PENSIERI SPARSI
Tra psichiatria, impegno civile e suggestioni culturali
di Paolo F. Peloso

«ERAVAMO QUATTRO AMICI AL BAR…». L’appello di oltre 100 medici genovesi per l’assistenza sanitaria a Gaza

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4 novembre, 2023 - 11:28
di Paolo F. Peloso

«Eravamo quattro amici al bar / che volevano cambiare il mondo», così cantava Gino Paoli qualche anno fa e letteralmente così è nata, tra pochi amici che condividono una sensibilità per il diritto all’assistenza sanitaria degli ultimi,  l’idea di provare a fare qualcosa, o almeno - non potendo fare nulla per la chiusura quasi ermetica della Striscia all’aiuto umanitario - dire qualcosa, sull’emergenza sanitaria in atto nella Striscia di Gaza. Poi swi è provato a raccogliere, solo con il passaparola e sotto l’urgente incalzare degli accadimenti, adesioni tra altri medici genovesi a un appello che ne ha raggiunte oltre cento nelle prime 24 ore e continua a riceverne.
Di seguito il testo dell’appello ed è possibile medici genovesi che leggono e condividono le nostre emozioni seguire il link per l’adesione, indicando nome, cognome, numero dell’ordine e inviando.

APPELLO DI OLTRE 100 MEDICI GENOVESI IN FAVORE DEL PERSONALE SANITARIO OPERANTE NELLA STRISCIA DI GAZA 
 
I sottoscritti medici, chirurghi e odontoiatri iscritti all’Ordine provinciale di Genova desiderano esprimere la propria preoccupazione e la propria sofferenza per le condizioni e i pericoli nei quali sono costretti a svolgere il lavoro, in particolare in questi giorni, i colleghi operanti nella Striscia di Gaza ed essere loro vicini con la massima solidarietà.  

Leggiamo di ospedali sotto bombardamento, colpiti da tagli dell’elettricità, delle comunicazioni e sospensioni della fornitura di disinfettanti, medicine e persino di acqua in una situazione di guerra nella quale ci sono ogni giorno nuove persone ferite da assistere. 
 
Leggiamo di oltre ottomila morti, più di tremila dei quali bambini, e oltre il doppio di feriti, e non comprendiamo, come medici e come persone, come il mondo possa rimanere fermo a guardare quella che va assumendo di giorno in giorno sempre più la forma di una vendetta indiscriminata sulla popolazione civile palestinese quando non, forse, di un progetto di pulizia etnica di un territorio dalla popolazione che attualmente lo occupa.
  
Come medici e come persone chiediamo la cessazione immediata e urgente dei combattimenti per creare una condizione tale da permettere ai colleghi l’assistenza ai feriti, il pieno ripristino delle comunicazioni da e verso i presidi sanitari e delle forniture di elettricità, acqua, cibo e soprattutto disinfettanti e medicinali nella misura necessaria a salvare vite, nonché la sospensione della fornitura di armi e munizioni a tutte le parti in conflitto.

Chiediamo la cessazione dell’assedio al quale la Striscia di Gaza è sottoposta da molti anni per aprire la strada a una soluzione politica dei problemi, tale da permettere condizioni di vita pacifica e dignitosa per tutti che superino ogni anacronistica distinzione di carattere etnico, religioso o politico nel valore delle vite umane.
 
Genova, 01/11/2023

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