CUORE DI TENEBRA
Viaggio al termine della psichiatria
di Gilberto Di Petta

Per la clinica della libertà, contro la burocrazia della mente

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22 gennaio, 2018 - 12:30
di Gilberto Di Petta
APPELLO AI LETTORI DI PSYCHIATRY ON LINE ITALIA
 
Cari amici, so che siete migliaia.
Non saprei tutti i vostri nomi ma ho impressi molti dei vostri volti.
Siete quelli che in giro per l’Italia mi sussurrate: “Grazie per gli scritti su PSYCHIATRY ON LINE ITALIA, non ce ne perdiamo uno.”
Quasi come se, noi psy, dovessimo avere pudore di scrivere, e pudore di leggere ciò che quotidianamente viviamo: la fatica, il sudore, il sangue di una clinica, come quella nostra, che aspira alla libertà, contro l’irretimento di una burocrazia della mente che ci vuole prigionieri di schede, di algoritmi, di dati, di computazioni, di registrazioni, di budget.
Questo, però, cari amici e colleghi, non è il mio solito cablogramma al termine della notte, ma un appello. Che nasce dal cuore per andare al cuore.

Se ognuno di voi facesse un piccolo bonifico, anche simbolico, di poche decine di euro, all’IBAN che da mesi il dr. Bollorino indica [1], e che vedrete in calce a questo stesso appello, potremmo rendere questo prezioso strumento di comunicazione tra di noi (uno dei pochi rimasti, l’unico ad accesso libero, gratuito, rapido, universale) ancora più efficiente e dotarlo di una adeguato e assolutamente indispensabile supporto informatico.
Non è giusto che il tutto pesi sulla passione e sulle scarse risorse di Francesco Bollorino. O che, giocoforza, di questo passo, l’accesso a PSYCHIATRY ON LINE ITALIA finisca per essere a pagamento. Come quello a tanti articoli scaricabili dal web. La nostra disciplina sta vivendo una fase molto particolare, dalla quale può uscire riformulata o può non uscire. In quanto scienza storica, aggregata alla medicina poco più di duecento anni fa, in mancanza, tuttoggi, di una anatomia patologica, la psichiatria potrebbe anche essere distaccata dalla medicina. Se tutto viene giocato con criteri economici, non sono più la storia, la cultura, il sapere scientifico che determinano i criteri di intervento, le legittimità, gli ambiti, ma semplicemente trionferà la soluzione più vantaggiosa.
Per le società tecnologicamente avanzate, globalizzate, organizzate, sedimentate dal consenso, l’idea di una mente libera, critica, che può ammalarsi, che può impazzire, che deve essere curata con lentezza, con gentilezza, con umanità, potrebbe essere non vantaggiosa. E dunque il concetto stesso di mente umana potrebbe scomparire. Il problema annoso della follia si eliminerebbe, in questo caso,  abolendo il concetto stesso di psiche, che è un’altra emergenza storica molto particolare e altrettanto fragile.
Dunque, tenere tra di noi una rete libera, aperta, come un sistema immunitario o un network neurale che riconosce, memorizza, scambia, che sostiene ad oltranza l’idea di una mente relazionale, credo sia, in questo particolare momento storico, più che mai necessario. Ciò richiede un impegno, un’assunzione di responsabilità, un passo avanti. Altrimenti non ci resta che subire. Nel nostro Paese non si è mai formato un movimento di opinione che aggreghi gli psichiatri e gli psicologi che sono sul campo. Ci siamo sempre affidati alle varie società scientifiche. Ma sentiamo tutti che nei convegni vengono rappresentate realtà lontane dalla vita quotidiana. Siamo, quotidianamente, nei Servizi, chiamati a rispondere su adolescenti, tossicodipendenti, anziani e antisociali. Sembra che, più che la malattia mentale, il nostro tempo di psichiatri vada dedicato alla “gestione” dei disturbi del comportamento latu sensu. Lottiamo con gli internisti e i chirurghi che perfino nel delirium ravvisano una specificità psichiatrica. Rispondiamo ai giudici. Ci confrontiamo con le FFOO. Dobbiamo rendere conto ai familiari e alle loro associazioni. Di tutto questo poco si parla, e poco siamo formati. Su tutto questo le aziende farmaceutiche non sono ovviamente motivate a finanziare eventi. E tutto questo ci strangola. Noi affondiamo in tutto questo. Ci sentiamo traditi. Eravamo vocati per altro.
Stiamo ridiventando la gendarmeria delle passioni umane deviate. Ma in tutto questo non dobbiamo dimenticare che la nostra identità è quella di clinici della mente umana, ovvero di clinici coinvolti nella relazione e nell’incontro con altri esseri umani che perdono i colpi, che sgranano la visione del mondo, che falliscono anche quando mettono una turbina nel fiume della vita. Non ci sono testi che bastino, per noi, non ci sono scuole di specializzazione o di formazione, non ci sono maestri che bastino, non ci sono linee guida : il valore di ciò che possiamo scambiarci, ovvero l’esperienza, la singola esperienza, ciò che mi è capitato stanotte, ciò che tu hai visto ieri, non hanno prezzo.
Da questo punto di vista PSYCHIATRY ON LINE ITALIA  è una miniera, un sistema stratificato di gallerie dove ognuno, attraverso parole e immagini, può trovare quello che vuole. Quello che gli serve. A volte basta un punto di appoggio a sollevare un mondo. Siamo così impotenti e frustrati e poi a volte, con un’idea, con un gesto, sblocchiamo una situazione drammatica.
Se vogliamo che questo prezioso e unico medium di comunicazione continui, cioè se ci chiediamo quanto vale questo scambio, quanto è prezioso, da noi per noi, tra di noi, allora una donazione, tutti, seppure simbolica possiamo farla. PSYCHIATRY ON LINE ITALIA, forse al di là delle sue intenzioni, sta diventando la prima vera coscienza critica della psichiatria italiana. E senza che una classe di psichiatri si formi una coscienza di sè non si va da nessuna parte.
Mi piacerebbe che ogni lettore di POL.it si sentisse fiero di aver contribuito, nel suo piccolo, alla strenua difesa della clinica della libertà contro la burocratizzazione della mente.
Vi chiedo scusa e vi ringrazio

 



[1] FATE UNA LIBERA DONAZIONE ALLA RIVISTA e lo potete fare tramite BONIFICO all’IBAN IT23A0335901600100000121875 Intestato, presso BANCA PROSSIMA, a ASSOCIAZIONE PSYCHIATRY ON LINE ITALIA - Via Provana di Leynì 13 Genova, oppure potete usare il nostro account PayPal connesso all’email boll001@pol-it.org
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