La parola a E. Sacchetti, Università di Brescia

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3 dicembre, 2012 - 19:03

Domanda: Lei non accetta il termine “atipico”…
Risposta: Non accetto l'uso del termine. Parlare di neurolettici “atipici” non è una semplice questione semantica ma esprime implicitamente una sorta di ritrosia ad usarli. Tutto ciò è un grosso errore: l'atipicità, nel nostro caso, non esiste…si dovrebbe correttamente parlare di antipsicotici di nuova generazione o di seconda generazione.

Domanda: Gli utenti hanno mai espresso un loro “parere” su questi nuovi farmaci?
Risposta: Diversi studi confermano che i pazienti “preferiscono” gli atipici nel 75% dei casi rispetto ai neurolettici classici; questi dati devono farci riflettere…… 

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