Lettera a Barbara Capovani

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1 maggio, 2023 - 19:10

Cara Barbara non subito, ma ci  sono voluti alcuni giorni affinché  prendessi l’iniziativa di scriverti , perché all’inizio c’è stata tanta incredulità prima di rendermi conto che si era  avverata una di quelle paure che ognuno di noi,  che ha scelto di fare questo lavoro, si porta sempre dentro .  

Si perché è vero che se affrontiamo la follia, quella vera, intensa , che vediamo quotidianamente nei nostri Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura , noi ce la caviamo bene , ma i problemi , lo sappiamo , non derivano dai “ folli “ma da coloro che “ hanno condotte antisociali e criminali “ che lo Stato inadeguatamente ci assegna,  a cui  non siamo nelle condizioni ed in grado di offrire risposte adeguate .  

Parlo con tutta evidenza di coloro che meriterebbero risposte diverse rispetto ad una sanitarizzazione tanto che   oggi un giudice può arrivare a chiedere  ( a volte senza alcun minimo confronto ) di valutare in un reparto di “ Unità Coronarica della Psichiatria” , perché questo è il SPDC, se quel soggetto sia o meno affetto da malattia mentale .  

Per fare ciò ci sono altri luoghi ed altre sedi istituzionali ma non un ospedale ! 

Ma se questo oggi accade in un momento di grande confusione , forse è anche colpa di noi psichiatri, spesso gente colta e raffinata, ma che di fronte ai quesiti posti dal magistrato in sede di perizia,   discettiamo dando valore di malattia a quelle condizioni che la follia appena la sfiorano  e talora la usano , determinando così dei paradossi per cui paradossalmente il soggetto viene affidato alla nostra “custodia “.  

Le Rems sarebbero praticamente vuote se vi fossero assegnati pazienti psicotici veri e non umanità varia di deriva sociale a cui non si riesce a dare altre e più adeguate  risposte 

Gli agiti violenti registrati negli Spdc sono perpretrati da questi soggetti e non già dallo psicotico in fase di acuzie o in fase di recrudescenza di malattia ( … altra tipologia di aggressività quella ) 

Cara Barbara questo è il nostro quotidiano e lottiamo costantemente contro uno stigma  che prevede da un lato la richiesta incondizionata di custodia ( senza coercire per amor di Dio. !!!  ) e dall’altra l’affidamento  di coloro di cui le altre agenzie non intendono occuparsi.  

Se negli anni della “Psichiatria da bere“ abbiamo negato la “malattia mentale “ ovviamente oggi ci viene affidato anche quello che malattia non è.  

Quando una disciplina medica diventa politica i guai sono sotto  gli occhi di tutti.  

Non volesse  mai il cielo che un giorno sentiremo parlare di Cardiologia o Neurologia democratica !  

La prima proposta che ho sentito fare dal Tavolo della Consulta è quella di allargare i posti nella Rems ....Vi assicuro che la prima cosa da fare sarebbe una verifica  su coloro che effettivamente hanno i requisiti per essere ospitati e cioè  “totali infermi di mente nel momento in cui hanno commesso il reato “.  Per esperienza personale visto che ne ho diretta una per ben 6 anni , se così fosse , le Rems sarebbero praticamente vuote.  

Oggi sono un contenitore indistinto di varia umanità per  i motivi che ho prima raccontato.  

Cara Barbara, non ti conoscevo personalmente, ma penso di interpretare il tuo sentire che è di chi quotidianamente è stato lasciato solo a fronteggiare le volute disfunzioni di un sistema che sacrifica i suoi figli migliori,  come Kronos che divorava i suoi figli .  

Un oracolo gli aveva predetto che uno dei suoi neonati, una volta cresciuto, lo avrebbe prima o poi spodestato.  

Per impedire questo, essendo anch'essi degli immortali e non potendo semplicemente ucciderli, appena nati li ingoiava.  

Ecco Barbara tu hai provato nella tua quotidianità a spodestare Kronos ....ma tu oggi sei immortale .  

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