Intervista a G. Perugi, Università di Pisa

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3 dicembre, 2012 - 18:23

Domanda: Quali farmaci usate nella gestione della sospensione delle benzodiazepine, in particolare nei casi più resistenti?
Risposta: I farmaci più comunemente usati sono le benzodiazepine a lunga emivita, impiegate a scalare, come il clordemetildiazepam (EN) o il clonazepam, altri farmaci impiegati sono gli antidepressivi sedativi triciclici quali la trimipramina, gli SSRI ed infine gli antiepilettici che impieghiamo nelle dipendenze più gravi, soprattutto il valproato di sodio e il gabapentin.

Domanda: Come si usano gli antiepilettici in questi casi?
Risposta: Ripeto, li usiamo solo nei casi più resistenti; di solito iniziamo la terapia a scalare con le benzodiazepine a lunga emivita, quindi inseriamo gradualmente l'antiepilettico, i dosaggi usati sono più bassi di quelli necessari come stabilizzanti del tono dell'umore, per esempio per il gabapentin si arriva a 1500 mg, dosaggi superiori non offrono risultati migliori. C'è uno svantaggio, la possibile tendenza da parte degli abuser a salire con le dosi. 

Domanda: Come mai funzionano?
Risposta: Mentre gli antidepressivi hanno un'azione diretta sui sintomi di astinenza quali ansietà etc., gli antiepilettici non riducono questi sintomi, ma determinano comunque una diminuzione dell'assunzione delle benzodiazepine, per questo si ipotizza che possano avere un più specifico effetto anticraving. 

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