psychiatry on line Italia
di Francesco Bollorino

La vita sociale dei documenti

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8 febbraio, 2013 - 16:26
di Francesco Bollorino

Fin dalla sua nascita, come ipotesi di lavoro, POL.it ha appoggiato la realizzazione del primo Congresso Internazionale "INTERNET & SALUTE MENTALE" che si è chiuso con un ottimo successo di pubblico e soddisfazione intellettuale per i partecipanti nel Febbraio 1998.
Ora lo stesso impegno sarà dedicato all'appoggio per la realizazzione del II ° Congresso Internazionale "INTERNET & SALUTE MENTALE" che si terrà a Roma nell'autunno del 1999.
Già ora è possibile iscriversi alla specifica mailing list che è stata aperta dal Dipartimento di Genova che, in collaborazione con l'Istituto di Psichiatria e Psicologia della Cattolica di Roma, organizza questo evento. 
Potete accedere alla form di iscrizione alla lista direttamente dalle pagine di POL.it.


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olivettiINTERNET è una vera miniera di scoperte!! Viaggiando da link a link sono capitato, mesi fa, nel sito della rivista on line "FIRST MONDAY", una delle realtà culturali più vive e valide oggi esistenti nel campo della sociologia dell'information technology. Si tratta di una risorsa di rara qualità, un vero must, che consiglio caldamente a quanti fossero interessati ad approfondire un pensiero critico nell'ambito degli sviluppi della postmodernità, un modello di rigore, al di là della ormai fittizia differenziazione tra atomi e bit a livello di comunicazione scientifica, con cui, spero, POL.it riesca in futuro a confrontarsi: come redazione le idee le abbiamo, conta molto il grado di collaborazione che riusciremo a trovare e a suscitare al di dentro ed al di fuori della rete. 
Già dal mese prossimo, in ogni caso, importanti novità si affacciano all'orizzonte diPsychiatry on line Italia, declinate proprio secondo questa logica che spero troveranno il favore del pubblico attento dei suoi lettori. Stay tuned!!, come si suol dire.
Scorrendo gli archivi on line della rivista, tra gli altri, mi sono soffermato su di un contributo a firma di Jhon Seely Brown, Direttore del mitico Xerox Parc di Palo Alto, CA (il posto, per chi non lo sapesse, dove, tra le altre cose, è stato inventato il sistema di gestione ad icone del computer, simulacro di una scrivania, antesignano dell'OS del Mac prima e di Windows, molto dopo, debitori entrambi delle sperimentazioni fatte a Palo Alto negli anni sessanta da Jef Raskin che, proprio per questo, invitammo lo scorso febbraio alla videoconferenza con gli States organizzata nell'ambito del I° Congresso Internazionale "INTERNET & Salute Mentale" di Genova e solo un contrattempo collegato con la sua età avanzata ci ha impedito di ascoltarlo visto che aveva accolto il nostro invito) e diPaul Duguid, Consulente del Parc e dell'Università di Berkeley, CA; tale articolo ha lo stesso titolo di questo editoriale e prendendo spunto dai sui contenuti vorrei qui approfondire il loro significato anche in relazione al lavoro che POL.it sta facendo nel campo della comunicazione psichiatrica mediata attraverso la rete.
Uno dei miti più duri a morire tra i "supporters", tra gli "entusiasti" dell'uso di INTERNET è l'idea che la rete "naturalmente" generi spazi sociali comunitari, quest'idea è talmente radicata che vi sono pensatori utopisti che immaginano la possibilità di creare una sorta di electronic town hall dove tutto venga discusso e valutato attraverso questi nuovi strumenti del comunicare, nell'ipotesi molti lungi a venire di una società collettivamente, uniformemente e costantemente on line .
In realtà per meglio comprendere come l'IT può sviluppare aggregazione occorre meditare sulle modalità con cui da che mondo è mondo le comunità si sono formate.
Esse si formano attorno ad un comune sentire, attorno a comuni interessi o saperi che fondamentalmente sono veicolati da "documenti" siano essi libri o qualunque forma di mezzo di comunicazione che in questa ottica acquisisce appunto non solo un senso ma una vera e propria "vita" sociale.
Le nuove tecnologie dell'IT hanno indubbiamente il pregio di favorire questo genere di processo, non a caso gruppi di persone con interessi a volte molto particolari, spesso bizzarri, sparse in tutto il mondo hanno potuto, attraverso la rete, conoscersi, scoprire comuni inclinazioni e costruire attorno ad esse comunità virtuali, non legate a limiti di territorio: ciò però non sarebbe potuto accadere se non vi fosse stato un "punto di incontro" rappresentato appunto dai "documenti" fossero essi i messaggi postati in un newsgroup o le pagine di un sito web.
Parafrasando Benedict Anderson si può dire che questa sia la via per passare da "comunità immaginarie a "comunità immaginate" dove, al di là dell'incontrarsi e dello scambiarsi opinioni, il comune sentire appunto faccia sì che i membri di tale gruppo abbiano "dentro" l'immagine della loro comunione.
Come gruppo redazionale che fa capo a POL.it tra gli obiettivi principali che ci siamo proposti nel momento in cui abbiamo iniziato quest'avventura c'è stato quello appunto di contribuire alla nascita di una vera comunità virtuale della psichiatria italiana e proprio perchè la vorremmo "immaginata" e non "immaginaria" crediamo fondamentale, accanto agli altri strumenti che abbiamo creato e messo a disposizione della compagine psichiatrica italiana, come le liste che si appoggiano al Dipartimento di Genova, il ruolo di coesione che può essere rappresentato dalla valenza sociale e socializzante dei contributi che sempre più numerosi inseriamo nel nostro spazio web, premiato da accessi veramente inaspettati, ma ancora lontano dallo svolgere, a parer mio, il suo compito all'interno del progetto che avevamo ed abbiamo in mente.
E' ben vero, l'IT permette facilmente a chiunque di divenire propositore oltre che fruitore dell'informazione; è ben vero, l'avvento e la diffusione dell'IT obbliga ad un profondo ripensamento del concetto di proprietà intelletuale per la facilità con cui possono essere fatte copie delle opere in formato elettronico, ma l'IT può aiutarci a fare u salto vero di qualità solo nel momento in cui sapremo coniugare gli aspetti positivi della "fissità" dell'era della comunicazione cartacea, con la "fluida" dinamica del mondo dei bit.
Che significa questo in termini pratici?
Significa interagire con i documenti, non necessariamente sempre in termini cooperativi, se ciò non è espressamente previsto in origine, ma in termini di contributo a lato del documento, aspressione di un sapere che nella sua immutabilità funge, in questa logica, da segnapasso nella costruzione di un sapere nuovo, quello sì, nato su basi di una collaboratività e di uno scambio impensabili solo pochi anni fa.
Noi vorremmo che i testi proposti da POL.it, siano essi contributi originali, selezionati dai nostri referres o testi "storici" come stiamo ipotizzando di cominciare a proporre, divenissero la base di un sapere che si sviluppa e si modifica dinamicamente attraverso l'allargamento delle riflessioni personali che la lettura suscita nelle mailing list o in "commenti" da aggiungere al testo base.
POL.it può e deve fornire un supporto informativo, la conoscenza nuova e cooperativa che da esso può derivare discende dal grado di socializzazione che sapremo imprimere a tale informazione.
Il web ha in sé queste potenzialità rivoluzionarie, la rete può essere il collante tecnologico di un modo nuovo di fare e costruire la cultura, attraverso il Net è possibile costruire nuovi modelli di interazione sociale, che dal comune sentire che nasce dallo scoprire opinioni dialetticamente sintoniche, può far nascere esperienze comunitarie che possono andare molto al di là del virtuale avendo ricadute significative anche nell'ambito della realtà sensibile: sta a noi cogliere l'occasione che ci viene offerta.

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