NOVAX O DEL NEGARE L'EVIDENTE....

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23 gennaio, 2022 - 07:29
«Ma io indurirò il cuore del Faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi ...
 Il faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l'Egitto con grandi castighi ...
Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore
...»
(Esodo 7,3-5)
 
«Passata la festa, gabbato lu santo!» Vecchio adagio che mia madre mi raccontava di aver appreso sulla riva destra del Calore - a Benevento - dove la rotta di Caporetto e gli eventi della “Grande Guerra” l’avevano scaraventata da profuga di guerra. Aveva 16 anni e le piaceva quel modo allegro di raccontare i buoni propositi disattesi, dagli abitanti di “Chillo Paese”, come lei chiamava l’adorata Campania con cadenze valbrentane. Puntualmente,  dopo la metà di gennaio 2022, quando “l’Epifania tutte le feste se l’è portate via”, qui da noi, in Italia, i no-vax e i no-green-pass, sono tornati in piazza rumorosamente, nel pieno della nuova ondata di contagio della sottovariante della variante omicron, sempre in salita, come Fausto Coppi sul Pordoi, sempre prossimo a scollinare e tutti ad allungare il collo.
 
È tornata sulla piazza l’armata Brancaleone dei no-vax! Citiamo il colorito film di Monicelli del 1966, ma potremmo richiamare un altro capolavoro del maestro “Vogliamo i colonnelli” (1973) per la coloritura politica di una destra golpista, allora in voga, anche in Italia. Analogamente alla giunta dei colonnelli greci di Papadopoulos (1967-1973), noi avemmo la “Notte dell’Immacolata” del 1970 in cui «il maggiore Berti conduceva una colonna di allievi (187 ndr) della Guardia forestale, proveniente da Città Ducale presso Rieti, che attraversò Roma per attestarsi non lontano dagli studi RAI-TV di via Teulada» [01]. Successivamente, quelli dell’età mia, rammentano il ridicolo “golpe Tejero” del 23 febbraio 1981, che intimò al parlamento spagnolo riunito «¡Quieto todo el mundo!», tanto per ravvivare la memoria e tenere un tono leggero. Nondimeno, c’è da preoccuparsi, per la salute mentale e sociale del presente. Il momento assurdo della ricchezza sfrenata di pochissimi e della povertà assoluta di moltissimi. Il momento ancor più assurdo della negazione dell’evidenza che può essere sintomo di una percezione delirante, tanto più grave, quanto più è dissimulata, come abbiamo imparato da Wolfgang Blankenburg [02]. Dopo la metà di gennaio 2022 quando “l’Epifania tutte le feste se l’è portate via”, qui da noi, in Italia, i no-vax e i no-green-pass, sono tornati in piazza rumorosamente, nel pieno della nuova ondata del contagio a Milano a Roma a Napoli, a Trieste e altrove, dove ci sia malessere, che pare diffuso, ubiquitario, irrazionale, intollerante e anche un po’ squadrista.
 
"Stiamo attraversando tempi straordinari” ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso alla Corte dei Conti (23 novembre 2021). Parlava di corruzione e ammoniva la magistratura contabile di vigilare con profondo senso dell’etica, onestà intellettuale e rifuggendo da logiche corporative. Ma la società del tempo presente è molto malata. Le piaghe che la tormentano -tutte più o meno legate al denaro - sono ubiquitario, odiose, esecrabili. Le povertà estreme, la ricchezza spropositata, le pandemie virali, quelle ideologiche, le libertà individuali negate, conculcate, le società patriarcali che escludono le donne, come altra metà del genere umano, quella che la continua, generando la vita, come ha ricordato Papa Bergoglio. E ancora, le migrazioni di lavoro, la fuga da regimi totalitari, il lavoro minorile, la tratta di esseri umani o la vendita o l’affitto di organi e di parti dei medesimi. Fenomeni tragici che, messi insieme sulle strade attraversate dagli umani, tutti, di un presente confuso - miscredenti, fanatici, creduloni, atei, senza-fede, senza-sapere, radicalizzati, fondamentalizzati - rammentano le «piaghe d'Egitto» [03]. Quelle dei testi antichi (anche più di 10) che non indurranno mai, i Faraoni dell’oggi a cambiare alcunché, per il semplice motivo che essi stessi si ritengono «l’Eletto».
 
Chi sarebbero i Faraoni di oggi giorno? Quelli che si trascinano da una festa all’altra circonfusi da un’aureola di dollari, puntualmente calcolati dalla rivista americana di Forbes che compila una apposita classifica, cui gli stramiliardari sarebbero molto attenti, per consultare (dopo ogni rapina) chi sta tra i primi dieci. L’indignazione maggiore, anzi la rabbia dei più, può essere in parte spiegata dal fatto che, nei due anni della paralisi da Coronavirus i dieci primi miliardari del mondo (dati Forbes), hanno raddoppiato il loro patrimonio di dollari. Gente come Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Elon Musk, per fare qualche nome. Tipi che possono permettersi di giocare a fare agli astronauti a bordo di una navicella spaziale di proprietà della propria compagnia. Noam Chomsky, un ultranovantenne con una lucidità invidiabile. ha detto con schiettezza che il viaggio di Jeff Bezos sulla sua navicella spaziale “Blue Origin” è stata una buffonata. Ciononostante, che la popolazione mondiale sia stata più informata di questa pagliacciata, ma ignori il problema del clima del pianeta, è il vero scandalo dell’umanità, perché la curiosità non è orientabile dai media. Che dire di gente con la sindrome di Marco Licinio Crasso, l’uomo più ricco di Roma (229 tonnellate d’oro, circa 13,3 miliardi di euro odierni).  C’è solo da augurare loro di non imbattersi nei Parti della battaglia di Carre  (53 a.C) in Turchia/Armenia, comandati dall’oscuro generale Surena.
 
Il fatto che l’Europa sia andata progressivamente incendiandosi, dietro le bandiere “nazionalistiche”, “identitarie”, dei “no-vax” e “no-green-pass”, è stato un segnale grave di sofferenza sociale che nulla ha avuto a che vedere coi vaccini. Un po’ meno col Covid come patologia virale diffusa, che colpisce non solo i polmoni ma anche altri organi e apparati fra i quali risalta l’encefalo. D’accordo il timore, il panico, la paura irrazionale, l’incredulità totale verso ogni forma di disposizione governativa, di informazione mediatica, ma il danno organico è rilevante! Eppoi, si comincia a parlare di “long-Covid”, una spiacevolissima cronicizzazione della perdita di odori, sapori, eutimia, lo stato percettivo di equilibrio e benessere psico-fisico interiore. Molto di più, invece, virus e pandemia, hanno a che fare con gli assetti squilibrati, le asimmetrie feroci, i governi balordi e le nuove povertà della società presente. Tutta! Che sia più o meno democratica, progredita, evoluta, “civile”, “occidentale”, benestante, benpensante, religiosa, come è stato detto e scritto lungamente dal secondo dopoguerra in qua. Come se i protagonisti della vittoria sul nazi-fascismo fossero stati di numero pari, ossia quattro, mentre alla conferenza di Jalta (4-11 febbraio 1945) gli “alleati” - propriamente detti - erano dispari ossia tre, a spartirsi le zone d’influenza mondiale e, di conseguenza, ad accendere la miccia della “guerra fredda”. Storia passata. Il Novecento. Cento anni. Giusto per ricordare che il cosiddetto virus della “paralisi infantile” poteva colpire anche gli adulti e viceversa. Un caso di scuola resta Franklin Delano Roosevelt che, non ancora quarantenne, nel 1921, in vacanza nella piccola isola di Campobello, in Canada  meridionale, contrasse una grave forma di poliomielite, che lo rese paraplegico. Nondimeno, mascherando abilmente la paralisi degli arti inferiori, riuscì a tenere la 32a presidenza degli Stati Uniti d'America dal 1933 al 1945.
 
Ricordo la mia infanzia perennemente in fuga dal virus della “paralisi infantile”, coi miei fratelli trascinati da mia madre. Erano gli anni 30 del secolo passato, non certo un bel periodo in tutti i sensi, anche per certi finti sciamani che hanno brutalizzato il mondo e le sue popolazioni. Scappare! Non c’era altro mezzo per salvarsi dalla “polio”. Vedo ancora mio padre che ci aspettava angosciato alla stazione di Bologna, perché nella nostra strada, in Via Ernesto Masi, c’era stato un caso. Ci trascinava sul binario per Padova e ci caricava subito su un altro treno im partenza per Valstagna in Valbrenta, il il paese di mia madre, che il poverino pensava libero da contagi di “polio”. Invece c’era, eccome, anche lì. A quei tempi non c’era ancora la puntura miracolosa del dott. Jonas Salk! Il comodo zuccherino di vaccino dolce del dott. Albert Sabin era ancora un lontanissimo miraggio. Tutti vantaggi a tutela della salute che hanno avuto i miei figli, i nipoti e i pronipoti. La vaccinazione di massa fu accettata unanimemente, come un miracolo della scienza, una sessantina di anni fa tra il 1962-63. I bimbetti di allora, quelli del “baby-boom” hanno potuto prevenire comodamente, senza tanti arzigogoli di pensiero, il contagio del virus di Heine-Medin. quello che trasmette la "polio". Ora, non si vorrebbe che codesti “giovin signori/e”, miracolati senza conoscere la storia dei vaccini, dalla menomazione di una malattia contagiosa, altamente invalidante, si dovessero andare a scovare proprio tra i renitenti - irriducibili oscurantisti - no-vax, che ancora si nascondono tra i 2-3 milioni di italiani a seconda delle statistiche e dei calcoli. Sono i Colleghi rianimatori-anestesisti a lamentarsi, perché tutti coloro che sono costretti a intubare, in rianimazione, non sono vaccinati o la maggior parte hanno rifiutato il vaccino. Sembrerebbe la fascia degli anni 60 del secolo passato. Proprio quella del “baby boom” di una volta, di cui s’è detto sopra, sessantenni, ancora splendidi. Certe volte mi domando cosa gli abbiamo fatto di male. Poi mi viene in mente che dopo De Gasperi (peraltro austriaco di Borgo Valsugana), non c’è più stata soluzione di continuità tra Andreotti (che, giovane fucino, amoreggiava con la “Sora Livia” tra i colombari del Verano), Craxi (assistito da Silvano Larini, prima di Hamamet), il Cavaliere “di Arcore” (dei Casati Stampa di Soncino) e una trattativa continua fino al “tempo straordinario” (cronico) presente, non c’è stato proprio nulla di nulla, che sia cambiato. Allora sorgono dubbi e non riguardano i vaccini. Quello che in fondo va ripetendo Mattarella, per cui è fermamente deciso a smettere. Gli avessero almeno fatto sapere qualcosa, di Piersanti (buonanima), il fratello grande, sparato in Via della Libertà, alla Befana del 1980.
 
Tornando ai “tempi straordinari” del COVID-19, nella sua ultimissima variante, la “omicron” sudafricana (succeduta alla delta-Plus) che contagia più velocemente di Jacobs, forse meno esiziale delle precedenti, ma certamente più abile di Garrincha a dribblare le difese immunitarie piuttosto che aumentare le cariche virali, c’è da riflettere sull’evoluzione di un’insidia che non resta mai come appare nell’arco dei 12 mesi. Uno pensa subito alle pestilenze antiche, la “morte nera”, al medioevo di Boccaccio, a quella manzoniana del 1630. Ma, dopo aver sottolineato che le divinità non c’entrano, questo Covid qui, si merita un posto si rilievo fra le “Piaghe d’Egitto”. Non va trascurata comunque l’osservazione che gli antivaccinisti per principio o per paura o per ignoranza o paranoia - nelle più svariate coloriture e sottoforme - sono diventati oltre che più intransigenti, molto cattivi e più pericolosi. Tutti sappiamo ormai che il virus astutissimo della pandemia si camuffa e muta in continuazione, cambiando vettore ad ogni scalo aeroportuale internazionale. Sempre che si vogliano considerare le vie aeree. Ovviamente, i passeggeri che vengono dai tropici diretti ai circoli polari, da oriente per recarsi in occidente, salgono sulla coincidenza del vettore che li aspetta per imbarcare il virus che giunge con loro e diffonderlo - con gli aeroplani - per ogni angolo del pianeta. Come la luminaria di fuochi artificiali ai botti di capodanno. Giusto il contrario dei no-vax che vanno sempre più incupendosi e acquistando sembianze di “casseur” e “gilet-jaune”. Anche un po’ di squadristi in salsa anarchica. Sul tipo di quelli storici, pre-mussoliniani del "biennio rosso" (1919-20). Quando Michele Bianchi, Italo Balbo, Roberto Farinacci, giovani reduci sfegatati, in astinenza dalle crudeltà della “Grande Guerra” si sentivano “disoccupati”. Sui campi di battaglia, erano stati inquadrati fra le truppe speciali della fanteria: gli «arditi». Quelli del teschio col pugnale tra i denti. Mia madre raccontava di averne visto uno che non vedeva l’ora di trovarsi di fronte al nemico per “strappargli il cuore  dal petto e mangiarselo crudo, a morsi!” Truppe d’élite (anche avanzi di galera) inutili in tempo di pace. Nondimeno, gente violenta, svelta di mano, di coltello e di pistola, sfruttata da padroni di vario tipo con interessi comuni, dalla fabbrica al latifondo. Corre giusto il centenario.
 
Sicuramente qualcosa non ha funzionato nella comunicazione delle autorità preposte, tra loro e con il pubblico, ma per un evidente interesse e una più che giustificata preoccupazione, c’è stata troppa attesa e visibilità mediatica. Non è una partita di calcio! Il Covid 19 è una malattia virale contagiosa come una peste manzoniana insorta nel 2019. È inutile andare a bordo campo per avere le prime impressioni, non serve precipitarsi negli spogliatoi per strappare la notizia fresca ai protagonisti sotto la doccia. No! La pandemia da coronavirus, Sars-Cov-2, è una faccenda tremendamente seria. Una patologia infiammatoria violenta che va ben oltre l’apparato respiratorio. Sebbene abbia un particolare tropismo per naso, occhi, gola, polmoni, colpisce diversi organi e apparati. Cuore e vasi sanguigni, sono a rischio di embolia e ictus, ma anche di coagulazione intravascolare disseminata. I reni, lo stomaco e l’intestino altrettanto. Ma il guaio peggiore si verifica quando l’infiammazione raggiunge l’encefalo. Il virus cambia l’umore, altera il modo di percepire le cose, di pensarle! Di vivere la relazione con gli altri. La cosa peggiore è la sperequazione inaudita tra ricchezza e povertà. Non è una malattia, certo. Rende esiziali quelle dei poveri. Gli stramiliardari di cui sopra, classificati da Forbes possono curarla.
 
La tipologia media di coloro che si assembrano per andare a manifestare contro la cura di una malattia contagiosa o anche semplicemente contro le linee guida proposte da una autorità sanitaria dello Stato è molto difficile da tracciare, anche solo per sommi capi. In primo luogo c’è da definire il contesto storico - un po’ quello che i tedeschi chiamano lo «zeitgeist» - in cui il fenomeno si manifesta e, se è quello presente, tutto si complica maggiormente. Più si procede nella modernità e più si torna all’antico passando per nuovi “medioevo” che resettano continuamente la storia dell’uomo secondo ciclicità vichiane orientate anacliticamente. Un destino, forse, una “ananché” inevitabile, come pensavano i greci antichi. Il fato, giacché il protagonista dell’ominazione, è l’essere umano stesso. Fino alla sua massima evoluzione di Sapiens, la cui natura difficilmente si discosta da quella che è sempre stata: unica, irripetibile, individuale. È comprensibile che si perda la fiducia, la speranza, la serenità, leggendo il bollettino del Ministero della Salute che, appena entrati nel terzo anno, segnala numeri di 400 morti giornalieri, in Italia [04]. Forse ci siamo distratti. Abbiamo pensato di vedere se fossero stati tanto indecenti, questi che hanno preso le redini del governo, dopo la seconda guerra mondiale e la ricostruzione. Se mi viene in mente lo sketch di Totò che voleva vedere fino a che punto sarebbe arrivato chi lo prendeva a schiaffi, vuol dire che non abbiamo neppure fatto il mugugno. Mi è stato detto anche di adulti, proprio quelli dei Sessanta e passa, intelligenti, istruiti, sensibili, perfino professori di conservatorio, profondamente delusi dai tempi e dalle persone, ritirarsi dal mondo e vivere in campagna, a contatto con la natura, coltivando e cibandosi dei prodotti della terra, nuovamente rispettata e curata. Una presa di coscienza graduale - a mio avviso - sfugge dalle griglie della depressività.
 
Note.
01. Inchiesta del Senato della Repubblica Camera dei deputati - p. 158 - XIII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI – DOCUMENTI su Golpe Borghese.
02. Cfr. La perdita dell'evidenza naturale. Un contributo alla psicopatologia delle schizofrenie pauci-sintomatiche. di Wolfgang Blankenburg. R. M. Salerno,. Curatore. F. M. Ferro, traduzione.  Cortina Raffaello, 1998 .   
03. Non vi è totale accordo sulla natura di piaga o prodigio e neppure sul fatto che siano 10 ma, secondo i versi della Bibbia contenuti nell'Esodo, si potrebbero includere tra i segnali di Jahvè il Dio ebraico (forse anche di Allah): la tramutazione dell'acqua in sangue, la morte dei primogeniti maschi, l'invasione delle rane, le tenebre, la moria del bestiame, le ulcere sugli animali e gli umani, la pioggia di ghiaccio e di fuoco, le tre invasioni di zanzare, locuste. Ovvero quell’insieme di catastrofi inviate dal Dio degli Ebrei contro il faraone (e i suoi sudditi) per convincerlo a liberare il popolo d'Israele.
04. I titoli sono micidiali. AGI Agenzia Italia. Questo l’occhiello del 18 gennaio 2022 aggiornato alle 19:51 “In Italia 228.179 casi Covid e 434 morti. Il tasso di positività stabile al 15,4% Nuovo record assoluto di contagi e tamponi: sono quasi 1,5 milioni i test fatti nelle ultime 24  ore. Mai così tanti decessi dal 14 aprile scorso.
 
 
 

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