Intervista a Giorgio Mariani

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28 novembre, 2012 - 16:50

 

Quest'anno è stata prestata attenzione anche all'attività formative di categorie quali il medico di medicina generale e gli infermieri professionali, nonchè gli educatori, con la creazione di sessioni parallele a loro dedicate. L'iniziativa è nella nostra opinione di grande utilità ed è una perla rara nel panorama nazionale: qual è stato il razionale di tale scelta e come sono stati identificati i temi ivi trattati?

La prendo un pochino alla larga, dicendo che come politica di dipartimento, da quando ho ricevuto l'incarico di dirigerlo, ho pensato alla fondamentale importanza di creare la squadra, che dev'essere creata non solo rivolgendomi all'equipe medica o agli psicologi, bensì a tutti gli operatori del settore. Ho, quindi, ritenuto di fondamentale importanza curare la figura sia dell'educatore che dell'infermiere professionale, proponendo ogni anno, non solo nel corso di questo congresso, dei corsi formativi specifici anche per gli infermieri e gli educatori. E questo perchè? Perchè noi lavoriamo in maniera integrata, e all'interno della nostra equipe l'infermiere ha la stessa importanza e lo stesso peso del medico e dello psicologo. Per questo motivo abbiamo pensato, in occasione delle VI Giornate, di creare due sessioni specifiche per gli infermieri ed i tecnici della riabilitazione, dove saranno proprio loro a relazionare, e posso dirvi che ho avuto modo di visionare la relazione degli infermieri del SPDC e si tratta di un filmato veramente bello, che va al di là del tema trattato in questo congresso, perchè può essere un ottimo spot promozionale contro lo stigma nei confronti dell'ammalato mentale.

I temi sono stati scelti insieme: come politica di Dipartimento abbiamo diversi incontri, all'interno dei quali discutiamo di tutto il lavoro, ivi compreso quello dell'organizzazione congressuale. Vi è stato uno scambio di idee, loro si sono sentiti tranquilli nel vedere la partecipazione totale a parte della componente medica e di quella degli psicologi, noi ci siamo sentiti tranquilli conoscendo le persone. Nel nostro Dipartimento si lavora in gruppo, sia a livello territoriale per l'attività routinaria giornaliera, sia per quanto riguarda le attività riabilitative, cosa che io ritengo di fondamentale importanza, poichè ogni figura rappresenta un valido punto di riferimento per le persone affette da disturbi psichiatrici.

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