INTERVISTA A THOMAS BURNS...assistenza psichiatrica intensiva sul territorio in Inghilterra

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28 novembre, 2012 - 19:55

FOTO INTERVISTATO
Che cos’e di preciso l’ACT (Assertive Community Treatment ),e qual e’ il ruolo dello psichiatra all’interno di questo servizio ?
L’ACT e’ un approccio di squadra per l’assistenza di pazienti psicotici gravi che hanno delle difficolta’ nell’essere seguiti dai servizi normali. Pertanto, come sue caratteristiche di base, ha un team formato da infermieri, medici , talvolta anche psicologi…Uno dei non medici di questa equipe ha la responsabilita’ dell’assistenza di circa dodici pazienti ma la gran parte delle equipe ha pero’ cinquanta, ottanta pazienti l’una. Lavorano tutti con tutti i pazienti, anche se spesso succede che un paziente abbia un operatore che e’ responsabile in particolare per lui o per lei .I pazienti vengono visti molto spesso: minimo una volta alla settimana, occasionalmente una volta al giorno. Alcune volte il paziente e’ difficile e rappresenta una minaccia,cosi’ se necessario l’equipe mandera’ due operatori.Il paziente viene visto a casa sua, non si aspetta che venga al servizio . Colui che si occupa del caso all’interno dell’equipe si assume la responsabilita’ per l’assistenza sia medica che sociale, con particolare attenzione a cose come soldi, cibo, casa….. La caratteristica di questa attivita’ e’ che e’ molto poco tecnologica : anche se parte del tempo viene dedicato alla terapia,che sia sociale o farmacologica, la maggior parte del tempo e’ destinato a cose molto semplici, come la pulizia dell’appartamento, fare la spesa e accertarsi che il paziente abbia qualcosa da fare, in modo da non annoiarsi o diventar depresso. Questo team e’ disponibile sette giorni alla settimana ed e’ attento che il paziente prenda i farmaci, perche’ sappiamo che se non li prende si ammala, ma sappiamo anche che, se somministrassimo solo farmaci,il paziente non li assumerebbe: noi cerchiamo di aiutarlo a vivere una vita che valga la pena di essere vissuta. La gran parte di queste equipe ha un medico,diversi operatori come gli assistenti sociali e una caratteristica e’ che tutti i componenti si incontrano tutti i giorni, e ogni singolo paziente , durante questi incontri, viene discusso ; questo significa che si puo’ pianificare anche un intervento in acuto. Una volta a settimana e’ necessaria un’analisi piu’ approfondita. La gran parte dei pazienti rimane con noi per un periodo che va dai tre ai dieci anni. Pensiamo che i pazienti che debbano afferire da noi siano quelli per cui i servizi ordinari, normali, abbiano difficolta’ di gestione. I pz. sono spesso giovani, maschi, vivono da soli, hanno una storia di abuso di alcool e spesso hanno problemi con la legge .L’ACT si rapporta spesso con persone che in passato hanno avuto un cattivo rapporto con i servizi.

 

Un approccio come quello dell’ACT, favorisce il reinserimento sociale dei pz. psicotici gravi piu’ di quanto riescano a fare le Comunita’?
Serve per quei tipi di pz. che non possono trarre vantaggio dalle forme di cura piu’ tradizionali .Per questi e’ un metodo estremamente efficace, che li aiuta a entrare nella societa’.Ad esempio i bipolari molto gravi e difficili da trattare quando sono nella fase maniacale,una volta passata la crisi si rifiutano di farsi seguire dal Servizio,ma noi riusciamo a seguirli nel tempo, mantenendo un contatto utile che davvero li aiuta a ristabilirsi.Con questi pz. abbiamo avuto molto successo e loro si reintegrano molto bene nella societa’

Guardando le cose dal punto di vista dello psichiatra,con questo metodo,si corrono meno rischi di incappare nel burn-out?
Abbiamo pubblicato uno studio sul British Journal of Psychiatry nell’ agosto 2003 che dice appunto che il burn-out non dipende da un lavoro troppo intenso ,ma dalla mancanza di un modello condiviso. L’ACT ha un modello chiaro che permette entro certi limiti di programmare il proprio lavoro. Tutto questo tutela dal burn-out. Abbiamo fatto uno studio a Londra, e pensavamo che in questo tipo di struttura ci sarebbe stato un alto tasso di burn-out, invece i risultati hanno dimostrato che e’ addirittura piu’ basso.

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