GALASSIA FREUD
Materiali sulla psicoanalisi apparsi sui media
di Luca Ribolini

Aprile 2017 - Educare?

Share this
2 agosto, 2017 - 17:57
di Luca Ribolini

NESSUNO EDUCA NESSUNO. L’allarme è questo: mancano educatori attrezzati e capaci di percepire la realtà delle cose che stanno accadendo

di Giuseppe Maiolo, ladigetto.it, 1 aprile 2017
Il problema oggi è educare ed educarci. Continuano ad accadere fatti gravi come quelli di Genova dove nei giorni scorsi è stata scoperta una vera e propria catena di attività che i minori fanno online come quella di inviare foto e video hard ad amici e conoscenti tra cui anche adulti. Se colpisce che il fenomeno del «sexting» stia rapidamente diffondendosi tra gli adolescenti e i preadolescenti, allarma di più, a mio avviso, il fatto che i teenager generalmente lo considerino un gioco e un divertimento. Chiedendo infatti ai ragazzi che incontro nelle scuole cosa si può provare se qualcuno fa girare foto e video intime di un compagno o una compagna, la maggior parte ritiene che potrebbe dar fastidio ma che è solo un gioco divertente. Nulla di più.
Segue qui:
https://www.ladigetto.it/permalink/63880.html 

LA VITA NON CERCA LA SICUREZZA

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto, 1 aprile 2017

Biagio De Giovanni ha contestato “il luogo comune che chi invoca la sicurezza è di destra, chi invoca la libertà è di sinistra”. A suo dire: “la sicurezza è il primo diritto di ognuno, viene prima di ogni altro diritto, assicurare la conservazione della vita e il suo agevole movimento furono il contenuto del primo “contratto” che, alle soglie dell’età moderna, si stabilì tra lo Stato e i suoi, allora, sudditi”.
Ci si può chiedere se la sicurezza, intesa come “conservazione della vita” e del suo “agevole movimento”, sia stata davvero un diritto inalienabile dei sudditi o, piuttosto, una concessione funzionale al mantenimento di uno Stato centralizzato, interessato a concentrare nelle sue mani un potere normativo in cui le restrizioni sovradeterminavano decisamente le aree di libertà. L’idea della sicurezza come “valore”, nasce come strumento di assoggettamento dei desideri dei sudditi a un potere piramidale, in cambio della soddisfazione, ineguale, dei loro bisogni e di stabilità (il potere d’arbitrio incarnato nel sovrano assoluto).
Dove la contrattazione è circoscritta nel campo dei bisogni -in cui gli esseri umani sono ineguali- prevale il diritto del più forte e i “diritti umani”, appannaggio di tutti, non esistono, se non nella forma negativa di limitazione necessaria del privilegio. Il diritto del più debole è espressione della restrizione del diritto del più forte. Ha il significato della compensazione e resta avulso da una condizione paritaria degli esseri umani. Segnala che è il divieto a definire il diritto e non il contrario.
Segue qui:
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4788

 

EUGENIO SCALFARI E DIO. Mi commuovo leggendo il “non credente” Scalfari sul Papa, e pure pensando al bagno chimico

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 5 aprile 2017
Devo confessare. Confessarmi e confessare sono tra le mie attività preferite fin dal tempo in cui studiavo dai gesuiti, al punto che due tre volte al giorno finivo nel confessionale, fuori e dentro, a confessare gli amici, a chiedere la penitenza ai preti, e finiva che, dicendo una bugia dietro l’altra, invece di mondarmi dai peccati me ne riempivo. Devo confessare, qui, subito, e questa volta per davvero, che gli elogi fatti sulla Repubblica da Eugenio Scalfari a Papa Francesco mi commuovono. Al punto che ogni domenica li vado a cercare, l’elogiante e l’elogiato, nella speranza di trovarli sul giornale come alla messa domenicale, dove un tempo si andava ad ascoltare le parole del parroco per trovare serenità. E non sono solo le citazioni, gli apprezzamenti e le meditazioni che Scalfari tesse attorno alle parole del Papa a commuovermi, quanto il fatto che a un certo punto il “non credente” Eugenio fa appello a Francesco con un maiuscolo “Sua Santità”, parola che ormai pochi scrittori e pensatori pronunciano. In tal modo percepisco in Scalfari una reale potente devozione, la devozione di un “non credente”, spesso la migliore delle devozioni e delle credenze: niente vi è di più ostinato nella ricerca di Dio di un “non” che “crede”, un uomo che per tanto tempo si è sforzato di non credere e ora ha cambiato bandiera, è diventato un “non credente”, un “non che crede”, un “non” che per anni si è intestardito su un certo nichilismo e ora si lascia andare alla carità divina che onora e ama.
http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2017/04/05/news/eugenio-scalfari-e-dio-128682/

 

 

LA PSICANALISTA “PER METTERLA IN SICUREZZA RECISI DEI LEGAMI”

di Redazione, repubblica.it, 5 aprile 2017
«MI pare sia stata una scelta un po’ radicale». Così la vede Irene Ruggiero, bolognese, responsabile nazionale della commissione per la psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti della Società Psicoanalitica Italiana.
È sbagliato allontanare la 14enne dalla famiglia?
«Se ritengono esista un rischio reale per la salute di quella ragazzina, possono anche aver fatto bene, ma ora va subito intrapreso un lavoro per ricucire i legami familiari. L’allontanamento è una scelta da fare con estrema attenzione: perché poi l’adolescente e i genitori devono fare i conti col senso di colpa, la vergogna. Quei genitori sono stati additati come mostruosi prima di essere indagati. Se scopriamo che non è vero chi li aiuta?»
Segue qui:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/04/05/la-psicanalista-per-metterla-in-sicurezza-recisi-dei-legamiBologna02.html

 

FESTIVAL DELLA BELLEZZA, DAL PRIMO ALL’11 GIUGNO I MAESTRI DELLO SPIRITO

Con la partecipazione di Ennio Morricone
di Redazione, ilvelino.it, 7 aprile 2017
V edizione del Festival della Bellezza, che cresce ancora per numero di eventi, giorni e prestigio di ospiti e proposte. Una manifestazione che per qualità e partecipazione si è affermata tra le principali a livello nazionale, con oltre 50.000 presenze, teatri esauriti, eventi ideati per il festival in format teatrale, concerti e spettacoli in anteprima nazionale. Dall’1 all’11 giugno e con un evento speciale il 30 e 31 agosto Verona diviene palcoscenico del meglio della nostra cultura nel segno della bellezza come avventura del pensiero: in riferimento ai protagonisti della storia artistica della città, da Dante a Shakespeare, da Goethe a Mozart, il festival è dedicato ai grandi dell’arte e della cultura in contesti unici per storia e suggestione come il Teatro Romano, il rinascimentale Giardino Giusti e l’Arena. L’edizione 2017, su geni eccentrici e visionari, è inaugurata da Ute Lemper l’1 giugno al Teatro Romano con la prima del concerto intitolato Berlin days, Paris nights, dalle classiche canzoni del Cabaret e del teatro musicale di Kurt Weill e Bertolt Brecht alla chanson francese con i capolavori di Jacques Brel e Edith Piaf. Seguono riflessioni e spettacoli di alcune tra le personalità di maggiore talento e originalità della nostra cultura: dall’irrituale indagine di Vittorio Sgarbi sul genio eclettico di Michelangelo, all’appassionante esplorazione di Philippe Daverio su Picasso e il fermento artistico della Parigi del primo Novecento, narrazione teatrale in prima assoluta. Altra anteprima nazionale, con protagonista un particolare “maestro dello spirito” contemporaneo, scomparso lo scorso anno: Federico Buffa nel suo nuovo spettacolo teatrale racconta Muhammad Ali, icona, non solo dello sport, del secondo Novecento. Grande cinema e teatro si fondono nell’appuntamento con Toni Servillo, uno dei maggiori attori della scena internazionale; con Beppe Severgnini il giornalismo incontra poesia, romanzo e cinema nel racconto dell’attività giornalistica di grandi artisti come Calvino, Buzzati, Flaiano, Pasolini, Fallaci, Montale. Dei geni musicali sono evocate figure epocali: Vinicio Capossela propone un concerto unico in cui canta i successi del suo itinerario artistico come “Odissea musicale” con riferimenti a personaggi e arie delle opere verdiane; Massimo Cacciari indaga la fascinazione di temi e sonorità del Don Giovanni di Mozart in riferimento alla cultura illuminista; Gloria Campaner interpreta in un vibrante recital pianistico i fuoriclasse romantici Beethoven e Chopin. In scena anche grandi visionari che hanno cambiato il nostro modo di essere e di pensare, dall’antichità ai nostri giorni: Umberto Galimberti parla della sapienza greca tra filosofia e tragedia, Massimo Recalcati racconta l’essenza della psicoanalisi dal “piacere” di Freud al “desiderio” di Lacan. In un’edizione sui grandi eccentrici, non poteva mancare Goran Bregović, che si esibisce in un concerto con la storica Wedding & Funeral in versione raddoppiata con l’aggiunta ai tradizionali fiati, percussioni, chitarra e voci bulgare dell’estro e virtuosismo dei violinisti slavi. A chiusura del festival un appuntamento speciale, un doppio concerto di Ennio Morricone il 30 e il 31 agosto, evento conclusivo della sua tournée mondiale “The 60 Years of Music World Tour” e ultimi suoi concerti all’Arena di Verona.
http://www.ilvelino.it/it/article/2017/04/07/festival-della-bellezza-dal-primo-all11-giugno-i-maestri-dello-spirito/840572e0-863a-43cd-9569-08a776191d53/

 

DIETRO L’UNIFORME IL NULLA

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 8 aprile 2017
La figlia dell’uomo che ha compiuto l’attentato a Westminster, ha postato delle foto. In esse appare con un vestito succinto che mette in bella evidenza i suoi seni. Il suo gesto è stato probabilmente una reazione all’azione omicida del padre.
Su questa reazione, di cui si ignorano le reali, profonde motivazioni, sarebbe stato meglio tacere. È stata, invece, ripresa e enfatizzata come gesto di ribellione al fondamentalismo, uno “schiaffo all’Isis”.
Negli stessi giorni, una quattordicenne di famiglia musulmana, originaria di Bangladesh, si è presentata alla sua scuola a Bologna con i capelli tagliati cortissimi. Dietro insistenze dei suoi insegnanti ha indicato come colpevole del taglio sua madre: avrebbe voluto impedirle, in tal modo, di togliere il velo quando usciva di casa. Gli insegnanti hanno chiamato i carabinieri che si sono rivolti al giudice. Costui  ha disposto l’allontanamento della ragazza dalla famiglia e il suo affidamento a una struttura protetta.
L’autorità giudiziaria dovrebbe tener conto dei rischi che si corrono quando, chiamata a difendere i diritti di minorenni, decide, senza una valutazione adeguata e sulla spinta dello stato emotivo del momento, di decretare una rottura che potrebbe essere, a vantaggio di tutti, riparabile. In particolare quando si tratta di conflitti tra un’adolescente e la propria madre che, a prescindere  dal contesto culturale, non sono semplici da dirimere. È più ragionevole sostenere la coppia dei litiganti nel gestirli in modo più appropriato.
Segue qui:
http://www.psychiatryonline.it/node/6721

 

IL CORAGGIO DI EDUCARE. Abbiamo dato importanza al piano cognitivo trascurando quel nascosto territorio della vita interiore che aziona comportamenti e risposte reali

di Giuseppe Maiolo, ladigetto,it, 9 aprile 2017
Li incontro quasi ogni giorno ormai, andando nelle scuole e parlando con loro di Internet, dei social, delle attività che si fanno e dei rischi che si possono correre in rete. Sono i nativi digitali che io chiamo i pollicini, perché ad una velocità impressionante per me, tardivo digitale, messaggiano e chattano ovunque si trovino. Sanno tutto, o quasi, di quello che si può fare in Internet e conoscono bene cosa è necessario evitare e quello che può essere pericoloso. Gli pongo delle questioni e mi rispondono. Espongo loro i mie dubbi tecnologici e mi danno indicazioni, spesso consigli azzeccati. Parliamo dei Social e delle chat, della necessità di stare attenti a non postare dati personali, foto, messaggi offensivi e tutti in genere mostrano di sapere come comportarsi. Se chiedi loro cos’è il bullismo e il cyberbullismo, ti dicono esattamente cos’è, magari a partire da esperienze personali che hanno fatto un po’ tutti prima o poi.
Segue qui:
https://www.ladigetto.it/permalink/64122.html

 

I SENTIERI INVISIBILI CHE NASCONO NELLE NOSTRE CITTÀ. Il paesaggio urbano, quello di Milano, è il mondo della fotografia di Antonino Costa. Ma questo paesaggio manca dello sguardo di Dio. Non è visto dall’alto, in panoramica, non è ripreso in prospettiva, non è rappresentato dal punto di vista generale della città. Tutti i reportage fotografici di R2

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 10 aprile 2017
La vita in perenne fermento della metropoli milanese non entra nella fotografia di Costa. Piuttosto la sua opzione è beckettiana: le scene sono quelle della pausa, del vuoto, della solitudine, del silenzio, del deserto. Scene dove il ritmo abitudinario della città non appare, è sospeso, neutralizzato, messo tra parentesi, situato fuori gioco. Non si tratta solo di opporre la periferia al centro — come sembra accadere ancora con la raccolta intitolata Milano zona cinque — , non si tratta solo di privilegiare la vita degli “umili e degli offesi” contro il mito solo pubblicitario della città da bere. In questa ultima raccolta.
Scorciatoie, in primo piano sono angoli anonimi della città — anche centrali, come quello dell’Arena — dove l’elemento privilegiato è la presenza di sentieri irregolari e imprevisti. La loro origine sembra fantasmatica. Eppure è un tema antico, nobile, conosciutissimo dagli storici e dagli archeologi: è il sentiero che pre-esiste ai pellegrini oppure è il passaggio dei pellegrini a fare esistere il sentiero?
Segue qui con le foto di Antonino Costa:
http://www.repubblica.it/r2-fotorep/2017/04/10/news/i_sentieri_invisibili_che_nascono_nelle_nostre_citta_-162627050/?ref=search

 

 

LE MASCHERE DEL TERRORE CHE ROVESCIANO L’ORDINARIO

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 15 aprile 2017
Joker di Batman ha un sorriso stampato in faccia. In realtà è una orrenda cicatrice la cui genesi è oggetto ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan di diversi raccapriccianti racconti. In un recente film di grande successo come Inside Out colpiva l’apparizione nei meandri della memoria più remota del soggetto di un gigantesco e sgraziato pagliaccio, protagonista angosciante delle sue feste di compleanno.
Segue qui:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/04/15/le-maschere-del-terrore-che-rovesciano-lordinario46.html?ref=search

 

TRUMP E IL PRINCIPIO MECCANICO DELL’ESISTENZA

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 22 aprile 2017
Dopo aver dichiarato la Guerra Santa alla migrazione musulmana, Trump è occupato a sganciare bombe a destra e a manca. Ha avuto, nondimeno, tempo per congratularsi con Erdogan che, eletto dittatore con un voto falsato, sta per compiere la trasformazione di una roccaforte laica del Medio Oriente in un paese integralista. La pazzia sempre più spesso ci governa. Rompe i ponti con il futuro, inventa il passato e falsifica il presente. Si riproduce e si diffonde in modo proprio secondo meccanismi ripetitivi. La messa in azione di questi meccanismi la si può cogliere dove più piatta e automatica diventa la nostra esperienza di vita.
Nel 2013 un rapporto dell’Oxford Martin School affermava che il 47% di 702 categorie di lavoro esaminate, era suscettibile a essere rimpiazzato dall’automazione  nei prossimi 20 anni. Lo scorso Marzo un rapporto prodotto negli Stati Uniti da NBER (Agenzia Nazionale di Ricerca Economica) ha mostrato che tanti impieghi se ne sono già andati ed è improbabile che tornino indietro in forme nuove, come gli entusiasti dello sviluppo tecnologico senza programmazione avevano preconizzato. Viaggiamo verso un futuro di automi occupati e di esseri umani disoccupati.
Segue qui:
http://www.psychiatryonline.it/node/6739

 

QUEL PALLONE GONFIATO CHE È IN NOI

di Giuliano Castigliego, giulianocastigliego.nova100.ilsole24ore.com, 23 aprile 2017
Ci inganniamo tutti i giorni e tutto il giorno. Diciamo bugie mediamente almeno due volte al giorno e mentiamo, per le più disparate ragioni, ad ogni terzo interlocutore. Cominciamo a saperlo fare consapevolmente già a partire dai 4 anni ma le premesse inconsce delle bugie vere insorgono addirittura nel primo anno di vita. Poi per tutta la vita continuiamo a dirci che siamo più belli, bravi, buoni, forti degli altri. Ma perché lo facciamo?
Nel lontano 1976, nella prefazione al noto saggio Il gene egoista di R. Dawkins, il biologo Robert Trivers, aveva suggerito una spiegazione originale: noi inganniamo noi stessi per abbindolare gli altri e trarne vantaggi sociali. Dopo 40 anni – in cui evidentemente aveva altro da fare – Trivers e i suoi allievi hanno comprovato sperimentalmente la loro
teoria. Concentrandosi in particolare sulla modalità di raccolta delle informazioni che confermano le nostre convinzioni e sull’eliminazione di quelle che le contrastano (biased information-gathering), Trivers e altri ricercatori in uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Economic Psychology hanno chiesto a 306 partecipanti online di scrivere un discorso convincente su un personaggio fittizio di nome Mark. Tanto più convincente il discorso tanto maggiore il premio. Ad alcuni è stato chiesto di far risultare Mark piacevole, ad altri spiacevole ad altri ancora come veniva. Per raccogliere informazioni su Mark i partecipanti avevano a disposizione una serie di video che potevano consultare e interrompere a loro piacimento. Per quelli che dovevano descriverlo in modo positivo i video andavano dal positivo al negativo, i primi illustravano cioè le qualità di Mark e gli ultimi i difetti. Per quelli che dovevano dipingerlo a tinte fosche il contrario.
Facile immaginare come è andata a finire. I partecipanti che dovevano descrivere Mark in modo positivo hanno guardato solo i primi video (positivi), si sono convinti che positivo lo fosse davvero e sono stati più convincenti nel descriverlo positivo agli altri. Analogamente è andata per quelli che dovevano descriverlo come spiacevole. Insomma, prima dobbiamo convincere, ingannandoci, noi stessi e poi riusciamo a convincere meglio gli altri. William von Hippel, co-autore dello studio e psicologo all’ University of Queensland commenta così: “So we process information in a biased fashion, we convince ourselves, and we convince others”.
Segue qui:
http://giulianocastigliego.nova100.ilsole24ore.com/2017/04/23/quel-pallone-gonfiato-che-e-in-noi/
 
IL LAPSUS DI HEIDEGGER
di Massimo Recalcati, repubblica.it, 27 aprile 2017
Le polemiche sull’adesione al nazionalsocialismo e sul suo antisemitismo rinfocolate con la pubblicazione dei “Quaderni neri” hanno oscurato il potente contributo che Martin Heidegger ha dato alla cultura e al pensiero occidentale. In particolare è stata sommersa dalla polemica storico-politica un’opera grandiosa come “Essere e tempo” la cui prima edizione risale all’aprile del 1927, novant’anni fa. Poche sono le opere che cambiano il nostro rapporto col mondo. “Essere e tempo” è stata per molti suoi lettori una di queste. Il Cogito, la Ragione, lo Spirito, l’Idea, l’Essenza lasciano traumaticamente il posto alla scoperta del territorio accidentato dell’esistenza. Non si dovrebbe trascurare l’effetto spaesante di questa scoperta. Finalmente in un’opera di filosofia dal respiro ampio — all’altezza della “Metafisica” di Aristotele o della “Fenomenologia dello spirito” di Hegel —, non troviamo più al centro la dimensione ineffabile dell’Essenza, ma l’evento singolare dell’esistenza e lo “spessore del mondo”, come direbbe Merleau- Ponty. È la tesi di Essere e tempo: l’esistenza non dipende da un’essenza data a priori, ma si determina nel suo progetto, nel suo essere gettata e aperta all’orizzonte del mondo.
Segue qui:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/04/29/il-lapsusdiheidegger44.html?ref=search
 
 

MASSIMO RECALCATI: “FIGLI: DA ISACCO AL FIGLIOL PRODIGO”

da youtube e psychiatryonline.it, 12 aprile 2017
Conferenza presentata a Palazzo Ducale a Genova quale inaugurazione del ciclo FIGLIE E FIGLI
https://www.youtube.com/watch?v=1kSwZplu_6U&feature=youtu.be
 
 
 
 
JACQUES LACAN, LO PSICOANALISTA CHE STRUTTURÒ L’INCONSCIO COME UN LINGUAGGIO
 
http://www.teche.rai.it/2017/04/jacques-lacan-lo-psicoanalista-che-strutturo-linconscio-come-un-
linguaggio/
> Lascia un commento



Totale visualizzazioni: 647