Intervista a Heide-Marie Schummerfelder

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28 novembre, 2012 - 16:07

 

Nel pomeriggio dell’undici giugno si sono svolti, in contemporanea, i laboratori di Danzaterapia, Musicoterapica, Psicodramma, Arteterapia, Fotografia.

 

All’interno del laboratorio di Arteterapia, ci siamo trovati di fronte a tavoli colmi di strumenti da disegno di ogni genere: colle, forbici, carta colorata, pinzatrici, pennelli, e soprattutto materiale da riciclo di vario genere (tappi di bottiglia, cartone, scatole da scarpe, bottiglie, e soprattutto un’infinita’ di scatole di farmaci e blister ) con cui avremmo dovuto realizzare il compito affidatoci da Heide: rappresentare noi stessi!

L’imbarazzo iniziale di alcuni, la gioia, la creativita’ e l’affaccendamento di altri: in un’ora ognuno di noi ha creato un’opera assolutamente unica ed originale, e durante il processo creativo ha forse potuto intuire qualcosa di se’.

Al termine, e’ stato chiesto, a chi si sentiva, di descrivere la propria opera, ed in particolare di raccontare le idee sopraggiunte e le emozioni provate durante il processo creativo.

Il tempo in questo caso e’ piu’ che mai tiranno (poco piu’ di un’ora e mezza), appena sufficiente per iniziare a incontrarsi ed aprirsi verso gli altri, ma i risultati sono comunque sorprendenti e ricchi di spunti di riflessione per ciascuno.

Una domanda alla fine mi incuriosisce, e la pongo ad Heide mentre riordiniamo il caos di scatolette, frammenti di nastro adesivo e carta, barattoli ecc…:

 

"Che cosa si aspettava, anche in base alla sua esperienza come psicomotricista, dal laboratorio di arteterapia organizzato nel pomeriggio? Ci sono stati timori, anche legati al numero dei partecipanti, circa 20 persone, maggiore rispetto ad un intervento arteterapico vero e proprio? "

 

Io non mi aspettavo nulla dal laboratorio, il numero elevato inizialmente mi ha spaventato perche’ il lavorare in gruppo non e’ facile, e poi con persone non conosciute, inoltre le persone sono state il doppio del previsto.

Si, questo mi ha spaventato un po’, ma poi mi sono detta "e’ cosi’" e vediamo che cosa ne viene fuori, e mi sono tranquillizzata.

Ed e’ venuta fuori una cosa bellissima, soprattutto si sono realizzati dei lavori in cui ognuno dei partecipanti ha dato un messaggio riguardo la propria vita, la propria situazione, e di questo sono molto contenta, ognuno ha tirato fuori qualcosa direttamente da se stesso, e non ponendosi delle domande, o utilizzando altri mezzi.

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