BUONA VITA
Sostenibile e Insostenibile, tra Psiche, Polis e altre Mutazioni
di Luigi D'Elia

Il Neurologo di provincia, il conduttore televisivo, il paziente con panico

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4 agosto, 2014 - 09:57
di Luigi D'Elia
Non è il remake di un vecchio spaghetti western, ma solo semplice cronaca.

Cronaca che nasce da questa notizia della Gazzetta del Mezzogiorno di ieri, 3/7/2014, che ci illustra il primario neurologo del Policlinico di Bari, Vito Covelli, indagato per evasione fiscale (leggete e fatevi quattro risate amare).
Ma a parte il folklore giornalistico e l’ordinaria indignazione per lo svolgimento grottesco che se ne deduce dalle intercettazioni, non è di cronaca giudiziaria che vorrei brevemente parlare qui, ma del fatto che io questo medico l’avevo già visto, come semplice spettatore, numerose volte ospite della trasmissione Medicina 33 condotta da Luciano Onder. Dire numerose volte forse non rende l’idea, meglio dire sistematicamente da molti e molti anni proprio allorquando gli argomenti trattati erano quelli della psicopatologia (attacchi di panico, shopping compulsivo, ludopatie, etc..).

Con loro due ho un debito di riconoscenza. Quale? Quello di avermi ispirato l’idea di un servizio web di corretta informazione mediatica e scientifica in psicologia che circa 5-6 anni fa ebbe la luce, L’Osservatorio Psicologia nei Media, e che tentò, almeno i primi anni (oggi rimane solo come archivio di materiali consultabili), di rispondere, senza troppo successo, allo scempio in corso circa la qualità informativa media in psicologia. E fu proprio un ennesimo loro intervento di anni fa che produsse la necessaria reazione per costruire quel progetto. Debito di riconoscenza che ho da dividere con l’altro mitico neurologo noto pseudo-divulgatore, R. Sorrentino, ospite fisso, guarda caso, della stessa rete pubblica.

Oggi, stanco di combattere contro i mulini a vento di un’informazione medicalizzata e alienante, e dopo decine di altre ospitate di questo genere, mi rimane solo il gusto di osservare come certe parabole vadano a finire nella arendtiana solita direzione.

Ordini (medici e psicologi) silenziosi, garanti della corretta informazione inesistenti, si continua ad osservare lo scempio della svendita dell’informazione sanitaria e soprattutto quella relativa alla salute psicologica, alla mercé di furbetti che utilizzano i soliti schemini ripetuti all’infinito, già svelati qui.

Ma quello che mi fa soprattutto pensare e preoccupare non è nemmeno il fatto che esistano furbi, opportunisti e mendaci divulgatori, quanto che essi abbiamo stravinto.

Come? Quando? Perché?

Scorrendo l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno sull’indagine della Guardia di Finanza su Covelli nella zona commenti mi imbatto nel seguente, scritto da un certo Vic, di Bari:

Medicina 33 lo ha fatto mago delle crisi di panico. Sono stato da lui: 10 minuti, diagnosi di crisi di panico senza visita o accertamenti, prescrizione di un farmaco (poi saputo antidiluviano che solo lui prescriveva) che mi ha fatto stare molto male per 15 giorni. Visita di controllo dopo un mese con uguali modalità! Ho preteso le ricevute, benchè la segretaria mi avesse detto che senza avrei potuto risparmiare 40 euro. Ho insistito sia per dovere civico sia perchè avrebbe rubato meno. Sono stato da un altro neurologo che dopo accurate visite e accertamenti mi ha messo a posto con altri farmaci e la mia forza di volontà: controlli dopo 6 mesi e ricevute consegnate spontaneamente. Onder terrà sempre il "professore" in trasmissione?

Si, Vic, Onder proseguirà imperterrito a invitare tanti altri "Covelli", troppi ne abbiamo visti, ma a parte questo ciò che desta la massima preoccupazione è quanto segue: se ne deduce che se sei a Bari e soffri di attacchi di panico è molto facile che:

1.       vai comunque da un neurologo
2.       assumi comunque farmaci e basta
3.       non conosci l’esistenza della terapia elettiva per gli AdP, cioè la psicoterapia.

Non c’è che dire, l’informazione sanitaria del nostro servizio pubblico funziona eccome!
Ma dove gli Ordini non arrivano, forse ci arriva la Guardia di Finanza. Confidiamo solo in loro, oramai.
 

 
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