PSICHIATRIA E RAZZISMI
Storie e documenti
di Luigi Benevelli

Lo stomaco e l'intestino dei delinquenti

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1 ottobre, 2019 - 09:29
di Luigi Benevelli
Clodomiro Bonfigli (1838-1909), medico, psichiatra, fu direttore del Manicomio Provinciale di Ferrara dal 1873 al 1893, anno in cui fu chiamato a Roma a dirigere il locale Manicomio e la Clinica psichiatrica dell’Università. Nella XX legislatura del Regno d’Italia (1897-1900) fu deputato di Camerino, sua città di origine, e si batté per la legge sull'assistenza psichiatrica e la legge per gli istituti medico-pedagogici, quest'ultima ispirata al suo interesse per i problemi neuropsichiatrici dell’età infantile. Nel 1904 fu tra i fondatori della Lega nazionale per la protezione dei fanciulli deficienti, questione che trattò nell'opera Dei fattori sociali della pazzia in rapporto con l'educazione infantile (Roma 1894).
Negli anni in cui operò a Ferrara Bonfigli  curò la pubblicazione del “Bollettino del Manicomio Provinciale di Ferrara”, a cadenza mensile,  nel quale si dava conto dello stato di salute dei ricoverati uomini e delle ricoverate donne, indicati con le iniziali e secondo il Comune di provenienza. La pubblicazione, che si può considerare un vero e proprio diario della vita dell’Istituto, si concludeva con le tabelle del Movimento dei malati e del dettaglio delle attività ergoterapiche del mese.

Nel numero del settembre 1893 il Bollettino riportò la “curiosa osservazione” comunicata all’Associazione Francese per l’avanzamento delle Scienze” dal dr. Taubin di Besancon:
Un detenuto, dieci giorni dopo aver ingoiato un manico di cucchiaio di ferro, ingoiò il termometro a massimo, che serviva a prendere la sua temperatura. Questo termometro, tutto di vetro, era lungo 113 millimetri e largo 6. Dopo 9 giorni mise fuori dall’ano l’uno e l’altro oggetto.
Il termometro segnava 38,7; ma, verificato esattamente, si ridusse la cifra a 38,1, poiché l’istrumento indicava 6 decimi in più.
In questo caso la differenza fra temperatura interna ed esterna del corpo era di 9 decimi, perché durante il tempo in cui il termometro era rimasto nel corpo, la temperatura ascellare, presa due volte al giorno, era stata di 37, 2, e gli alimenti e le bevande si erano sempre dati a basse temperature.
Che i delinquenti abbiano anche uno stomaco e un intestino diversi da quelle delle persone oneste !!!

Quella di Bonfigli è sì una battuta di spirito, ma lascia trasparire una discussione e una linea di ricerca che fu in particolare di psichiatri e criminologi di scuola lombrosiana.

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