The coming synergy between psychopharmacology and evolutionary psychology

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15 ottobre, 2012 - 18:33

Introducono la lettura J. Van Ree e M. Maj che commentano l'apertura del congresso dicendo di aver scelto come argomenti chiave le quattro aree di maggior interesse nel lavoro psichiatrico quotidiano e di aver arruolato scienziati di alto livelli con l'intento di fornire ai clinici un aggiornamento e favorire il dialogo fra la ricerca e la clinica. La lettura inaugurale invece è di più ampio respiro e si rivolge ad un pubblico più vasto.

R. Nesse esordisce in modo provocatorio dicendo che la medicina darwinista, di cui è sostenitore, si occupa di capire perché il corpo umano non è progettato meglio, tutti noi, dice, saremmo capaci di farlo meglio (ossa più forti, no appendice...), perché l'evoluzione non lo ha fatto? La medicina darwinista, più che interessarsi dei meccanismi chimico-fisici, è attenta a cercare le spiegazioni evoluzionistiche dei vari fenomeni ed in quest'ottica la risposta alla domanda potrebbe essere legata al fatto che molte cose che noi consideriamo come malattie sono invece utili! In questo senso dolore, febbre, stanchezza e anche ansia sarebbero difese mentre paralisi e fratture difetti. Tutti gli organismi tendono ad abbondare nell'esprimere le difese quando il costo di esprimere una difesa è basso mentre il costo di una mancata risposta è molto elevato o perfino mortale (l'animale che al primo rumore fugge per evitare di essere divorato da un eventuale predatore). A volte però il costo dello stress per difenderci può risultare più alto di quello di affrontare i problemi, in questi casi è utile il trattamento e la psicofarmacologia allora può essere impiegata per eliminare difese dispendiose. La medicina darwinista si occupa di capire se i fenomeni sono difese o difetti e di definirne lo scopo e l'utilità, per questo può essere un valido aiuto e complemento per la psicofarmacologia. Ansia e depressione moderate sono difese fisiologiche, il panico e la depressione severa difese sregolate, la schizofrenia forse un difetto. Si può considerare patologico e dannoso per l'individuo anche la scarsità di difese, ad esempio l' "ipofobia", di cui ben pochi si lamentano, che mette l'individuo in condizione di affrontare continuamente inutili rischi.

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