Intervista a: Robert Gorter

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5 dicembre, 2012 - 19:17

 

Il professore fa una panoramica sui vari cannabinoidi, sulla loro possibile utilizzazione in campo clinico ed illustra alcuni studi che sono stati fatti ed altri attualmente in corso.

 

Inizia raccontando di come ha osservato per la prima volta il fenomeno della "fame indotta dalle canne", nei suoi compagni di casa quando studiava medicina ad Amsterdam. Il Professore racconta che anni dopo, quando si trovò difronte a pazienti cachettici affetti da tumore, e notando la loro mancanza di appetito, e i problemi che portava la loro notevole perdita di peso si ricordò dell'effetto della cannabis che tante volte aveva portato i suoi amici a banchettare di notte, dopo aver fumato. Così pensò di somministrare cannabis a questi pazienti. La somministrazione per via orale venne naturale in quanto il fumo creava dei problemi soprattutto per le persone anziane e molto debilitate. Constatò che somministrando 2 cucchiai al giorno di estratto alcoolico si otteneva un maggior rilassamento dei pazienti con miglioramento del tono dell'umore, aumento dell'appetito con aumento di peso dopo due settimane. Fino al 1976 non c'erano problemi per la prescrizione di cannabis, allora era quasi mutuabile per alcune malattie. In molti paesi d'Europa fino agli anni settanta la prescrivevano come rimedio di erboristeria, e questo spesso viene dimenticato.

 

Parlando invece della cannabis a livello sperimentale:

"Esistono almeno 65 tipi di cannabinoidi e solo uno ha effetto psicotropo, inteso come droga:il THC. Il 95% della letteratura scientifica riguardo ai cannabinoidi fornisce dati riguardanti il THC, ci sono oltre 5000 articoli su questa sostanza negli ultimi 25 anni.

Esistono però altri cannabinoidi che hanno rilevanti effetti medici e mi riferisco soprattutto al CBD il cannabidiolo.

Si sanno molte cose sugli effetti del THC: ha effetto antiemetico, antispastico, diminuisce il dolore dell'emicrania, può aumentare gli effetti degli oppioidi, sembra abbia effetto broncodilatatore, e sul glaucoma, ha effetti antiinfiammatori, diminuisce la pressione arteriosa.

Ha inoltre effetti positivi sul tono dell'umore anche se è controindicato in pazienti con depressione nevrotica o affetti da schizofrenia.

Ha la la capacità di aumentare gli effetti dei farmaci antiepilettici.

Domanda:intende anche il fenobarbital, quindi l'associazione con i barbiturici non è dannosa'

Risposta: esatto, i pazienti in terapia con fenobarbital possono ridurre le dosi di farmaco, se è associato alla cannabis, senza alcun effetto negativo.

Voglio sfatare la leggenda che la cannabis sia il primo scalino verso la carriera del tossicodipendente, come esperto anche nei casi di giudizio nelle corti tedesche posso affermare che i soggetti che usano cannabis non passano necessariamente all'uso delle droghe pesanti.

In Germania muoiono 40000 persone per uso di alcool; in germania 5000000 di persone consumano cannabis, ma non esistonocasi di morte per cannabis, ma dal punto di vista tossicità come farmaco la cannabis è sicua se comparata allo standard di sicurezza delle medicine. Basti pensare a come ci si può uccidere con lo psicobarbital con una dose cinque volte la dose terapeutica.

Con il THC non c'è una dose letale conosciuta.

Gli studi di ricerca in campo medico: uno studio concluso sulla sclerosi multipla, uno in corso in pazienti con rilevante perdita di peso;mentre è previsto uno studio su pazienti con dolori cronici, sia con la cannabis sola, sia in combinazione con gli oppiacei.

Per ora gli studi hanno provato che i pazienti reputano l'effetto della cannabis migliore a quello del Marinol (THC sintetico), e a quello del placebo.

Gli studi sono stati effettuati su pazienti con sclerosi multipla, selezionati con metodo random dal computer in tre gruppi: a cui viene somministrato o Cannador (THC + CBD tot 2,5 mg) o Marinol (2,5 mg) o placebo; procedendo la prima sett con 5mg, la seconda10mg, poi facendo un wash out per 2 settimane.

Per tre volte si ripete il procedimento facendo un crossover dei gruppi di pazienti, in modo che tutti provino le tre diverse sostanze e che i soggetti si triplichino.

Lo stesso studio verrà effettuato su pazienti con carcinoma, per 12 settimane in 18 università europee (nessuna italiana).

Domanda: La cannabis è stata provata solo per l'anoessia di pazienti neoplastici o anche per pazienti con anoressia nervosa?

Risposta: Per ora solo su pazienti neoplastici, per i quali è molto utle anche considerato l'effetto antiemetico che contrasta la fastidiosa nausea provocata dalla chemioteapia.

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