I Peter Pan della globalizzazione
Dall'adolescenza all'età adulta oggi, nell'epoca del precariato e della globalizzazione
di Leonardo (Dino) Angelini

PRESENTAZIONE RUBRICA/BLOG

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12 febbraio, 2014 - 08:10
di Leonardo (Dino) Angelini
L’elemento costitutivo più rilevante della società odierna è la sua dimensione globale. Sulla base di poderosi processi di natura economico-sociale ormai negli ultimi decenni non esiste più al mondo alcuna 
periferia che possa definirsi immune dall’influenza di processi acculturativi che la legano al centro egemone rappresentato all’Occidente, alcun “residuo tribale” che non sia scosso fin nelle fondamenta dall’incontro con le altre culture.
Molti sono i messaggeri che preannunciano urbi et orbi ciò che sta avvenendo: le merci innanzitutto, che con la loro suadente presenza impregnano uniformemente la quotidianità di ogni ango-lo del globo; ma anche ciò che sta a monte di esse: e cioè le modalità di produzione ormai unificate sotto l’egida di un capitalismo globale onnivoro e capace di riprodursi ovunque attraverso un uso nuovo e fortemente amplificato della sua primigenia modalità espansiva: l’accumulazione primitiva centrata sull’ipersfruttamento (stiamo parlando della Cina, dell’India, dell’Est europeo,  ecc). Ed infine ciò che sta a valle delle merci: i linguaggi (e non solo quelli della moda e della pubblicità), gli usi ed i costumi sempre più simili e omologati in tutto il globo, ed infine la rete con la sua sovrabbondanza di informazioni e con le sue nuove modalità di socializzazione virtuale e delocalizzata.
Si definiscono in questo modo già nel mondo degli adulti  percorsi acculturativi di incontro–scontro, di commistione, di meticciato sociale che possono avvenire sia sotto il segno della vio-lenza e della sopraffazione delle culture vinte e omologate, sia innescando processi creativi di smarcamento e di contaminazione.

All’interno di questa nuova realtà l’adolescenza odierna è sottoposta ad una serie di cambiamenti che non ne stravolgono certo la sua essenza, ma che pure sono qui, sotto i nostri occhi, ad illustrare a chi è disposto a comprenderli la fatica che le generazioni emergenti fanno nel loro pro-cesso di adultizzazione.  L’adolescente, oggi come ieri, più che con le parole, comunica con i propri comportamenti e si rivolge ad una comunità adulta – spesso distratta ed incapace di cogliere i significati che sono insiti in quei gesti – per mostrare ad essa i nuovi percorsi di crescita e di maturazione che la società impone loro.
E’ indubbio che questi elementi di novità non vanno visti in opposizione ai vecchi percorsi lungo i quali avveniva ieri il passaggio e che l’elemento di continuità che accomuna l’adolescenza di ieri e di oggi è 
nel fatto che, oggi come ieri, il tema del passaggio all’età adulta rimane centrale, così come centralissime rimangono le ragioni in base alle quali   oggi come ieri tale processo va ritualizzato. Ma è altrettanto vero che le modalità attraverso le quali oggi si determina il passaggio, i tempi secondo i  quali esso viene scandito e ritualizzato e tutto ciò che ruota intorno a questi elementi oggi è profondamente cambiato.
E’ come se un territorio ad alto rischio sismico fosse stato fotografato prima degli ultimi eventi tellurici e dopo di essi: l’orografia del territorio sostanzialmente rimane la stessa ma anche l’occhio più allenato 
stenta a riconoscere negli sconvolgimenti di oggi le linee essenziali del territorio di ieri.

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