INTERVISTA A G. FERRIGNO

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30 novembre, 2012 - 14:06

Ritiene che per occuparsi di adolescenza oggi sia necesario conoscere i meccanismi della rete per farsi comprendere e comprendere?
Ora credo che occuparsi di adolescenti non voglia dire diventare adolescenti e usare il loro linguaggi, il terapeuta e' adulto e da tale deve parlare e comportarsi, l'adolescente all'interno della terapia porta la propria esperienza e l'utilizzo della rete fa parte della realta' quotidiana dei ragazzi e ci si accorge di questo soprattutto quando si seguono ragazzi molto giovani, di 12 - 14 anni, usano tutti la rete e molti chattano, nel mio lavoro mi rendo conto che lo spunto di riflessione e' parziale, perche' legato all'esperienza personale.

Qual è la tipologia prevalente dei ragazzi che si rivolgono a lei, tra quelli che utilizzano la rete?
I problemi fondamentali dei ragazzi che sono venuti da me sono soprattutto in relazione alla scarsa autostima, e la rete ha fornito loro un'opportunita' per mostrare alcune parti di se' e per sperimentarsi in relazioni che realmente non avrebbero sperimentato. Sono ragazzi che nel contatto con gli altri facilmente si umiliano e hanno una vergogna superiore a quella normale e a cui lo spazio virtuale offre una cornice di contenimento, dove si arriva gradualmente all'integrazione di atteggiamenti pensieri e fantasie che il terapeuta porta dal virtuale al reale, al sensoriale.
Nella chat l'attesa puo' essere personalizzata Nella realta' il gruppo e' li' presente, non si puo' rimandare il momento di mostrarsi, con la rete l'attesa puo' essere dilazionata affinche' l'incontro avvenga al momento giusto, li' c'e' la possibilita' di utilizzare l'anonimato 
Uno dei problemi e' l'insoddisfazione e l' incapacita' a trasformare aspirazioni desideri e sogni.
C'e chi dice che la chat favorisce l'isolamento e il distacco dalla realta', puo' amplificare delle problematiche di tipo schizoide, pero'isolamento sensoriale e' legato al corpo e molti di questi ragazzi il proprio corpo non lo amano molto.
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Quanto è importante il gruppo dei pari per questi adolescenti?
Il gruppo dei pari e' importantissimo, quando non c'e' la possibilita' di avere un gruppo di coetanei, il gruppo virtuale permette una relazione condivisa che, proprio perche' non c'e' il corpo e' meno tesa ed eccitata, pero' contiene le caratteristiche del gruppo che protegge dall'isolamento e dall'ansia, perche' permette di verbalizzare i sentimenti sperimentati. Per adolescenti inibiti immobilizzati dalla vergogna internet puo' essere un aiuto per entrare in un gruppo che sta a meta' strada tra il reale e il virtuale. Lo schermo in rete funge da filtro e l'atmosfera di gioco permette di trasgredire, cosa di cui l'adolescente ha bisogno per crescere, ma questo e' un rischio in una situazione di isolamento senza che vi sia qualcuno capace di dar seguito a certe cose. I ragazzi in seduta portano cio' che avviene in chat, e il terapeuta puo' aiutarli ad integrare cio' che e' reale e cio' che e' virtuale. In questo modo viene allontanato il rischio di un eccessivo distacco dalla realta'che, all'interno di una cornice di contenimento, quale quella psicoterapeutica, permette di costruire a poco a poco una storia coerente.

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