I DIRITTI DEI SOFFERENTI PSICHICI
Come possiamo organizzare leggi, istituzioni, associazioni e SSN per garantire l'emancipazione
di Manlio Converti

Diritto alla Monotonia

Share this
25 agosto, 2016 - 18:59
di Manlio Converti

In questi giorni, nel nostro piccolo Paese devastato dalla monotonia e dai terremoti, assistiamo all'ennesima copertura stampa e televisiva ed internet al 100% su una sola notizia.
Meno male, poteva essere cronaca nera, una guerra, una strage, un delitto efferato, invece è colpa della natura, non dell'uomo, tranne per le costruzioni che in Italia crollano anche col certificato antisismico, altrimenti lo sciacallaggio e la ripetizione continua e monotona del messaggio drammatico sarebbe servito per trasformare in santo il colpevole.

Intanto il mio reparto è vuoto: è andato via il bel ragazzo tossicomane e le tre pazienti manicali si sono fatte subito dimettere. E' questione d'amore mi aveva annunciato una di loro quando le avevo chiesto come mai fosse stata ricoverata. Andate via loro, a catena sono andati via anche gli altri pazienti maschi e donne meno attraenti. Una catena, ormai.
La monotonia nei reparti di psichiatria è la norma, come nei centri diurni o nelle cliniche convenzionate. Molti pazienti ci vanno letteralmente per il godimento della monotonia ma nessuno ne parla esplicitamente. Sono infatti rimaste solo due pazienti che a casa non hanno voglia di fare nulla e solo quando sono ricoverati sono sicuri, ambosessi,. di non aver nessun dovere di fare alcunché, soprattutto lei, cui sarebbe richiesto di compiere l'attività domestica, oggettivamente tanto molesta che neanche i maschi disoccupati si arrendono a fare.

La monotonia ha ovviamente la sua controparte nella possibilità di avere relazioni sessuali, di ogni genere, anche solo immaginarie, se volete credere alle favole, con i pazienti ricoverati, ma è vietato parlarne perché qui la legge è quella della monotonia negli SPDC o al massimo della sedazione, mica quella del desiderio!

A me non viene noia, mai, la mia testa frigge sempre delle idee e così sto scrivendo, in attesa di una telefonata dal Pronto Soccorso, che interrompa la monotonia. No, non è arrivata...

Sto scrivendo adesso, proprio queste parole e se non vi annoiano potete scoprire qualcos'altro.

E' un diritto la monotonia in un mondo che è collassato sull'effetto maniacale della televisione e di internet?

Qui siamo al paradosso. I media ci obbligano alla variazione continua, alla ricerca spasmodica dello sballo o della notizia trash che ci impedisca sentimenti noiosi, ma allo stesso tempo pretendono l'omologazione di massa. Così i media italiani, finite le olimpiadi, così ricche di scoop tra doping, record e storie d'amore, anche omosessuali, e soprattutto di corpi sessualmente meravigliosi da sognare come nostri, sia in senso proprio che come proprietà, hanno trovato una facile preda nel terremoto, ma poteva essere qualunque altra cosa, ed in modo ancora più estremo trasformano uno scoop in una monotonia.

Allo stesso modo è monotona in realtà la vita di ognuno di noi, dai desideri agli obiettivi, anche quando non abbiamo niente, ed il fenomeno di massa dei Pokemon, invece che una lotta costruttiva contro la camorra e la disoccupazione, ben ci rappresenta l'altro paradosso della monotonia e dell'omologazione in un mondo dell'informazione basato sullo scoop e sulla continua variazione.

Nelle vite private l'analisi la farebbe meglio Foucault del sottoscritto, ma tutti aspirano, oggi anche gli omosessuali, all'omologazione del ciclo vitale, crescere, giocare, studiare, fidanzarsi, sposarsi e fare figli, lavorare fino alla pensione, che poi ci lascia una marea di casalinghe disperate e di pensionati non meno angosciati dal vuoto esistenziale per la perdita di scopo omologante.

La monotonia è nella tipologia di relazioni e nelle azioni che compiamo uscendo cicliclamente per fare sempre le stesse cose, così come il ritmo omologato di assenze e presenze urbane, per le partite o le vacanze invernali ed estive, che ci vedono in massa in un altrove che è comunque un luogo di monotonia. Le vacanze in luoghi remoti sono anche loro monotonie programmate minuto per minuto, di un altrove che sia accettabile come il nostro ritmo di vita effettivo.

Dalla monotonia escono solo quelli che vivono davvero un dramma di qualunque livello e genere, e per questo noi, che li invidiamo, li interroghiamo attraverso i media fino ad estenuare la loro diversità e trasformarla in monotonia. Perfino le guerre e le stragi diventano monotonie. Ritmi di vita diversi dal nostro, ma programmati in modo seriale, all'infinito, come le serie televisive interminabili. L'invidia della diversità ci impone di trasformarla in omologazione nel tempo uno infinito.

In cosa allora è diversa la monotonia dei sofferenti psichici, esclusi i desideranti più o meno maniacali o quelli che cercano la diversità nella monotonia della tossicodipendenza? e poi siete sicuri che il desiderio sessuale non rappresenti un'altra forma di monotonia?

Approfondiamo sempre con Foucault e Gadda e Pinter il desiderio sessuale moderno. La monotonia dei rapporti monogami ha imposto anche all'occidente il riconoscimento della poligamia tramite il divorzio, seriale, quindi invece che contemporaneo, come preferiscono i musulmani, lasciando ampio spazio comunque ad amanti e prostituzione di ogni genere. Anche la poligamia di fatto diventa monotona, cambiando pure ogni giorno il o la partner, eterosessuale, omosessuale o transessuale, le persone di ogni genere ripetono sempre lo stesso schema, sia che abbiano una relazione stabile e monotona, perché apparentemente monogama, sia che vivano solamente l'aspetto poligamico e promiscuo. 

La promiscuità non è meno monotona della monogamia, perché costringe a meccanismi artificiali di relazione, di apertura e chiusura di relazioni finalizzate solo all'atto sessuale. Così la promiscuità, come la monogamia, d'altra parte, diventano monotone come una masturbazione, ancorché arricchite dalla presenza di un partner, che comunque psicologicamente, nonostante i neuroni a specchio, nonostante l'empatia e nonostante le fantasie allucinatorie dell'innamoramento, non sarà mai veramente altro... di ogni altro... proprio perché inevitabilmente... altro.

A questo punto anche il reparto vivace con il bel ragazzo tossicomane e le tre pazienti maniacali, con altri aspiranti giocatori era monotono, se ci pensate, rispetto a quello di oggi completamente svuotato, tranne la coppia di pazienti che vuole solo evitare la monotonia del carico affettivo familiare o dei lavori domestici, preferendo la monotonia del ricovero.

E adesso che avete terminato di leggere queste considerazioni, credete davvero che la vostra vita sia piena di stimoli?
Iniziate a togliere quelli ripetitivi o legati a contesti sociali ripetitivi... 
Quanto resta di originale in tutte le nostre esistenze che meriti davvero di finire nell'unico scatto o peggio ancora selfie della memoria elettronica che ha sostituito la nostra?

E qui finiamo nell'ultima questione. La monotonia della memoria. La nostra memoria, per quanto fallace è una memoria esperienziale, cui si aggiunge la memoria della nostra immaginazione. Questo insieme è talmente vivace, che lo abbiamo offuscato lentamente, prima con esperienze monotone, alcuni con varie forme di tossicomania da sempre, poi con l'espropriazione dell'esperienza a favore del selfie, molto più spettacolare e moderno. Attraverso le foto su internet ricorderemo il momento che avremo finto di vivere, trasformando la realtà esperienziale in reality, la memoria in elttronica, solo allo scopo di negare per il tramite della monotonia il fastidio di questa vivace immaginazione che non sappiamo più trasformare in realtà.

La depressione apparente dei miei pazienti non è diversa dalla noia esistenziale di tutti quelli che mi leggono su internet...non è una malattia...

> Lascia un commento



Totale visualizzazioni: 608