Informazioni sulla schizofrenia

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17 gennaio, 2013 - 17:51

Che cos'è la riabilitazione?
La riabilitazione è un aspetto del trattamento di chi soffre di schizofrenia. Come abbiamo visto negli incontri precedenti, chi soffre di questa malattia ha molte difficoltà ad avere rapporti con gli altri, per cui facilmente avrà problemi con i familiari, a scuola , sul lavoro, con gli amici. Perdendo i contatti con gli altri, un po' alla volta lo schizofrenico tende a diventare sempre meno capace di fare tante cose, di svolgere compiti anche semplici. La riabilitazione è quella parte del trattamento che aiuta il malato a non perdere le sue abilità e la sua capacità di stare con gli altri. Quando tali capacità sono già molto deteriorate, la riabilitazione può servire per recuperarle.
Il rapporto fra cura e riabilitazione
Cura e riabilitazione sono strettamente collegate. Però, la cura serve soprattutto a combattere i sintomi della malattia, mentre la riabilitazione serve a conservare o a recuperare le funzioni psichiche di chi soffre di schizofrenia.Certe volte il limite fra questi due aspetti del trattamento è un po' sfumato. Tuttavia si può dire anche che la riabilitazione mira soprattutto a far sì che il malato possa riprendere una buona qualità della sua vita, possa tornare a stare con gli altri, lavorare, divertirsi. Anche perché quasi sempre la schizofrenia colpisce persone giovani che hanno molti anni davanti a loro e che quindi devono restare il più possibile efficienti.
In quali strutture si fa la riabilitazione?
I trattamenti riabilitativi devono essere portati avanti per tempi abbastanza lunghi, e quindi non possono essere realizzati nei normali ambulatori. D'altra parte realizzarli in ospedale vorrebbe dire dover tenere il paziente ricoverato per molto tempo, ma si è visto che lunghe permanenze in ospedale in realtà riducono le capacità di avere a che fare col mondo. Ecco quindi che di solito le attività riabilitative vengono effettuate in apposite strutture nelle quali il malato può passare molte ore al giorno pur senza essere ricoverato. Queste strutture si chiamano "strutture intermedie" o "semiresidenze", oppure, alle volte ci si riferisce ad esse usando una parola inglese, "day-hospital".
Vediamo ora cosa si fa in queste strutture intermedie, e quali sono i principali obiettivi del trattamento riabilitativo:
1) Allenare il malato ad avere a che fare con gli altri, dividendo momenti comuni, come il mangiare assieme, guardare la televisione, andare al cinema, fare una gita, eccetera.2) Migliorare le capacità di comunicazione del malato, attraverso discussioni in gruppo, esercizi di ginnastica, di disegno, di costruzione di oggetti, eccetera.3) Insegnare al malato a svolgere attività utili, come badare alla propria igiene quotidiana, organizzare i propri soldi, muoversi correttamente nella città, prendere un autobus, eccetera.4) Insegnare al malato vere e proprie attività lavorative che poi potranno essere messe a frutto per cercare di raggiungere un'autonomia economica. Queste attività vengono di solito realizzate in strutture chiamate "laboratori protetti".Infine, ci sono strutture nelle quali sono ospitati malati che per vari motivi attraversano periodi più o meno lunghi nei quali non possono risiedere in famiglia, ma che non riescono neppure a vivere da soli. Queste strutture si chiamano "gruppi appartamento", "residenze" o "comunità terapeutiche", e in genere ospitano dalle due-tre alle 20-25 persone.

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