COVID-19: RSA, navigazione nel mare in burrasca

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15 aprile, 2020 - 06:15
Il virus ci coglie impreparati infetta le nostre coscienze ed intorpidisce le intelligenze.
Le strutture di ricovero a lungo termine, ovvero le Rsa per anziani ma anche le Rsa per pazienti psichiatrici, sono caratterizzate dall'estrema vicinanza umana e dalla forte permeabilità verso l'esterno.
Questi due elementi hanno ovviamente contribuito al crearsi di focolai di contagio, difficilmente contrastabili con misure di isolamento peraltro messe immediatamente in essere e uso di DPI poco disponibili se non impossibili da trovare nella prima fase.
Si aggiunga la impossibilità, per mancanza di strumenti adatti, di fare diagnosi precoce e la scarsa conoscenza della patogenesi della malattia, compresa incubazione e manifestazioni cliniche con relativa contagiosità che ha impedito di iniziare per tempo un protocollo terapeutico sensato.
Chi si sofferma alle 18.00 ad ascoltare la litania dei numeri e la descrizione da parte delle istituzioni sanitarie dell'andamento dell'epidemia non può che rimanere impressionato dall’approssimazione e farraginosità delle argomentazioni a volte contraddittorie: quanto ci si mette a sviluppare la malattia dopo il contagio (sette, quattordici, venti giorni...) quanto ci si mette a guarire, quanto funziona l'immunità acquisita ecc.
In questa tempesta abbiamo navigato a vista tentando di tenere stretta e ben indirizzata la barra e di turare le falle che via via si presentavano.
Il mare è ancora burrascoso, ma la forza del vento e le onde si attenuano; ci pare di scorgere un ridosso e ci stiamo dirigendo verso esso.
Ci vorrà ancora parecchio tempo ma dovremmo riuscire a mettere la barca in sicurezza.
Certamente dobbiamo imparare a rispettare il virus e attrezzarci per prevedere ed anticipare il maltempo che ancora può generare.
 
Il presente  lavoro è pubblicato anche sul nostro sito web
https://www.vasodipandora.online/ 
 
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