I MEDICI-GAY ed i pazienti LGBT di ogni medico!
Raccolta e analisi di casi personali, clinici, tra colleghi e di fantasie sull'omosessualità di medici e pazienti.
di Manlio Converti

CONTRATTO NAZIONALE e DIRITTI LGBT

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21 dicembre, 2016 - 00:37
di Manlio Converti
Spinto dal Grande Vento della Rivoluzione Omosessuale Italiana, ho provato a fare TRE cose semplici semplici, dopo aver fallito l'ennesimo tentativo di mettere su una squadra di 4 persone omosessuali laureate in medicina.
 
​1) Scrivere agli Ordini dei Medici delle 10 principali regioni italiane per reclamare la completa depatologizzazione dell'omosessualità
 
​2) Scrivere ai 10 principali sindacati italiani per reclamare i diritti dei lavoratori e dei pazienti Lgbt da inserire nel prossimo CCNL
 
​3) Far scrivere all'Onorevole Carloni un'interrogazione parlamentare adeguata sulla completa adesione alla tesi della WPA sulla completa depatologizzazione dell'omosessualità e sostegno alle persone Lgbt

​Come già sapete per non averlo letto da nessun'altra parte, ho fallito tutti e tre gli obiettivi.
​Per la precisione in realtà 2 Ordini dei medici sugli 80 contattati mi hanno risposto. Uno reclamando 2 righe (DUE, come un SMS) per riassumere il problema che sviscero da anni su questo blog e l'altro promettendo che ne farà argomento (in che modo? in che senso?) alla riunione di tutti gli OdM della Lombarida.
​Come già sapete per non averlo letto da nessun'altra parte, anche questi due hanno fallito.

 
​Tuttavia vi lascio in eredità le mie due lettere e l'interrogazione parlamentare, nel caso a qualcuno andasse di copiarle in futuro per ottenere diritti per i Medici Gay e i pazienti Lgbt:
 
LETTERA UNO AGLI ORDINI DEI MEDICI
Il sottoscritto Manlio Converti, psichiatra, si occupa da oltre dieci anni della questione Lgbt (omosessuali, lesbiche, gay, transgender, transessuali, intersessuali).
Vi chiedo di leggere attentamente il testo dell'Associazione Mondiale Psichiatri (WPA) per sensibilizzarvi ad un tema, quello del riconoscimento della "depatologizzazione completa dell'omosessualità" che in Italia non è ancora avvenuta.
​Lo troverete a questo link:
http://www.wpanet.org/detail.php?section_id=7&content_id=1807

Il testo della WPA integra e completa con sei azioni specifiche quello dell'OMS che negli anni '90 riconobbe che "omosessualità e bisessualità sono normali varianti della sessualità umana" e che poi integrò con una precisa condanna delle cosiddette "terapie riparative", finalizzate a modificare l'orientamento sessuale da gay o lesbica o trans ad eterosessuale, perché "prive di fondamento scientifico ed in alcuni casi delle vere e proprie forme di tortura".
Data la mole di dati che dagli anni '90 hanno prodotto le associazioni mediche Lgbt, soprattutto americane (GLMA), e l'emergere, dopo l'approvazione della legge sulle Unioni Civili di una precisa realtà e di specifici diritti sanitari, finora ignorati o sconosciuti alla maggioranza di noi medici, perché non insegnati all'Università in alcun modo, vi ho allegato anche una mia modesta proposta completa di Protocollo Sanitario per l'accoglienza, la raccolta anagrafica, la prevenzione e la cura specifica delle persone Lgbt.
Il sottoscritto CHIEDE:
data lettura del materiale proposto e la verifica della sua accuratezza scientifica:
di approvare al più presto ufficialmente il testo della WPA proposto nella sua forma completa o almeno le sei azioni specifiche proposte in allegato sulla completa depatologizzazione dell'omosessualità.

Successivamente a questa azione potremo discutere la necessità di fare corsi di formazione, soprattutto per Medici di Famiglia, Pediatri, Ginecologi, Uomi, Psichiatri, Medici del Pronto Soccorso.
Sempre successivamente al riconoscimento completo della depatologizzazione dell'omosessualità secondo i nuovi criteri proposti dalla WPA si potrà discutere anche del Protocollo insieme alle ASL e alla Regione, competenti in materia.
Lettera Firmata

LETTERA DUE AI SINDACATI ITALIANI
Forse sono al solito arrivato in ritardo rispetto alla ratifica del CCNL per chiedere tutele nella parte normativa relativa ai diritti del personale e dei pazienti omosessuali e transessuali, ma il problema è enorme e siccome esiste già circa il 5-10% di medici omosessuali, sappimo, calcolando 400mila medici, che riguarda almeno 20-40 mila lavoratori.
Esistono anche i medici transessuali, e se migliorassero le loro condizioni di vita e fosse loro permesso l'accesso a scuole e università anche i medici transessuali sarebbero più dei 2-3 attuali.
Il problema nel CCNL andrebbe affrontato nel merito e quanto propongo è solo uno schema di idee e relazioni applicabile anche direttamente in ogni Azienda ed Ospedale pubblico o privato:

A) Dal punto di vista del personale sanitario, occore che sia scritto nel CCNL, laddove si parli di parità di Genere che si intende anche:
1) il rispetto e la facilitazione del Coming Out dei colleghi e delle colleghe omosessuali e transessuali
Questo punto se approvato rappresenterebbe il primo documento, dopo il giuramento di Ippocrate in cui già c'era, a riconoscere ufficialmente che i medici possono essere omosessuali e che questo non costituisce alcun problema per il SSN.
B) Dal punto di vista dell'utenza LGBT, che è sicuramente la parte più rilevante, laddove nel CCNL si parla degli obblighi di cortesia e correttezza professionale andrebbero inseriti
1) ancora una volta il concetto di rispetto e facilitazione del Coming Out in questo caro rispetto ai pazienti o ai loro parenti omosessuali e transessuali
2) Il divieto esplicito a praticare modifiche dei genitali nei minori senza il loro consenso
3) Il divieto a praticare terapie riparative per omosessuali, bisessuali, lesbiche e transessuali
4) L'obbligo di Percorsi Rosa in tutti i Pronto Soccorso in Italia aperti contro Misoginia, Omofobia e Transfobia
5) L'uso del genere nelle relazioni medico-paziente concordato all'aspetto del/della paziente transessuale e non necessariamente all'anagrafica
6) L'uso del nome preferito dal/dalla paziente transessuale (mettendolo tra parentesi in cartella come dato accessorio)
7) L'uso di separè removibili per garantire la privacy delle persone transessuali in qualunque reparto si decida di inserirli/le in caso di ricovero
Può sembrare eccessivo inserire tutti questi punti nel CCNL, visto che siamo ancora considerati malati di mente, ufficialmente, dai medici che vanno in televisione ed organizzano manifestazioni omofobe, nel silenzio/assenso del SSN e della Fnomceo.

​Lettera Firmata
 
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE (con link al sito finale)
Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: 
lo Stato Italiano ha approvato la legge n. 76 del 20 maggio 2016 «Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze garantendo per la prima volta nella Storia della Repubblica alcuni diritti fondamentali alle coppie omosessuali e alle famiglie di fatto di qualunque orientamento sessuale; 
nonostante l'approvazione di questa legge, per il sistema sanitario nazionale le persone omosessuali sono ancora considerate ufficialmente «malate di mente», ancorché solamente con la specifica di «omosessualità egodistonica», sufficiente a permettere le cosiddette «terapie riparative» o «terapie di conversione» nonostante l'Oms dal 17 maggio del 1990 abbia chiarito che non esiste nessuna differenza tra persone di diverso orientamento sessuale ed abbia successivamente considerato le «terapie riparative» o «terapie di conversione» assolutamente prive di fondamento scientifico; 
già nel 2012 una nota del Ministero della sanità aveva garantito il passaggio, nel manuale per la diagnostica, dell'omosessualità della categoria ICD 9CM a quella ICD 10 e la completa cancellazione dell'omosessualità come patologia anche nella sua forma «egodistonica», già per il mese di ottobre 2013; 
alla data attuale questo passaggio non è ancora avvenuto; 
la World psychiatric association (Wpa), associazione mondiale degli psichiatri, a marzo 2016 ha pubblicato, a conclusione di studi durati trent'anni, una nota in sei punti sulla normalità degli orientamenti omosessuali anche in relazione alla genitorialità; malgrado tale nota, attualmente, la Società italiana di psichiatria, che aderisce alla Wpa, non risulta, a quanto consta agli interroganti, aver ancora pubblicato alcun documento di riconoscimento della nota Wpa e non risulta essere iniziato alcun dibattito scientifico, medico e psichiatrico in merito;
tale tema era già stato affrontato con l'atto di sindacato ispettivo n. 5-06030 del 5 luglio 2015 a cui tutt'ora non si è avuta risposta –: 
 
se il Ministro interrogato non ritenga opportuno e doveroso aderire in modo chiaro ed inequivocabile alla norma dell'Oms in materia sulla completa depatologizzazione di omosessualità e bisessualità, escludendo l'omosessualità egodistonica dall'elenco delle patologie mediche e chirurgiche prevedendo così anche il passaggio immediato all'ICD 10CM; 
 
se il Ministro non ritenga opportuno assumere iniziative per vietare le cosiddette «terapie riparative» già riconosciute, sempre dagli anni novanta, dall'Oms, come «forme di tortura senza alcuna base scientifica»; 
 
se il Ministro non ritenga opportuno introdurre protocolli e buone pratiche per garantire accoglienza, promozione della salute, prevenzione, ricerca, terapie, anagrafica ed altri accessi; 
 
se il Ministro interrogato non ritenga doveroso assumere subito iniziative che recepiscano – indipendentemente dal passaggio dell'omosessualità dalla categoria ICD 9CM a quella ICD, di cui in premessa – gli orientamenti espressi nella nota della World psychiatric association del marzo 2016, dando indicazioni affinché il Servizio sanitario nazionale si conformi ad essi, considerato che ciò avrà conseguenze in termini di norme di indirizzo e protocolli attuativi che le regioni devono poi stabilire ed approvare, nel pieno della loro autonomia. (5-09671)

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/09671&ramo=CAMERA&leg=17
 
​Firmata dagli Onorevoli  CARLONI, BENI, PIAZZONI e GIUDITTA PINI Martedì 4 ottobre 2016, seduta n. 685
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