INTERVISTA A ARNALDO BALLERINI

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28 novembre, 2012 - 18:22

Bill Gates dice che internet e� un luogo senza resistenza; Jaspers dice, nel definirlo, che l�oggetto e� qualcosa che ci oppone resistenza; i confini degli oggetti nel virtuale sono impalpabili, proprio perche� manca la resistenza; internet e� il luogo dove piu� che mai si trovano tutti i deliri del mondo; secondo te, come psicopatologo, il virtuale e� un luogo in cui il delirio puo�, per queste ragioni svilupparsi di piu� che nel mondo reale?�
�Be�, secondo me si�, perche� partendo dalla definizione classica di delirio, se io alludo ad un confine, un solco tracciato, che e� materialmente tracciato nella terra per quanto riguarda il delirio, anche dal punto vista psicopatologico�allora si possono alterare molte continuita, ma su certi piani e non su altri�in fondo su quale piano si cerca la continuita�? su quello fattuale, fenomenico, solo che e� un luogo dove i confini non ci sono, il luogo prediletto del delirio.�
�In questo senso, tu non credi che dobbiamo decidere finalmente, come psichiatria e come fenomenologia, ad occuparci seriamente del virtuale, che e� oramai un pezzo importante della vita di ognuno di noi, e che debba nascere prima o poi un�osservazione puntuale della psicopatologia del virtuale?�
�Ma io credo che possa essere una buona idea�io non sarei capace di occuparmene, perche� il virtuale per me e� un concetto che riesco ad afferrare con difficolta�, sono troppo vecchio per abituarmi a questi mezzi, e a questi ambienti�a questa visione del mondo�pero� penso di si�, che dovremo occuparcene.�
�La mia idea e� quella che, in realta�, il motivo per cui bisogna occuparsene non e� tanto perche� il virtuale e� molto invasivo ed occupa la vita di molte persone, ma perche� i confini tra la realta� fattuale e quella virtuale sono sempre piu� limitate, conseguentemente, i nostri pazienti ci portano il virtuale, non possiamo dimenticarcene, non trovi?�
�E trovo che sia un modello, oltretutto, questo del virtuale, dell�espansione e� come i vincoli e non i vincoli del pensiero,�in fondo il pensiero ha delle capacita� di espansione che sono non dei significati, ma quelli che si chiamano orizzonti dei significati�quindi in realta� investiamo in una gamma di significati, e li spostiamo a seconda del nostro spostarci e del nostro muovere l�intenzionalita��pero� ci sono dei vincoli, che fanno si� che il nostro pensiero sia mediamente sano, mediamente comunicabile, mediamente frutto di un mondo comune�ecco che l�assenza di questi vincoli, certamente��
�Un�ultima cosa, nella virtualita� e� possibile avere identita� differenti da quella reale; non ti sembra che questo sia, proprio come il titolo del convegno, un �delirio utile�?�
�Be�, avere identita� diverse e� una questione a double face, perche� l�identita� non e� un oggetto, e� un composto, e� un processo, non una sostanza, e si compone di diverse parti,�allora, avere la possibilita� di avere ruoli diversi mi sembra positiva, ma il ruolo e� una superficie dell�identita�, poi c�e� un�identita� come essere se stesso, che avrebbe un�identita� X che deve saper conservare intatta��

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