I MEDICI-GAY ed i pazienti LGBT di ogni medico!
Raccolta e analisi di casi personali, clinici, tra colleghi e di fantasie sull'omosessualità di medici e pazienti.
di Manlio Converti

ACCOGLIENZA del PAZIENTE LGBT

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28 gennaio, 2014 - 12:14
di Manlio Converti
Nel video uruguayano che vi sottopongo, purtroppo sottotitolato in inglese, perché non riesco a farlo sottotitolare in italiano ci sono molti approcci a diverse situazioni di relazione medico-paziente LGBT, che fanno capire perché è necessario cambiare la modalità d’accoglienza in generale per tutti al fine di garantire la parità dell’assistenza alle persone omosessuali.

Le domande sbagliate producono risposte omologanti e l’effetto è quello di dire ad una donna lesbica che deve usare gli anticoncezionali, ad un ragazzo gay che deve far fare il pap test alla ragazza e può perfino impedire ad una persona transessuale l’accesso alle cure mediche.

Il video può sembrare lungo, come sono lunghi i tempi in Sudamerica, ma spero abbiate la pazienza di leggere almeno fino in fondo questo testo per capire anche che l’approccio generalista ed aperto alla possibilità che la persona sia gay o lesbica, garantisce anche le persone eterosessuali, qualunque sia il contesto medico e qualunque siano le condizioni socio-economico-culturali di partenza.

Ogni persona eterosessuale infatti può avere parenti omosessuali, magari i figli, e soprattutto ogni persona eterosessuale può avere la tentazione di essere omofoba.

Questo diverso approccio garantisce allora due volte le persone omosessuali perché funziona come metodo psico-educativo, rassicura i parenti e gli amici di persone omosessuali e transessuali e produce anticorpi contro l’omofobia.
Si può estendere questo metodo infine anche all’interno del contesto familiare e insegnare ai genitori cosa rispondere anche ai figli minori che sicuramente stimolati dalla realtà e dalla televisione saranno più fantasiosi di noi adulti.

Vi estraggo un esempio di una madre eterosesusale americana, citato spesso online, che parla con il figlio di sette anni:
 
“Do you like boys or girls?”, Ti piacciono i ragazzi o le ragazze? E lui: I haven’t decided yet.” Non ho ancora deciso. E la mamma: “And that’s OK. [...] Not everyone figures that out when your brother did. You have lots of time. [...] When you do figure it out, I won’t love you any more or any less than I do right now. No matter who you like, Mom will always love you [...]“. Ed è OK. [...] Non tutti comprendono quando l’ha fatto tuo fratello. Hai parecchio tempo. [...] Quando capirai non ti amerò né più né meno di quanto faccio già ora. Non importa chi ti piace, Mamma ti amerà sempre.

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Commenti

Nel video mi sembra emerga come fattore prioritario l'attenzione all'Altro, da cogliere non attraverso stereotipi ma con un fondamentale rispetto per la sua individualità e singolarità. Attenzione insieme a rispetto, attendibilità e correttezza sono elementi sempre indispensabili per costruire una fiducia ed un'alleanza terapeutica .. ancor più, forse, quando l'Altro presenta problematiche di identità e/o orientamento sessuale.


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