BUONA VITA
Sostenibile e Insostenibile, tra Psiche, Polis e altre Mutazioni
di Luigi D'Elia

"La funzione sociale dello psicoterapeuta"

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24 novembre, 2020 - 09:11
di Luigi D'Elia

Da pochi giorni è uscito un libro che, mi auguro, faccia parlare di sé. 
Si tratta di "La funzione sociale dello psicoterapeuta" edito da Alpes Italia, un lavoro frutto di 30 anni di esperienze e 5 anni di lavoro.
Un testo, come recita la quarta di copertina che intende colmare una lacuna formativa relativa al percorso di ogni psicoterapeuta che affronta problematiche cliniche in un medium sociale in perenne e rapidissimo mutamento. Lacuna che riguarda sia il piano teorico-concettuale (non esiste, almeno in Italia, una psicoterapia sociale nonostante si moltiplichino le iniziative con tale intenzione), sia il piano clinico (non è affatto chiaro come e dove si debba tradurre una consapevolezza della funzione sociale nella pratica clinica).

(IL volume è prenotabile seguendo il link:  https://www.alpesitalia.it/prodotti-790-la_funzione_sociale_dello_psicoterapeuta),
Come si può evincere dall'indice (che trovate in calce a questo articolo), dopo una splendida prefazione dell'amico e maestro Corrado Pontalti, si comincia con una introduzione "storica" dello stato dell'arte della professione di psicoterapeuta in Italia e delle sue principali contraddizioni fondative. Si procede poi, ordinatamente, con un primo capitolo teorico che rappresenta una vera e propria introduzione ai principi cardine del lavoro e dell'ottica sociale in psicoterapia. Un secondo capitolo, squisitamente clinico e dimostrativo del procedere in assetto sociale di uno psicoterapeuta con "coscienza sociale". Un terzo capitolo di approfondimento su argomenti della contemporaneità particolarmente emergenti (statuto della coppia, manipolazione mediatica e politica, iatrogenicità del capitlismo, evoluzione del femminismo, ed infine una digressione su etica e psicoterapia). Un quarto capitolo dedicato alla ricerca-azione rappresentata dal progetto sociale Psicoterapia Aperta (che consente l'accesso a tariffe sociali a migliaia di cittadini). Infine Un appendice sugli scritti psicopolitici relativi alla prima fase della pandemia con una nota finale di Franco Berardi "Bifo"-

Non c'è dubbio che si tratta di un lavoro politicamente impegnato e niente affatto neutrale, ma che contiene in sé alcuni aspetti inediti e innovativi, che proverò qui sinteticamente a elencare:

  1. Innanzitutto prova a ridefinire mandato e presenza pubblica della professione a prescindere dalla sua collocazione formale
  2. Prova a concettualizzare metodologicamente la rappresentazione del rapporto tra fenomeni appartenenti a domini differenti: individuali e sociali.
  3. Prova a recuperare ed integrare le principali intuizioni teoriche (specie in ambito gruppoanalitico)
  4. Prova, soprattutto, a tradurre l'approccio sociale ed etico del professionista nella pratica clinica a partire da alcuni principi già presenti nella gruppoanalisi: localizzazione, campi multipersonali, integrazione tra approccio riabilitativo e terapetico, etc.
  5. Enfatizza l'impegno sociale del professionista impegnato a tradurre in progetti sociali il proprio mandato pubblico.
Diversamente da altri tentativi simili, nei quali lo sguardo politico-sociale del terapeuta che ragiona sui cambiamenti epocali scivola facilmente in posizioni antimoderniste e talora moraliste, questo libro evita opportunamente posizioni di questo tipo, ma prova guardare al futuro nella consepvolezza dei necessari cambiamenti nel rapporto uomo-mondo, alla luce delle recenti mutazioni in corso.

Rimane un libro pensato per i colleghi del futuro soprattutto, coloro in formazione che ha come focus l'approccio clinico. L’obiettivo strettamente clinico-pragmatico non rimane solo sullo sfondo di un generico re-inquadramento metodologico. L’incontro con il campo socio-psichico del paziente, l’idea di incontrare nel paziente un sistema-paziente come portatore di una trama genealogica e sociale, l’idea di responsabilizzarsi circa i legami sociali come aspetto cardine della mission professionale, la maggiore consapevolezza dei fattori di cornice e dei codici culturali prevalenti, non migliora semplicemente il lato “competenze sociali” dei pazienti, ma ha, a cascata, ricadute su tutto l’approccio e lo stile del professionista verso i propri pazienti ed il modo in cui si rappresenta i loro problemi. Di fatto un nuovo approccio etico-pragmatico alla professione di psicoterapeuta.
Le implicazioni e le ricadute di questo primo tentativo di concettualizzazione sulla teoria e pratica della psicoterapia sociale sono innumerevoli e riguardano soprattutto l’assetto interno dello psicoterapeuta e la sua idea di benessere psicologico in questo momento storico e in questa realtà sociale, ma anche, come detto, il suo posizionarsi eticamente rispetto alla professione. 

INDICE

Prefazione di Corrado Pontalti
 
Introduzione: La psicoterapia funziona (nonostante gli psicoterapeuti)
 
Capitolo 1: Introduzione alla psicoterapia sociale

  1. Quale funzione sociale per lo psicoterapeuta
  2. L’iscrizione della psiche nel sociale e del sociale nella psiche.
  3. Una prima definizione
  4. Il catalogo delle mutazioni: i macro-cambiamenti globali in corso che obbligano revisioni di prospettive. Lo psicoterapeuta che guarda al mondo (e comprende il malessere che cambia).
  5. I codici sociali irrompono nella clinica: gli isomorfismi variabili

 
Capitolo 2: Lo psicoterapeuta sociale in azione 
Premessa autobiografica. Lavorare in frontiera è un ineludibile formativo
2.1. Una comune vicenda di burnout lavorativo. Doriana, la classe tipografica va in paradiso
2.2. Una comune vicenda di mobbing verticale. La storia di Isabella
2.3. Prevenire il disturbo borderline in esordio adolescenziale intervenendo sulla matrice sociale. La storia di Ivana
2.4. Partnership emotive tra genitori e figli nell’epoca dei N.E.E.T.. La storia di Pietro
2.5. Luciano, la storia di un filo-aziendale pentito
2.6. Il sociale come specchio sempre perdente. Nadia, una Incel al femminile
2.7. Conclusioni: come pensa clinicamente uno psicoterapeuta sociale?
 
Capitolo 3: I campi di applicazione del pensiero sociale dello psicoterapeuta
3.1. L'amore esitante, la coppia provvisoria
3.2. La psicoterapia e le mutazioni dell’era digitale. Una nuova mappa dei bisogni essenziali
3.3. Dolore e morte a causa del capitalismo. La sostenibilità psicosociale.
3.4. Il femminismo incompiuto
3.5. L’etica e la psicoterapia  
3.6. Allargare lo sguardo per centrare il bersaglio
 
Capitolo 4: L’esperimento sociale di Psicoterapia Aperta. (Matteo Bessone, Luigi D’Elia, Simona Adelaide Martini)

  1. Psicoterapia sociale e capacitazione. Il problema dell’accesso alla psicoterapia e ai servizi della salute mentale: dati e riflessioni. (Matteo Bessone)
  2. Ideazione e realizzazione di Psicoterapia Aperta (Luigi D’Elia)
  3. La Carta di Intenti di Psicoterapia Aperta, un atto di semplice generosità (Simona Adelaide Martini)

 
Conclusioni
 
Appendice: Covid-19. Il pensiero psicosociale all’epoca della pandemia
Raccolta di scritti durante la pandemia Febbraio-Maggio 2020

1.Il Covid-19 come fenomeno psicosociale. Quale responsabilità degli psicologi. 28 Febbraio 2020

2.Coronavirus, lo scacco della ragione e la decrescita infelice 6 Marzo 2020

3.La pandemia è come un Trattamento Sanitario Obbligatorio collettivo 21 Marzo 2020

4.L’isolamento prolungato come prassi di autenticità. 26 Marzo 2020

5.Salute psicologica, stili di vita e revisione politica durante la quarantena collettiva. (Non lo sappiamo se andrà tutto bene). 8 Aprile 2020

  1. Reciprocità di specie all’epoca della pandemia. Superamento del debito e evoluzione. 3 Maggio 2020

 
Post-fazione di Franco Berardi “Bifo”
Note sullo scenario pandemico come nuovo contesto dell’attività psicoterapeutica

Per chi fosse interessato ad acquistarlo: https://www.alpesitalia.it/prodotti-790-la_funzione_sociale_dello_psicoterapeuta

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