I MEDICI-GAY ed i pazienti LGBT di ogni medico!
Raccolta e analisi di casi personali, clinici, tra colleghi e di fantasie sull'omosessualità di medici e pazienti.
di Manlio Converti

I DUBBI DI UN PADRE (di un trans ftm)

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16 settembre, 2013 - 18:32
di Manlio Converti
Vengo subito al dunque…sono il papà di una ragazza 22enne che ha deciso di diventare un lui. Lo abbiamo scoperto solo poche settimane orsono. Ovviamente  a noi genitori ci e’ cascato il mondo addosso e viviamo in uno stato depressivo tremendo.
 
Mia figlia asserisce di non sentirsi affatto una lesbica, ma che vede il suo corpo non corrispondente alla sua mente, infatti vuole sottoporsi a terapia ormonale e operazioni varie pur di raggiungere il suo scopo. Ho già consultato vari psicologi, e su 4 di loro solo uno ha cercato di “tentare” una via di guarigione,mentre gli altri tre, ci han detto chiaramente che purtroppo non c’e’ nulla da fare (tra questi tre c’e’ anche il prof. Paolo Valerio).
Ciò che non capisco è come può essere che nostra figlia sia stata sempre così dolce, tranquilla, affettuosa e tutto ad un tratto (dopo che abbiamo scoperto la sua verità) ci abbia visto come suoi nemici.
E’ vero che all’inizio ci siamo un po’ arrabbiati: mia moglie e’ stata colta da malore e trasportata in ospedale, la sorella più grande dava testate sul muro, mentre io le chiedevo come potrà mai diventare un uomo se è troppo una bella ragazza…in tutti i sensi… Immaginate Valeria Marini che vuol diventare un maschio?
 
Lei qualche tempo fa era fidanzata con un ragazzo che dopo pochi mesi di fidanzamento la lasciò, lei ci soffrì molto e pianse per parecchi giorni…non credete che sia stato questo episodio che l’ha portata ad odiare  i maschi?
 
Attualmente nostra figlia non vuole che incontriamo le psicologhe del MIT che la stanno seguendo, poiché crede che le metteremmo qualche bastone tra le ruote per non farle attuare il suo percorso. Lei vive attualmente a Bologna e raramente ci sentiamo per telefono. Come vedete non sono affatto un omofobo, sono solo un papà in apprensione, so che non esistono cure per le, ma chi può curare noi, aiutare noi genitori a capirla?
 
Quali colpe abbiamo avuto? In cosa abbiamo sbagliato?
 
Se non e’ una malattia ,da cosa dipende? Problemi genetici, stress durante la gravidanza, forse il nostro forte desiderio di voler un figlio maschio dopo aver avuto due figlie femmine? Non riusciamo a darci nessuna risposta, forse qualcuno può aiutarci in questo.
 
Il problema più grave è che non sappiamo più se la nostra vita sia reale o se viviamo in un sogno da incubo. Dicono che con il tempo accetteremo questo suo cambiamento…io ne dubito tantissimo, volere accettare ciò significherebbe per noi accettare la sua morte (non fisiologica, ma spirituale).
Questo suo egoismo di pensare solo a lei al suo percorso e non tenere in considerazione la sofferenza dei genitori e’ orribile. Se un domani  l’accetteremo sarà solo perché ci farà pena , un po’ come si fa con i malati di mente…li si asseconda pur di non farli agitare.
 
Ho in mente di scrivere un libro su questa vicenda che apra le porte non alla problematica transessuale, ma  alla sua condizione in seno alla propria famiglia. Piangere in silenzio, far finta di sorridere, di accettare , di arrendersi , di comprendere, di perdonare va oltre ogni senso umano…
 
A volte penso alla nostra Terra, come sia piccola nell’Universo e mi chiedo cosa siamo noi esseri umani? Piccoli e insignificanti insetti forse con un po’ di cuore…ma se lo chiudiamo, questo ci rende simile a materia amorfa, (peggio che insetti), veder soffrire i propri genitori senza  saper più distinguere cosa sia bene e cosa sia male  e portare il proprio io o essere al di sopra di ogni altra cosa significa aver perso il senso della vita, veder soffrire chi ti ha fatto nascere, chi ti ha coccolato con tanto amore quando eri in fasce, chi ti ha insegnato i primi passi, chi ti ha fatto crescere con tante cure e non ti ha fatto mancare mai nulla, chi ti è stato vicino nei periodi di convalescenza e tutto il resto, poi di punto in bianco un bel giorno dici: mamma…papà ho una notizia da darvi…voglio cambiare sesso, perché così mi sento realizzato!
Ok se ci fosse una bacchetta magica sarebbe tutto facile, ma il guaio e’ che si rimarrà per il resto della vita in una via di mezzo, può darsi che in un lontano futuro chi deciderà di far ciò entrerà in una specie di camera e la transizione cibernetica verrà realizzata in solo 10 minuti. Niente percorsi psicologici, niente ormoni e niente operazioni, anche perché il processo potrà essere reversibile…cioè se uno ci ripensa può ritornare com’era. Per adesso siamo ancora alla preistoria…e non solo in questo campo…! 
 
Ecco perché i genitori di un trans soffrono molto, perché sanno che non si potrà ritornare indietro, un omosessuale può ridiventare etero quando lo desidera, ma un trans (specialmente se operato) non potrà mai farlo!
 
E un giorno quando capirà di aver sbagliato, quando finalmente aprirà i suoi occhi e anche il suo cuore, sarà troppo tardi. Non lo sbaglio per ciò che ha fatto a se stesso…ma per la sofferenza che ha tanto elargito senza un minimo di umanità a coloro che lo amavano tantissimo.
 
Vi ringrazio per ogni vostra risposta e scusate la mia ignoranza in questo campo, poiché finora non mi era mai capitato di addentrarmi e documentarmi su questa problematica.
 
Sono un figlio del '68, e ho sempre combattuto per i diritti sociali dei deboli.
Membro e attivista presso svariati circoli sociali...quelli della vera "sinistra", non come oggi dove vi militano solo ciarlatani e cialtroni in cerca di voti!
Ho sempre avuto un animo combattivo e rivoluzionario, non accettavo il conformismo e ogni volta che mi si diceva dobbiamo accettare la realtà sbattevo i pugni sul tavolo e mi ribellavo a ciò che tutti gli altri definivano: logico, normale etc.
Ogni cosa che accade ha una causa, forse anche quel che e' capitato a mia figlia…
Ed io combatterò per saperlo, non fraintendermi, non ho detto per farle cambiare idea, ma solo capire...ma dovrà essere lei stessa a dircelo, non a chiudersi nel suo pragmatismo: come si può accettare qualcosa che non venga capita, spiegata, etc.
Ecco perché desidero tanto un colloquio a tre con noi genitori, lei e le psicologhe del MIT dove sono già stato e da loro ho avuto per circa un'ora un'ottima accoglienza e una piacevole conversazione. SDspostissimi ad aiutarci a capire, ma con l'assenza di mia figlia tutto ciò e' alquanto vano.

Lei mi ha chiesto se può pubblicare la mia lettera sul suo blog, certo che lo può fare, ma Le chiedo solo un piccolo favore...di tenerla anonima!

 

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