Informazioni sulla schizofrenia

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17 gennaio, 2013 - 17:57

Negli anni Cinquanta presero il via negli Stati Uniti degli studi sulla comunicazione all'interno del nucleo familiare. Da questi studi si sviluppò l'idea che potesse esistere qualche legame fra un'alterata comunicazione all'interno della famiglia e l'insorgenza di disturbi psichici anche gravi, come ad esempio la schizofrenia. Ben presto da questa idea si passò all'applicazione pratica, e così nacquero tecniche psicoterapiche che cercavano di curare il malato attraverso il trattamento di tutta la famiglia. 
La terapia familiare è stata molto usata anche in Italia, soprattutto a partire dalla fine degli anni Settanta, tanto che la scuola milanese diretta dalla dottoressa Selvini Palazzoli è diventata famosa in tutto il mondo. Con il passare del tempo, comunque, questo tipo di trattamento è stato talvolta criticato, perché ha fatto sì che le famiglie si siano sentite un po' sotto accusa . I più recenti sviluppi di questa forma di trattamento, che oggi si preferisce chiamare _terapia sistemica", sono orientati nel senso di ridurre o annullare del tutto qualsiasi riferimento ad eventuali _responsabilità" della famiglia nell'insorgenza del disturbo psichico nel loro congiunto.

Esistono precise caratteristiche della famiglia dello schizofrenico?

Secondo i terapeuti della famiglia, le famiglie che hanno al loro interno un membro schizofrenico, si caratterizzerebbero per un alto livello di rigidità, di resistenza al cambiamento. Ecco perché tenderebbero a utilizzare in modo ripetitivo gli stessi comportamenti, i quali contribuirebbero a mantenere la malattia del proprio congiunto, anche se non ne costituiscono la causa vera e propria.

Qual è l'obiettivo della terapia della famiglia?

Partendo dal presupposto che all'interno della famiglia ogni comportamento di un individuo provoca altri comportamenti di risposta, la terapia della famiglia cerca di rompere la rigidità di questo circolo vizioso, e di cambiare le regole del gioco all'interno della famiglia stessa. Ad esempio, se un ragazzo malato di schizofrenia passa tutto il giorno disteso sul divano a fumare, e a questo comportamento la madre risponde sempre sgridandolo e provocando così una sua risposta aggressiva, la terapia della famiglia cercherà di fare in modo che questa catena di eventi non si ripeta in modo sempre uguale. Oppure, si individua il senso che può avere per il malato il continuare a presentarsi come tale, e così via. Si intende questo quando si dice _cambiare le regole del gioco".

Come viene condotta la terapia della famiglia?

Normalmente la conduzione è affidata a due terapeuti che riuniscono l'intera famiglia in una stanza appositamente attrezzata con uno specchio unidirezionale e un impianto di videoregistrazione. Dietro lo specchio ci sono altri terapeuti, i quali sono particolarmente attenti a cogliere quanto avviene nelle relazioni tra i membri della famiglia e tra essi e i terapeuti. In tal modo ci sono molti _occhi _ che studiano il comportamento dei vari membri. In genere si fa una seduta al mese, al termine della quale i terapeuti fanno dei commenti e possono prescrivere ai familiari compiti comportamentali ai quali attenersi. Scopo di tali prescrizioni è cercare di consolidare i cambiamenti ottenuti durante la seduta. Mediamente un trattamento è composto da non più di dieci-quindici incontri.

Chi effettua la terapia della famiglia?

Talvolta questa terapia viene effettuata all'interno dei servizi psichiatrici, talvolta invece in centri privati. Comunque è da tenere presente che ad essere studiata non è sempre e solo la famiglia, ma l'intero sistema di relazioni (da qui il nome di terapia _sistemica") all'interno del quale il malato vive. Per cui alle volte i terapeuti prendono in considerazione anche i rapporti esistenti tra il malato e il servizio psichiatrico, o tra la famiglia e il servizio psichiatrico, cercando di ristrutturarli.

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