Riflessioni (in)attuali
Uno sguardo psicoanalitico sulla vita comune
di Sarantis Thanopulos

I sogni e i voyeur

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3 febbraio, 2014 - 18:34
di Sarantis Thanopulos
In uno studio giapponese pubblicato recentemente su "Science" si afferma che, mediante scansioni dell'attività cerebrale fatte con la risonanza magnetica, è stato possibile predire (con una precisione del 60%) le immagini viste nella fase di insorgenza del sonno.
I ricercatori specificano che siamo ancora lontani dal disporre di una macchina che possa leggere i sogni ma ritengono di essere sulla giusta strada.
Secondo Jack Gallant, neuroscienziato dell'Università di Berkeley, siamo al primo passo per la costruzione di un decodificatore onirico capace di creare un film sul televisore di casa che replichi i nostri sogni con tutte le azioni, le figure coinvolte e perfino il suono.
Questa profezia avveniristica (che potrebbe pure avverarsi prima o poi) fa parte di una mentalità sempre più dominante nel campo medico che punta tutto sulle tecniche di visualizzazione. Questa mentalità, che ha reso possibili progressi diagnostici importanti, è foriera di un rischio serio e poco considerato. Cercare di rendere gli oggetti della conoscenza sempre più visibili nei loro più nascosti dettagli lascia al suo destino ciò che per natura resta invisibile in essi: più la vista penetra il buio su un piano, più diventa cieca sugli altri.
Dove l'uso dei dispositivi ottici degenera nel voyeurismo il danno alla scienza è certo: le rotture epistemologiche, i cambiamenti di prospettiva che trasformano la nostra conoscenza, nascono da una tensione tra il visibile e l'invisibile che rivela alla nostra intuizione ciò che nel mondo reale non si può toccare direttamente con i sensi. Se l'affinamento progressivo del campo di osservazione all'interno di un paradigma può ampliarne le possibilità di applicazione, a lungo andare crea un'indolenza mentale che si oppone alla sua trasformazione. Il suo restare prigioniera di un paradigma che risale, nella sostanza, all'ottocento, è il limite epistemologico della medicina odierna.

Cosa c'è da scoprire nei sogni?
Non ciò che si vede ma ciò che si nasconde alla vista. Il sogno non è il suo testo visivo (manifesto) ma il movimento psichico che anima questo testo (compromesso precario tra ciò che si cela e ciò che si rivela) obbligandolo a tradirsi e ad aprirsi a tutte le contraddizioni che forgiano il suo significato (a condizione che queste contraddizioni afferrino la parola per trovare un alloggio nella realtà condivisa).
Ogni notte la verità delle nostre percezioni durante la veglia è messa in discussione dalle correnti di desiderio (la causa prima della conoscenza) che si ribellano alle concezioni predefinite della realtà e della nostra esistenza. Il sogno ci insegna a guardare le cose con occhi aperti e insieme chiusi. Non dobbiamo vedere ciò che si sogna ma sognare ciò che vediamo se vogliamo conoscere il nostro mondo e non limitarci a starci sopra per forza di gravità.

 

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