Disordine Immaginario
Fotografi & Fotografia: osservazioni e persuasioni
di Eleonora de Gaetani

Il DISORDINE IMMAGINARIO

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22 giugno, 2015 - 16:15
di Eleonora de Gaetani

Sono una donna del sud dell’Italia, sono laureata in Psicologia Clinica e ora specializzanda in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. Ho conosciuto la fotografia qualche anno fa, e ho iniziato a pensare FotograficaMente oltre che PsicologicaMente.
Alla continua scoperta dei legami che sottendono i due mondi, ho iniziato a scribacchiare e mettere insieme le due discipline.
Ho condotto alcuni laboratori di fotografia nell’ambito clinico con diversi utilizzi della fotografia terapeutica, e insegnato “Etica della fotografia” per una scuola di fotografia.
Pensando e ripensando a un nome per questa rubrica, ho cercato parole che potessero esprimere appieno il mio pensiero, che evidenziassero la sfera psicologica quanto quella fotografica, che mi descrivessero, e parlassero da subito di me con estrema sincerità e disincanto.
“Disordine Immaginario”, istantanea associazione che mette a fuoco d’un tratto il mio veritiero modo d’essere e il profilo dei contenuti che andrò nel tempo a trattare.
Vi è il Disordine Mentale: stato di malessere psicologico, non propriamente psicopatologico. Un’irrequietezza, disorientamento, un mancato equilibrio che non si riesce a delineare, cui non si riesce a dare forma, insomma a cui non si dà un’immagine. Eppure oggi di immagini ve ne sono fin troppe: reali e virtuali.
L’immaginario, conseguenza del fantasticare, non ha fondamento nella realtà ma nella nostra mente e nulla secondo me è più reale delle nostre immagini mentali.
La fotografia è la ricerca intima di significato di una propria realtà data dalle proprie immagini
interiori, dai propri significati che prendono forma attraverso le conoscenze e le esperienze dell'individuo.
“Disordine  immaginario” può essere anche l’alienazione dell’immaginario collettivo dato dall'assenza di valori condivisi e condivisibili. E ancora la babele delle innumerevoli immagini fotografiche prodotte e condivise. La mancanza di tecnica fotografica nascosta dietro l’abbreviazione “PH”. Il disimpegno morale e umano.
Le istantanee, che ci portiamo appresso fuori e dentro di noi, quelle che ci circondano, che ci convincono, quelle che utilizziamo per dire qualcosa e quelle che ci parlano del mondo. Sogni e pensieri disordinati nella precaria quotidianità, anch'essa caos mentale e visionario.
Da qui, inizia una nuova avventura senza la pretesa di far ordine, di dettare criteri di strutturazione o dare giuste soluzioni, vorrei solo esprimere impressioni e persuasioni di una società sempre più dedita all’immagine fotografica.
Atteggiamenti e comportamenti sociali e poi ancora grandi fotografi e autori, idee, pensieri da scrivere e guardare; e quanto potrà attirare le mie sensazioni e appassionare la mia mente sperando di coinvolgere la vostra.
Da qui il Disordine Immaginario ha uno spazio da condividere e in cui, forse, trovare contenimento.

 

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