INTERVISTA A F. PETRELLA

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30 novembre, 2012 - 13:57

In riferimento ai sistemi di contraffazione utilizzati dalla televisione per costruire la propria realtà virtuale, in cui l'illusione è uccisa insieme al reale, quali ripercussioni può avere tutto ciò sullo spettatore psichiatra e non?

Occorre innazitutto analizzare il rapporto nostro con la dimensione dell'illusione.
E' noto che noi non ci dobbiamo fare illusioni, nello stesso tempo però esiste un'illusione necessaria che è benefica e che aiuta a vivere.
Poi c'è il rapporto dell'illusione con il reale e con la verità: non si può ammettere un sistema che abbellisca la verità attraverso modalità troppo artificiose che vengono per di più occultate come tali.
Il teatro gestisce la realtà molto bene, la televisione invece ha delle difficoltà: molto dipende dal senso critico di chi organizza la produzione televisiva. La televisione non deve illudere il pubblico sulla onniscienza di chi parla, non deve creare degli artifizi gratuiti che non hanno altra funzione che alimentare delle false idee in chi guarda.
Lo spettatore dovrebbe avere quindi molte competenze critiche che in realtà non ci sono quasi mai.

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