INTERVISTA AD E. AGUGLIA (Università di Trieste)

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30 novembre, 2012 - 14:38

L'utilizzazione degli inibitori dell'acetilcolinesterasi nella terapia dell'Alzheimer apre nuove possibilità?

Si, appare evidente come l'uso degli inibitori dell'acetilcolinestersi determini un significativo miglioramento nei pazienti affetti da Alzheimer, non solo a livello cognitivo, ma anche a livello comportamentale. Questo determina benefici non solo per i pazienti, ma anche per le famiglie, sulle quali grava il peso di una situazione di difficile gestione.

Parafrasando il titolo di questo congresso, quanto ottenuto con la cura può essere considerato molto vicino alla guarigione? 

Quello che possiamo ottenere, anche se non in tutti i casi, è un significativo miglioramento della qualità della vita, “un ritorno” di molti di questi pazienti, alle relazioni umane e sociali al lavoro, alla vita. Non va infatti dimenticato che fino a qualche anno fa la malattia di Alzheimer veniva considerata una patologia intrattabile, con una non lunga aspettativa di vita.

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